Riepilogo
Questa lezione chiude la seconda unità del corso, dedicata al testo. Ricostruisce la catena di convenzioni e procedimenti che va dal capoverso e dai suoi segni alle note, alle citazioni e ai versi, indicando in ogni anello quale principio si usa e in quale lezione si stabilisce; colloca ciò che si è ottenuto rispetto al piano del corso e precisa quali questioni, appena anticipate, restano per le unità successive; ripete nella sua valutazione d’uscita le competenze della valutazione d’ingresso; e termina con sei sfide, di difficoltà superiore a quella dei problemi delle lezioni, che richiedono di combinarne diverse per diagnosticare testi composti male, prevedere risultati in documenti con più lingue e progettare documenti a partire dalla loro descrizione.
Obiettivi di apprendimento
- Ricostruire l’ordine delle convenzioni e dei procedimenti dell’unità, riconoscendo il principio su cui ciascuno si appoggia.
- Spiegare come si relazionano la lingua dichiarata, i caratteri, la marcatura logica e le decisioni che il motore prende alla fine di ogni capoverso.
- Distinguere ciò che l’unità ha stabilito da ciò che ha soltanto anticipato e che le unità successive svilupperanno.
- Diagnosticare testi che compilano ma sono composti male, separando ciò che il log segnala da ciò che solo la lettura rivela.
- Progettare il preambolo e il corpo di un documento con più lingue, note e citazioni a partire dalla sua descrizione.
Ciò che l’unità ha ottenuto
L’unità si è proposta di passare da un documento che compila a un testo composto secondo le convenzioni della tipografia e di ciascuna lingua. Lo scopo è stato raggiunto appoggiandosi su ciò che l’introduzione ha dichiarato noto dall’unità precedente: le regole con cui il motore legge il sorgente, la portata delle dichiarazioni, la separazione tra contenuto e forma, LuaLaTeX con Unicode e le passate della compilazione. Con ciò, il cammino percorso si può leggere come un’unica catena in quattro tratti.
Capoversi, spazi e segni
La lezione su capoversi, spazi e segni ha distinto il capoverso, che si apre con una riga vuota o con \par, dall’a capo, che non lo apre, e ha stabilito che la forma dei capoversi e lo spazio verticale tra di essi li decide la classe. Ha separato gli spazi secondo la loro funzione: quello che si allunga e ammette l’interruzione di riga, la tilde che la impedisce e lo spazio sottile delle migliaia; ha mostrato che LaTeX allarga lo spazio dopo il punto e che \frenchspacing, che babel non attiva in italiano, lo uguaglia. Ha distinto il trattino, la lineetta, la lineetta lunga e il segno meno; ha composto le virgolette di più livelli, a mano o con \enquote, e i puntini di sospensione; e ha insegnato a scrivere in italiano i decimali e le percentuali, nel testo e nelle formule, e che cosa vi cambia babel in altre lingue, come lo spagnolo.
Lingue e caratteri
La lezione su lingue e caratteri ha spiegato che cosa decide la lingua dichiarata: la sillabazione, le etichette, la data e certe abbreviazioni da tastiera; ha distinto i tre modi di cambiare lingua secondo ciò che cambiano, e li ha applicati al greco e al latino. Ha presentato le tre famiglie di caratteri, \babelfont per assegnarne uno a ogni lingua e le funzionalità OpenType più utili; e ha insegnato a verificare che non manchi alcun carattere né alcuno stile, e a preferire i caratteri di TeX Live quando il documento deve compilare su altri computer.
Formattare con senso
La lezione su come formattare con senso ha portato la separazione tra contenuto e forma fino al dettaglio del testo. Ha distinto la marcatura logica da quella visiva; ha studiato l’enfasi, che si inverte quando si annida; i tre attributi del carattere, con le loro forme ad argomento e di dichiarazione; e le dimensioni, che esistono solo come dichiarazioni. Ha stabilito che l’interlinea e l’allineamento di un capoverso si decidono quando esso termina, da cui segue che un gruppo che cambia l’una o l’altro deve comprendere la fine del capoverso. Ha proposto di definire comandi che diano nome alle funzioni, ha presentato gli elenchi con enumitem e l’allineamento, e ha concluso con ciò che conviene evitare.
Note, citazioni e versi
La lezione su note, citazioni e versi ha composto l’apparato del testo accademico: le note a piè di pagina, con il richiamo prima della punteggiatura secondo le norme redazionali italiane, il segno e il testo separati e le note nei titoli; le citazioni in linea con \enquote e quelle in evidenza con quote, quotation e \blockquote; le epigrafi; i versi nell’ambiente verse; e la numerazione delle righe con lineno, i cui rimandi richiedono, come ogni rimando, due passate.
La figura seguente riunisce i quattro tratti in un’unica catena. Ogni nodo della colonna è una convenzione o un procedimento, numerato secondo l’ordine in cui si appoggiano gli uni sugli altri e unito da un arco agli anelli precedenti che usa; attorno fluttuano i sostegni, cioè i principi a cui la catena ricorre di continuo, ciascuno unito da un tratto pieno agli anelli che vi si appoggiano e da uno punteggiato all’anello in cui viene stabilito, salvo quelli stabiliti nell’unità precedente, che si disegnano come anelli vuoti. Facendo clic su un sostegno si evidenziano tutti gli anelli che lo usano, e ogni anello rimanda alla lezione in cui si studia.
Sostegni della catena
- ALettura del sorgente. Più spazi valgono uno, un a capo nel sorgente vale uno spazio e una riga vuota termina il capoverso; le parole di controllo consumano lo spazio che le segue. Si stabilisce nell’unità precedente. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- BPortata delle dichiarazioni. Una dichiarazione vale fino alla fine del gruppo che la contiene, e le graffe che la seguono non la limitano. Si stabilisce nell’unità precedente. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- CContenuto e forma. L’autore dichiara che cosa è ogni cosa, e una decisione presa altrove fissa come appare. Si stabilisce nell’unità precedente. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- DUnicode e caratteri. LuaLaTeX legge il sorgente in Unicode, e un carattere che il font non contiene manca nel PDF, con un avviso nel log. Si stabilisce nell’unità precedente. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- EPassate. I rimandi si registrano nel file ausiliario in una passata e si usano nella successiva. Si stabilisce nell’unità precedente. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- FLa lingua decide. La lingua dichiarata con babel decide la sillabazione, le etichette, la data e certe abbreviazioni; in altre lingue, come lo spagnolo, decide anche lo spazio dopo il punto, quello della percentuale e la virgola decimale delle formule. Stabilito in: 8. Che cosa decide la lingua.
- GAlla fine del capoverso. L’interlinea e l’allineamento di un capoverso si decidono quando esso termina, con i valori in vigore in quel momento. Stabilito in: 18. Dimensioni.
Tratto 1 Capoversi, spazi e segni
- Separare i capoversi con righe vuote e riservare l’a capo ai casi in cui l’unità è la riga.
- Scegliere tra lo spazio normale, la tilde, lo spazio sottile e l’assenza di spazio.
- Scrivere il trattino, la lineetta, la lineetta lunga e il segno meno dove corrispondono.
- Comporre virgolette di più livelli, puntini di sospensione e cifre.
Capoverso e a capo. La riga vuota e
\parterminano il capoverso, la cui forma la decide la classe; l’a capo termina solo la riga, senza rientro né protezione per la successiva.Si appoggia su: A (Lettura del sorgente). Dimostrato in: Capoversi, spazi e segni.
Spazio verticale. I salti elastici e
\vspaceaggiungono spazio tra blocchi, e si sopprimono all’inizio di una pagina; si usano con moderazione, perché lo spazio tra i capoversi lo decide la classe.Usa: 1. Capoverso e a capo. Si appoggia su: C (Contenuto e forma). Dimostrato in: Capoversi, spazi e segni.
Tilde e spazio sottile. La tilde è uno spazio normale in cui la riga non si spezza; lo spazio sottile è stretto, fisso e indivisibile, e separa i gruppi di cifre.
Si appoggia su: A (Lettura del sorgente). Dimostrato in: Capoversi, spazi e segni.
Spazio dopo il punto. LaTeX allarga lo spazio dopo il punto che crede di fine frase; la tipografia italiana non lo fa, e
\frenchspacing, che babel non attiva in italiano, lo uguaglia.Usa: 3. Tilde e spazio sottile. Si appoggia su: A (Lettura del sorgente). Dimostrato in: Capoversi, spazi e segni.
Trattini e lineette. Il trattino unisce i composti; due trattini danno la lineetta degli intervalli e degli incisi; tre, la lineetta lunga; il segno meno esiste solo in una formula.
Si appoggia su: D (Unicode e caratteri). Dimostrato in: Capoversi, spazi e segni.
Virgolette e sospensione. L’italiano usa caporali, virgolette alte doppie e apici, per livelli, e
\enquoteli sceglie e li chiude; i puntini di sospensione sono un solo segno.Si appoggia su: D (Unicode e caratteri), C (Contenuto e forma). Dimostrato in: Capoversi, spazi e segni.
Decimali e percentuali. In una formula la virgola è punteggiatura e si protegge con graffe; le migliaia portano lo spazio sottile, e la percentuale va attaccata alla cifra.
Usa: 3. Tilde e spazio sottile. Si appoggia su: A (Lettura del sorgente). Dimostrato in: Capoversi, spazi e segni.
Tratto 2 Lingue e caratteri
- Dichiarare la lingua principale e quelle secondarie, e spiegare che cosa decide ciascuna.
- Scegliere tra
\foreignlanguage,otherlanguagee\selectlanguage. - Comporre il greco e il latino con le loro regole e un carattere adatto.
- Assegnare caratteri e funzionalità, verificare che nulla manchi e preferire quelli portabili.
Che cosa decide la lingua. babel applica, lingua per lingua, i pattern di sillabazione, le etichette, la data e le abbreviazioni; l’ultima lingua dell’elenco è la principale.
Usa: 4. Spazio dopo il punto, 6. Virgolette e sospensione, 7. Decimali e percentuali. Dimostrato in: Lingue e caratteri.
Cambiare lingua.
\foreignlanguagecambia la sillabazione e le abbreviazioni di un passo breve;otherlanguagecambia anche la data e le etichette, e si chiude;\selectlanguagecambia tutto da lì in poi.Usa: 8. Che cosa decide la lingua. Si appoggia su: F (La lingua decide), B (Portata delle dichiarazioni). Dimostrato in: Lingue e caratteri.
Greco e latino. Il latino è un’opzione di babel; il greco antico si dichiara con
\babelprovidee richiede un carattere con il greco politonico.Usa: 9. Cambiare lingua. Si appoggia su: F (La lingua decide), D (Unicode e caratteri). Dimostrato in: Lingue e caratteri.
Famiglie e fontspec. Il carattere principale, quello senza grazie e quello a spaziatura fissa si assegnano per nome, con le funzionalità tra parentesi quadre.
Si appoggia su: D (Unicode e caratteri). Dimostrato in: Lingue e caratteri.
Un carattere per lingua. Con una lingua tra parentesi quadre,
\babelfontassegna un carattere che vale solo in ciò che è marcato come quella lingua.Usa: 11. Famiglie e fontspec, 9. Cambiare lingua. Si appoggia su: F (La lingua decide). Dimostrato in: Lingue e caratteri.
Funzionalità OpenType. Cifre minuscole o maiuscole, proporzionali o tabulari, maiuscoletto e legature si attivano come funzionalità, nella dichiarazione o in un gruppo.
Usa: 11. Famiglie e fontspec. Si appoggia su: B (Portata delle dichiarazioni). Dimostrato in: Lingue e caratteri.
Copertura e portabilità. Un carattere copre solo alcune scritture e alcuni stili; ciò che manca è segnalato nel log, e i caratteri di TeX Live compilano in qualsiasi installazione completa.
Usa: 12. Un carattere per lingua, 10. Greco e latino. Si appoggia su: D (Unicode e caratteri). Dimostrato in: Lingue e caratteri.
Tratto 3 Formattare con senso
- Preferire la marcatura logica a quella visiva.
- Prevedere l’enfasi annidata, le combinazioni del carattere e le dimensioni.
- Definire comandi che diano nome alle funzioni.
- Comporre elenchi e allineare passi, ed evitare le marcature visive.
Marcatura logica. Ogni segno di formattazione risponde a una funzione del testo, e il suo aspetto si decide in un’unica definizione.
Si appoggia su: C (Contenuto e forma). Dimostrato in: Formattare con senso.
Enfasi.
\emphmette in risalto per contrasto: nel tondo dà il corsivo, nel corsivo torna al tondo, e nel neretto aggiunge il corsivo.Usa: 15. Marcatura logica. Si appoggia su: B (Portata delle dichiarazioni). Dimostrato in: Formattare con senso.
Famiglia, serie e forma. I tre attributi del carattere sono indipendenti e si combinano; ogni comando ha la sua dichiarazione, e la forma che manca si sostituisce con un avviso.
Usa: 11. Famiglie e fontspec, 16. Enfasi. Si appoggia su: B (Portata delle dichiarazioni). Dimostrato in: Formattare con senso.
Dimensioni. Le dimensioni sono solo dichiarazioni; un gruppo che cambia la dimensione di un capoverso deve comprenderne la fine.
Usa: 17. Famiglia, serie e forma, 1. Capoverso e a capo. Si appoggia su: B (Portata delle dichiarazioni). Dimostrato in: Formattare con senso.
Comandi con senso. Un comando proprio per ogni funzione, definito nel preambolo, permette di cambiarne l’aspetto in una sola riga.
Usa: 15. Marcatura logica, 16. Enfasi. Si appoggia su: C (Contenuto e forma). Dimostrato in: Formattare con senso.
Elenchi. Punti, numeri o etichette secondo il senso; enumitem fissa etichette, spaziatura e numerazione, e
\setlistlo fa per tutto il documento.Usa: 15. Marcatura logica. Si appoggia su: C (Contenuto e forma). Dimostrato in: Formattare con senso.
Allineamento. Gli ambienti di allineamento aggiungono spazio verticale; le loro dichiarazioni no, e devono comprendere la fine del capoverso.
Usa: 18. Dimensioni, 1. Capoverso e a capo, 2. Spazio verticale. Si appoggia su: G (Alla fine del capoverso), B (Portata delle dichiarazioni). Dimostrato in: Formattare con senso.
Ciò che conviene evitare. Spaziare a mano, simulare titoli con il neretto e sottolineare imitano il programma di videoscrittura e falliscono in silenzio.
Usa: 1. Capoverso e a capo, 20. Elenchi, 19. Comandi con senso. Si appoggia su: C (Contenuto e forma). Dimostrato in: Formattare con senso.
Tratto 4 Note, citazioni e versi
- Mettere note a piè di pagina con il richiamo al suo posto, anche in tabelle e titoli.
- Citare in linea e mettere in evidenza le citazioni estese.
- Comporre epigrafi e versi.
- Numerare le righe di un testo e rimandarvi.
Note a piè di pagina. Il richiamo va attaccato alla parola e, nell’uso italiano, prima della punteggiatura;
\footnotemarke\footnotetextseparano il segno dal testo.Usa: 1. Capoverso e a capo, 4. Spazio dopo il punto. Si appoggia su: A (Lettura del sorgente). Dimostrato in: Note, citazioni e versi.
Note nei titoli. Una nota in un titolo viaggia verso i file ausiliari e produce un errore; l’argomento facoltativo lascia pulito l’indice, e
\thanksannota il titolo del documento.Usa: 23. Note a piè di pagina. Si appoggia su: E (Passate). Dimostrato in: Note, citazioni e versi.
Citazioni in linea.
\enquotemette le virgolette della lingua e del livello, e ammette due livelli per impostazione predefinita.Usa: 6. Virgolette e sospensione, 8. Che cosa decide la lingua. Si appoggia su: F (La lingua decide), C (Contenuto e forma). Dimostrato in: Note, citazioni e versi.
Citazioni in evidenza.
quoteserve per citazioni brevi,quotationper citazioni di più capoversi, e\blockquotemette in evidenza la citazione se occupa più di tre righe.Usa: 25. Citazioni in linea, 1. Capoverso e a capo. Dimostrato in: Note, citazioni e versi.
Epigrafi e versi. In
verse,\\spezza i versi e la riga vuota separa le strofe; l’epigrafe apre una sezione con la sua fonte.Usa: 1. Capoverso e a capo, 26. Citazioni in evidenza. Si appoggia su: A (Lettura del sorgente). Dimostrato in: Note, citazioni e versi.
Righe numerate. lineno numera le righe, e
\linelabele\linerefvi rimandano senza scrivere numeri, con due passate.Usa: 27. Epigrafi e versi. Si appoggia su: E (Passate). Dimostrato in: Note, citazioni e versi.
Verso la struttura. La catena si ferma dove il testo, ormai ben composto, ha bisogno di un’architettura: capitoli, indice, rimandi interni e un preambolo proprio, che sono l’oggetto dell’unità successiva.
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