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Topos Uranos

Piano di studi di LaTeX per la Scrittura Accademica

Riepilogo

Questa lezione costituisce l’unità iniziale del corso ed espone il suo piano di studi completo. Dichiara lo scopo del corso, gli studenti a cui si rivolge, il poco che presuppone noto e i corsi a cui conduce; enuncia i sette obiettivi di apprendimento globali che il corso si propone; descrive le sue sette unità e le lezioni che le compongono; stima l’impegno totale che il corso richiede, la sua distribuzione per unità, un ritmo di studio suggerito e la sua equivalenza in crediti trasferibili; spiega come sono costruite le sue lezioni e come si valuta il progresso e, infine, consiglia sul modo di studiarlo.

Obiettivi di apprendimento

  1. Descrivere la sequenza delle unità del corso e spiegare che cosa ciascuna apporta alle successive.
  2. Enunciare gli obiettivi di apprendimento globali del corso e riconoscere quali unità contribuiscono a ciascuno.
  3. Calcolare, a partire dalle ore stimate per unità, l’impegno che richiede il corso o una sua parte, e pianificare con esso un ritmo di studio personale.
  4. Spiegare la struttura di una lezione del corso e l’uso che conviene fare dei suoi esempi di codice, problemi, sfide e valutazioni di unità.

Scopo

Tutti i corsi del sito richiedono di scrivere: dimostrazioni e soluzioni in matematica e in fisica, relazioni in ingegneria e in informatica, saggi e commenti di testi in filosofia, elaborati con tabelle e grafici in economia. Nessuno di essi, tuttavia, insegna lo strumento con cui quei testi si compongono nel mondo accademico. Se è così, un corso di LaTeX non è un’aggiunta laterale allo studio di una disciplina, ma la base comune su cui poggiano gli altri, nelle scienze come nelle discipline umanistiche, e per questo è trasversale: non appartiene a un corso di laurea, ma a tutti.

Il corso non insegna lo stile della scrittura accademica, che è materia di altri corsi, ma la composizione dei suoi documenti: come si scrive, si compila e si corregge una sorgente LaTeX; come si compone il testo in più lingue e scritture, con le sue note, le sue citazioni e i suoi versi; come si dà a un documento lungo un’architettura di parti numerate che si richiamano a vicenda; come si scrivono la matematica e la logica con la notazione corretta; come si presentano le tabelle, le immagini e i disegni; come si gestisce una bibliografia e si cita secondo la convenzione di ciascuna disciplina, e come si compongono gli altri generi con cui un accademico comunica il proprio lavoro: la presentazione, il poster, la lettera, il curriculum, il documento scritto in gruppo e quello che si invia a una rivista o a un archivio istituzionale. Il suo principio guida è quello di LaTeX stesso: separare ciò che un passo è da come deve apparire, in modo che l’autore si occupi del contenuto e la composizione resti a carico del programma.

Tutto il corso lavora con LuaLaTeX, con i pacchetti babel e fontspec, che permettono di scrivere direttamente qualsiasi lingua e qualsiasi scrittura; con Texmaker come editor locale, perché funziona allo stesso modo su tutti i sistemi operativi, e con Overleaf come alternativa in linea. Gli esempi sono neutrali tra le discipline: una stessa procedura si illustra con una relazione di chimica, un saggio di filosofia, un passo di Cicerone o un teorema, perché ciò che cambia da una disciplina all’altra è ciò che si scrive, non il modo di comporlo.

Destinatari e conoscenze preliminari

Il corso si rivolge a chi comincia uno qualunque dei programmi di studio del sito, e anche a chi, in qualunque fase della sua formazione o del suo lavoro, abbia bisogno di comporre documenti accademici: studenti che preparano relazioni, tesine o tesi, docenti che scrivono dispense e articoli, e ricercatori che si avvicinano a LaTeX o che lo hanno sempre usato per imitazione, senza sapere perché funziona ciò che funziona.

Il corso parte quasi da zero. Non presuppone di aver usato LaTeX, né di saper programmare, né conoscenze di matematica; non presuppone nemmeno di sapere l’inglese, benché i messaggi del motore siano in quella lingua, perché ogni messaggio che il corso presenta viene spiegato. Presuppone soltanto l’uso corrente di un computer: creare una cartella, salvare un file con un nome determinato in una cartella determinata, ritrovarlo in seguito, copiare, spostare e cancellare file, e installare un programma, oppure disporre di un browser e di un account su Overleaf. Chi non scrive matematica può percorrere l’unità 4 soffermandosi meno sulle sue formule, ma non deve ometterla: la sua lezione di logica serve alla filosofia quanto all’informatica, e gli ambienti per gli enunciati si impiegano anche per definizioni, tesi e casi.

Dove conduce

Da quanto detto segue il posto del corso nel sito. Non ha prerequisiti e fa parte di tutti i programmi di studio (Fisica, Matematica, Ingegneria, Informatica, Filosofia ed Economia), in ciascuno dei quali il pianificatore lo colloca per primo, perché qualunque altro corso si studia meglio quando le sue soluzioni e i suoi elaborati possono essere redatti con esso. Chi studia in parallelo Algebra e Geometria I o Logica Matematica I: Logica Proposizionale troverà nell’unità 4 il modo di scrivere le sue dimostrazioni, le sue tavole di verità e i suoi alberi di deduzione con la stessa precisione con cui li pensa.

Ora, il corso è anche la porta di una serie di corsi di scrittura che il sito offrirà più avanti, i quali lo richiederanno tutti come prerequisito: un corso di scrittura scientifica e un altro di scrittura umanistica e filosofica, di portata generale e senza numerazione, perché non formano una sequenza, e i corsi di scrittura propri di ciascun programma, come la scrittura tecnica, le relazioni di laboratorio, gli articoli di ricerca e il progetto di tesi. Questo corso insegna a comporre il documento; quelli insegneranno a costruire il testo che il documento contiene.

Obiettivi di apprendimento globali

Gli obiettivi seguenti descrivono ciò che uno studente che completa il corso deve essere in grado di fare. Ciascuno è formulato come una prestazione osservabile, in modo che possa essere verificato con un compito concreto; ogni lezione di contenuto dichiara a sua volta i propri obiettivi, che servono a uno o più di quelli globali, e la lezione di chiusura mostra in quali unità e lezioni si lavora ciascuno. I sette obiettivi sono numerati perché si possano citare.

  1. Obiettivo 1. Produrre e compilare documenti, diagnosticandone e correggendone gli errori: scrivere una sorgente a partire da un file vuoto, compilarla con LuaLaTeX, leggere il log, distinguere un errore da un avvertimento e risalire dal messaggio del motore alla sua causa.
  2. Obiettivo 2. Comporre correttamente testo in più lingue e alfabeti: capoversi, spazi, virgolette, lineette e trattini; lingue dichiarate con babel e caratteri scelti con fontspec, compresi il greco e il latino; formattazione che esprime la funzione di ciascun passo, e note, citazioni e versi.
  3. Obiettivo 3. Strutturare documenti lunghi con riferimenti interni: scegliere la classe e la pagina, dividere in sezioni con il loro indice e le loro appendici, rimandare senza mai scrivere un numero a mano, ripartire una tesi o un libro in più file e riunire un preambolo personale.
  4. Obiettivo 4. Scrivere matematica e logica con notazione corretta: formule in linea e in display, simboli e alfabeti con la convenzione che esprimono, equazioni su più righe, teoremi e dimostrazioni dichiarati come ambienti, e connettivi, tavole di verità e deduzioni.
  5. Obiettivo 5. Presentare tabelle e figure leggibili: tabelle senza griglia, con filetti e allineamento numerico, tabelle che si spezzano tra le pagine, immagini di dimensione relativa, oggetti mobili numerati e disegni realizzati con TikZ all’interno del documento stesso.
  6. Obiettivo 6. Gestire la bibliografia e citare secondo la convenzione di ciascuna disciplina: costruire un database bibliografico, citare con BibLaTeX negli stili autore-anno e numerici, citare in nota al modo delle discipline umanistiche, e comporre indici analitici e glossari.
  7. Obiettivo 7. Scegliere la classe di documento adatta a ciascun genere accademico: l’articolo, la relazione, la tesi e il libro, ma anche la presentazione, il poster, la lettera e il curriculum, il documento scritto in gruppo e quello che si adatta al modello di una rivista o si prepara per un archivio istituzionale.

Nell’essenziale, ogni obiettivo corrisponde a un’unità, nello stesso ordine. Ora, il primo è inoltre trasversale: ogni esempio che si compila e ogni errore che si corregge, in qualunque unità, lo esercita, e dal suo raggiungimento dipende quello di tutti gli altri. Il settimo, da parte sua, si prepara fin dall’unità 3, che confronta le classi di documento, e si completa nell’unità 7, che porta quanto appreso ai generi restanti.

Contenuti

Il corso si organizza in sette unità, incorniciate da questa lezione e da una di chiusura. Ogni unità si apre con una lezione di introduzione, che presenta le sue lezioni, il problema che l’unità risolve e ciò che dà per noto, e si chiude con una lezione di sintesi, che ricostruisce la catena di principi e meccanismi dell’unità, la collega al resto del corso e propone sei sfide di difficoltà superiore a quella dei problemi delle lezioni.

Unità 0. Presentazione del corso

Consta di questa lezione, che fissa lo scopo, gli obiettivi globali, i contenuti, l’impegno e il disegno del corso.

Unità 1. Primi passi

Il suo obiettivo è portare chi non ha mai usato LaTeX fino al punto di scrivere, compilare e correggere da sé un documento breve.

  1. Primi passi: introduzione.
  2. Che cos’è LaTeX: la composizione tipografica, il linguaggio di marcatura di fronte al programma di videoscrittura, e l’origine di TeX e di LaTeX.
  3. L’ambiente di lavoro: la distribuzione TeX di ciascun sistema, Texmaker con LuaLaTeX come compilatore, e Overleaf.
  4. Anatomia di un documento: il preambolo e il corpo, i comandi con i loro argomenti, i gruppi e gli ambienti.
  5. Compilare e correggere gli errori: i passaggi della compilazione, latexmk, la lettura del log e una strategia di debug.
  6. Primi passi: sintesi e sfide.

Unità 2. Il testo

Il suo obiettivo è passare da un documento che compila a un testo composto con la cura che la scrittura accademica esige, in qualunque delle sue lingue e scritture.

  1. Il testo: introduzione.
  2. Capoversi, spazi e segni: il capoverso e l’a capo, gli spazi, le virgolette, le lineette e i caratteri riservati.
  3. Lingue e caratteri: babel e i suoi cambi di lingua, il greco politonico e il latino, e la scelta dei caratteri con fontspec.
  4. Formattare con senso: la marcatura logica di fronte a quella visiva, l’enfasi, le famiglie, le serie, le forme e i corpi dei caratteri.
  5. Note, citazioni e versi: le note a piè di pagina, le citazioni brevi ed estese, e la composizione del verso.
  6. Il testo: sintesi e sfide.

Unità 3. La struttura del documento

Il suo obiettivo è dare a un documento lungo un’architettura propria, le cui parti si numerano, si elencano in un indice, si richiamano a vicenda e si ripartiscono in più file.

  1. La struttura del documento: introduzione.
  2. Classi di documento e pagina: le classi standard e quelle di KOMA-Script, e il disegno della pagina.
  3. Sezioni, indice e appendici: il titolo, il sommario, i livelli di suddivisione, l’indice generale, gli elenchi e le appendici.
  4. Riferimenti incrociati: le etichette, la loro collocazione corretta e il rimando automatico a sezioni, figure ed equazioni.
  5. Documenti lunghi: la suddivisione di una tesi o di un libro in più file con \input e \include.
  6. Macro e preambolo personale: comandi e ambienti propri, e un preambolo riutilizzabile.
  7. La struttura del documento: sintesi e sfide.

Unità 4. Matematica e logica

Il suo obiettivo è riempire quell’architettura di formule, equazioni, enunciati e deduzioni composti con la precisione con cui si pensano.

  1. Matematica e logica: introduzione.
  2. Formule in linea e in display: il modo matematico, ciò che cambia in esso e quando una formula va nel capoverso o fuori di esso.
  3. Simboli e notazione: indici ed esponenti, frazioni, radici, lettere greche, alfabeti matematici, operatori e delimitatori.
  4. Equazioni su più righe: gli ambienti di amsmath e di mathtools, il loro allineamento e la loro numerazione.
  5. Teoremi e dimostrazioni: gli enunciati dichiarati con amsthm, la loro numerazione e i loro stili.
  6. Logica e deduzioni: connettivi e quantificatori, tavole di verità, alberi di deduzione naturale, riquadri di Fitch e argomenti in forma standard.
  7. Matematica e logica: sintesi e sfide.

Unità 5. Tabelle e figure

Il suo obiettivo è comporre i dati, le immagini e i disegni in modo che si leggano con la chiarezza del testo, si numerino e si richiamino come le sezioni, e trovino il loro posto nella pagina senza che l’autore lo fissi a mano.

  1. Tabelle e figure: introduzione.
  2. Tabelle leggibili: l’ambiente tabular, i filetti di booktabs al posto della griglia e l’allineamento delle cifre.
  3. Tabelle complesse e lunghe: celle unite in larghezza e in altezza, tabelle di larghezza fissa e tabelle che si spezzano tra le pagine.
  4. Immagini nel documento: graphicx, la dimensione relativa, la rotazione, il ritaglio e i formati di file.
  5. Figure e tabelle mobili: gli ambienti mobili, i loro specificatori di posizione, le loro didascalie e il rimando a essi.
  6. Disegni con TikZ: coordinate, percorsi, nodi e stili, diagrammi, alberi e grafici di funzioni.
  7. Tabelle e figure: sintesi e sfide.

Unità 6. Bibliografia e indici

Il suo obiettivo è citare le fonti a partire da un database bibliografico, in modo che le citazioni e l’elenco dei riferimenti si compongano da soli con lo stile di ciascuna disciplina, e rendere consultabile il documento con indici e glossari.

  1. Bibliografia e indici: introduzione.
  2. Il database bibliografico: il file .bib, le sue voci e i suoi campi, e il suo rapporto con un gestore come Zotero.
  3. Citare con BibLaTeX: il ciclo con Biber, i comandi di citazione e gli stili autore-anno e numerici.
  4. Citare nelle discipline umanistiche: la citazione in nota, le sue abbreviazioni latine e gli stili che la automatizzano.
  5. Indici e glossari: l’indice analitico con le sue sottovoci e i suoi rimandi, più indici contemporaneamente e i glossari.
  6. Bibliografia e indici: sintesi e sfide.

Unità 7. Altri documenti e lavoro di gruppo

Il suo obiettivo è portare quanto appreso agli altri generi accademici, al documento che più autori scrivono insieme e a quello che si consegna a una rivista o a un archivio istituzionale.

  1. Altri documenti e lavoro di gruppo: introduzione.
  2. Presentazioni con Beamer: il frame, i temi, le comparse graduali e l’esposizione accademica.
  3. Poster, lettere e curriculum vitae: il poster con tcolorbox, la lettera formale e il curriculum accademico con il suo elenco di pubblicazioni.
  4. Scrivere in gruppo: Overleaf condiviso, il flusso minimo di Git, le convenzioni di un gruppo e latexdiff.
  5. Modelli e pubblicazione: le classi delle riviste, l’invio ad arXiv, l’archiviazione a lungo termine e le licenze.
  6. Altri documenti e lavoro di gruppo: sintesi e sfide, la cui ultima sfida riunisce il corso intero in un articolo accademico completo.

Chiusura del corso

Consta della lezione Bilancio finale di LaTeX per la Scrittura Accademica, che ricorda i sette obiettivi globali, mostra in quali unità e lezioni si lavora ciascuno, riunisce per obiettivo il primo tentativo delle valutazioni d’uscita e indica dove prosegue lo studio.

Impegno e crediti

L’impegno di un corso non si misura con le ore di lezione frontale, che in un corso asincrono non esistono, ma con il lavoro totale dello studente: leggere, riprodurre gli esempi, risolvere problemi e ripassare. La stima segue lo stesso metodo in tutti i corsi del sito: conta il tempo di lettura del testo di ciascuna lezione, compreso il codice dei suoi esempi, a cento parole al minuto, venti minuti per problema risolto, trentacinque per problema proposto, quarantacinque per sfida e dodici per valutazione d’ingresso o d’uscita, e aggiunge un margine di un decimo per il ripasso.

Risultati

Le lezioni del corso contengono nel complesso 9393 problemi risolti, 9393 problemi proposti e 4242 sfide, oltre a quattordici valutazioni di unità. L’impegno stimato per unità, arrotondato all’ora, è il seguente:

  • Unità 0, presentazione del corso: meno di 11 ora.
  • Unità 1, primi passi: 2020 ore.
  • Unità 2, il testo: 2121 ore.
  • Unità 3, la struttura del documento: 2424 ore.
  • Unità 4, matematica e logica: 2525 ore.
  • Unità 5, tabelle e figure: 2626 ore.
  • Unità 6, bibliografia e indici: 2121 ore.
  • Unità 7, altri documenti e lavoro di gruppo: 2222 ore.
  • Chiusura del corso: meno di 11 ora.

Il totale è di circa 160160 ore di lavoro dello studente. Conviene leggere questa cifra per ciò che è: una stima per uno studente che riproduce tutti gli esempi e risolve tutti i problemi e le sfide. Chi abbia già usato LaTeX, o si limiti ai problemi proposti senza affrontare le sfide, ne impiegherà molte meno; chi non abbia mai installato un programma né letto un messaggio d’errore può averne bisogno di più, soprattutto nella prima unità.

Ora, la cifra è nominale: è quella che fissa i crediti del corso, e presuppone una lettura a ritmo costante e tre quarti d’ora per sfida. Finché non sarà misurata con studenti reali, conviene accompagnarla con una forbice realistica. Se la lettura procedesse alla metà del ritmo supposto, come accade quando ogni esempio si scrive e si compila nel proprio editor, e ogni sfida richiedesse settantacinque minuti invece di quarantacinque, lo stesso metodo darebbe circa 211211 ore. Pertanto, l’impegno prevedibile si colloca tra circa 160160 e circa 210210 ore. L’estremo superiore è un limite prudente, non una misurazione; la forbice sarà corretta quando si conoscerà il tempo che impiegano coloro che studiano il corso, e fino ad allora i crediti si calcolano con la cifra nominale.

Ritmo suggerito

Per nominare i ritmi, questo piano usa lo stesso criterio degli altri piani del sito: il tempo pieno è quello di un anno accademico di 6060 crediti, circa 16501650 ore ripartite in una quarantina di settimane, cioè circa 4040 ore settimanali, e il tempo parziale è la metà, circa 2020 ore settimanali. Ne segue un ritmo raccomandato di un semestre di sedici settimane, con circa 1010 ore settimanali di studio, la quarta parte del tempo pieno; con la forbice realistica, da 1010 a 1313 ore settimanali. Poiché il pianificatore colloca il corso per primo in tutti i programmi, quel semestre è normalmente il primo, e il corso vi convive con i primi corsi della disciplina, ai quali serve fin dalla prima settimana: al termine delle unità 1 e 2, circa 4141 ore, lo studente può già comporre in LaTeX le sue soluzioni e i suoi elaborati.

Un ritmo intensivo, di circa 2020 ore settimanali, cioè a tempo parziale, completa il corso in otto settimane, e conviene a chi voglia padroneggiarlo prima di cominciare gli altri corsi del programma. Un ritmo più disteso, di circa 55 ore settimanali, lo porta a due semestri; in tal caso conviene non rimandare le unità da 1 a 3, che sono le più necessarie all’inizio, e lasciare per il secondo semestre le unità da 5 a 7, che si possono studiare man mano che gli altri corsi richiedono tabelle, figure, bibliografia o presentazioni.

Equivalenza in crediti trasferibili

I sistemi di crediti trasferibili misurano un corso in base al lavoro totale che richiede allo studente, e non alle ore di lezione in presenza, con lo scopo che gli studi compiuti in un’istituzione possano essere riconosciuti in un’altra. Il Sistema europeo di trasferimento e accumulazione dei crediti, adottato dalle università europee a partire dalla Dichiarazione di Bologna, assegna 6060 crediti a un anno accademico a tempo pieno, e fissa ciascun credito tra 2525 e 3030 ore di lavoro. Il Sistema di crediti trasferibili del Cile, adottato dalle università cilene con un disegno analogo, assegna anch’esso 6060 crediti all’anno accademico e fissa ciascun credito tra 2424 e 3131 ore di lavoro.

Ora, dividendo le 160160 ore stimate per gli estremi di ciascun intervallo, il corso equivale a un numero compreso tra 55 e 66 crediti europei, approssimativamente (da 5,3 a 6,4), e tra 55 e 77 crediti trasferibili cileni (da 5,2 a 6,7). Prendendo come riferimento il valore centrale di entrambi gli intervalli, 27,5 ore per credito, si ottiene nei due sistemi lo stesso numero, 5,8, che si arrotonda a 6. Per i crediti europei, il numero CC di crediti resta limitato così:

(16030)≤C≤(16025)\left( \frac{160}{30} \right) \leq C \leq \left( \frac{160}{25} \right)

Pertanto, si raccomanda di assegnare al corso 66 crediti europei e 66 crediti trasferibili cileni, cioè la decima parte di un anno accademico a tempo pieno, il che corrisponde a un insegnamento semestrale ordinario.

Disegno del corso

Modalità

Il corso è asincrono, in linea e a ritmo autonomo: non ha date, sessioni dal vivo né scadenze, e ogni studente avanza alla velocità che gli consentono la sua preparazione e il suo tempo. È offerto nelle quattordici lingue del sito; in ciascuna versione, i testi degli esempi sono scritti nella lingua di quella versione, perché comporre bene ogni lingua fa parte di ciò che il corso insegna. Le lezioni dichiarano quali altre lezioni conviene aver studiato prima, in modo che l’ordine raccomandato sia esplicito.

La struttura di una lezione

Tutte le lezioni di contenuto seguono la stessa struttura. Cominciano con un sommario e con un elenco di obiettivi di apprendimento propri, formulati come prestazioni osservabili. Segue l’esposizione, il cui nucleo sono gli esempi di codice: ciascuno mostra la sorgente, con i numeri di riga e un pulsante per copiarla, accanto al risultato compilato su carta bianca, in modo che si veda subito che cosa produce ogni comando. Altri blocchi mostrano solo la sorgente, quando si tratta di un errore o di un file ausiliario, comandi del terminale o estratti reali del log di compilazione, con le righe d’errore evidenziate. Chiudono la lezione tre problemi risolti, con la loro soluzione, e tre problemi proposti, ciascuno con un suggerimento ripiegato e, dopo, la risposta, perché lo studente verifichi il suo risultato senza che gli sia rivelato il percorso.

Le lezioni di introduzione e di sintesi hanno una struttura propria. L’introduzione presenta l’unità, le sue lezioni e il filo che le unisce, ciò che dà per noto e il problema che risolve, e contiene la valutazione d’ingresso. La sintesi ricostruisce la catena di principi e meccanismi dell’unità, con la lezione in cui si stabilisce ogni anello e ciò che ciascuno usa, la collega alle unità precedenti e successive, contiene la valutazione d’uscita e propone sei sfide, ciascuna con suggerimento, risposta e una soluzione sviluppata ripiegata, che combinano più lezioni ed esigono più inventiva dei problemi proposti.

Il lettore vocale

Ogni lezione può essere ascoltata ad alta voce con il lettore del sito, che usa le voci del dispositivo stesso: il testo si legge così come è scritto, i comandi citati in esso si pronunciano in modo sensato e i blocchi di codice si annunciano, senza essere letti carattere per carattere. Ciò permette di ripassare l’esposizione lontano dallo schermo; gli esempi, invece, chiedono sempre l’editor.

Valutazione

Il corso non assegna voti: la sua valutazione è formativa e si basa sull’autovalutazione. I problemi proposti permettono di verificare il raggiungimento degli obiettivi di ciascuna lezione, e le sfide quello degli obiettivi di ciascuna unità; in tutti, il giudice ultimo è il motore stesso, perché un documento che compila senza errori né avvertimenti e produce ciò che si chiedeva è una prova che non ammette discussione.

A ciò si aggiungono le valutazioni di unità. Quella d’ingresso, nell’introduzione, è un’autovalutazione breve, da otto a dodici domande, che misura il punto di partenza; quella d’uscita, nella sintesi e prima delle sfide, misura quanto raggiunto e si confronta con quella d’ingresso. Entrambe si correggono nel browser stesso: ogni risposta riceve una spiegazione, ogni errore tipico un’osservazione che lo identifica, e ogni domanda rimanda alla lezione che conviene ripassare. Nessuna di esse assegna voti né certifica, e i loro risultati si conservano solo nel browser dello studente; la convalida delle abilità acquisite si farà più avanti su un’altra piattaforma. Le sette unità includono entrambe le valutazioni, e il bilancio finale riunisce il primo tentativo di ciascuna valutazione d’uscita in un profilo per obiettivo globale. Le lezioni includono anche esercizi brevi che il sito controlla all’istante, con lo stesso carattere di riscontro.

Per gli obiettivi globali si suggeriscono le seguenti evidenze di raggiungimento:

  • Obiettivo 1: ricevere una sorgente con vari errori, compilarla e correggerla guidandosi solo con il log, finché compili senza errori né avvertimenti.
  • Obiettivo 2: comporre un testo con un passo in greco o in latino, note a piè di pagina, una citazione estesa e una poesia, con le virgolette, le lineette e gli spazi dell’italiano.
  • Obiettivo 3: dividere una tesi breve in un file principale e vari capitoli, con indice, appendici e rimandi incrociati che sopravvivano a qualunque riordinamento.
  • Obiettivo 4: trascrivere una pagina di appunti con equazioni allineate, un teorema con la sua dimostrazione e una deduzione in forma di albero o di riquadro.
  • Obiettivo 5: presentare alcuni dati in una tabella con filetti e cifre allineate, e uno schema disegnato con TikZ, entrambi mobili, numerati e richiamati dal testo.
  • Obiettivo 6: citare uno stesso insieme di opere in stile autore-anno e in stile di note, cambiando solo il preambolo, e aggiungere un indice dei nomi.
  • Obiettivo 7: comporre un articolo completo, la presentazione che lo espone e il poster che lo riassume, a partire da una stessa base e con la classe adatta a ciascuno.

Come studiare questo corso

Il corso è pensato per essere studiato in ordine. Ogni unità presuppone le precedenti, e molti esempi riutilizzano il preambolo e le convenzioni di lezioni precedenti; saltare una lezione obbliga, prima o poi, a tornarci.

La regola principale è una sola: compilare ogni esempio. LaTeX non si impara leggendo, ma scrivendo e compilando, e per questo lo studente riproduce ogni esempio nel proprio Texmaker, che la lezione L’ambiente di lavoro insegna a installare e a configurare; chi non possa installare una distribuzione TeX dispone di Overleaf, che compila nel browser con un account gratuito. Il sito non compila il codice dello studente: mostra il risultato atteso, ed è lo studente a ottenerlo nel suo editor. Conviene, nelle prime unità, scrivere gli esempi a mano invece di copiarli, perché la mano trattiene ciò che l’occhio lascia sfuggire; e conviene, dopo che un esempio compila, alterarlo di proposito (cancellare una graffa, cambiare un’opzione, spostare un comando nel corpo) e leggere che cosa dice il log, perché ogni errore provocato è un errore che poi si riconoscerà.

Ogni unità ha due punti di controllo. La valutazione d’ingresso, nell’introduzione, è il punto di partenza: conviene rispondervi prima di studiare l’unità, senza consultare nulla, e annotare le lezioni a cui rimandano gli errori. La valutazione d’uscita, nella sintesi e prima delle sfide, è il confronto: vi si risponde al termine delle lezioni, anch’essa senza consultare nulla, e la si confronta con quella d’ingresso. In entrambe conta il primo tentativo, che è quello che si confronta e quello che riunisce il profilo del bilancio finale. Ne segue che chi crede di padroneggiare già un’unità non deve deciderlo in base a una sola prova: se la sua valutazione d’uscita è solida e risolve nel suo editor le sfide della sintesi, può passare alla successiva; altrimenti, conviene percorrere le lezioni che l’una e le altre indicano.

Nei problemi proposti e nelle sfide, conviene aprire il suggerimento solo quando il tentativo si è esaurito, e la risposta solo alla fine, per verificare. Un problema la cui risposta è stata consultata prima di compilare la propria non è stato risolto, ma letto. Infine, conviene usare quanto appreso fuori dal corso fin dal primo giorno: redigere in LaTeX gli appunti, le soluzioni e gli elaborati degli altri corsi è la pratica che trasforma in abitudine ciò che il corso insegna, ed è anche la destinazione per cui è stato concepito.