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Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione definisce l’iperbole come l’insieme dei punti la cui differenza delle distanze da due punti fissi, i fuochi, è costante, e da questa definizione ne deduce l’equazione. Ne studia gli elementi (centro, vertici, fuochi, asintoti ed eccentricità), la trasla in un centro qualsiasi e mostra come riconoscerla in un’equazione di secondo grado completando i quadrati, senza dimenticare il caso in cui l’equazione descrive una coppia di rette. Termina con problemi di intersezione, di tangenza e di luoghi geometrici.

Obiettivi di apprendimento

  1. Enunciare la definizione di iperbole mediante i suoi fuochi e giustificare la condizione che deve soddisfare la differenza costante delle distanze.
  2. Dedurre dalla definizione l’equazione fondamentale dell’iperbole e leggervi il centro, i vertici, i fuochi, gli asintoti e l’eccentricità.
  3. Riconoscere un’iperbole con gli assi paralleli agli assi coordinati in un’equazione di secondo grado completando i quadrati, e distinguerla dal caso degenere.
  4. Risolvere problemi di intersezione, di tangenza e di luoghi geometrici in cui intervengono iperboli.

Definizione di iperbole

Nella lezione sull’equazione dell’ellisse e della circonferenza, l’ellisse è stata definita come l’insieme dei punti la cui somma delle distanze da due fuochi è costante. L’iperbole si ottiene sostituendo la somma con la differenza.

Siano F1F_1 e F2F_2 due punti distinti del piano, i fuochi, separati da una distanza 2c2c, e sia aa un numero con 0<a<c0 < a < c. L’iperbole di fuochi F1F_1 e F2F_2 è l’insieme dei punti PP del piano le cui distanze dai fuochi differiscono esattamente di 2a2a, qualunque sia il fuoco più vicino.

In simboli, se d1d_1 e d2d_2 sono le distanze di PP da F1F_1 e da F2F_2, il punto PP appartiene all’iperbole quando soddisfa una delle due equazioni seguenti; i punti che soddisfano la prima sono più vicini a F2F_2 e formano un ramo, e quelli che soddisfano la seconda, più vicini a F1F_1, formano l’altro:

d1−d2=±2ad_1 - d_2 = \pm 2a

La condizione 0<a<c0 < a < c non è arbitraria. Nel triangolo di vertici PP, F1F_1 e F2F_2, la differenza fra due lati è sempre minore del terzo, che misura 2c2c; ne segue che nessun punto fuori dalla retta che passa per i fuochi può avere una differenza delle distanze uguale o maggiore di 2c2c. Se a=ca = c, gli unici punti che soddisfano la condizione sono quelli delle due semirette che partono dai fuochi verso l’esterno, e se a>ca > c, non ce n’è nessuno; la prima di queste affermazioni segue dal caso di uguaglianza della disuguaglianza triangolare, dimostrato nella lezione sui vettori nel piano: applicato a u⃗=PF2⃗\vec{u} = \vec{PF_2} e v⃗=F2F1⃗\vec{v} = \vec{F_2F_1}, l’uguaglianza d⁡(P,F1)=d⁡(P,F2)+2c\operatorname{d}(P, F_1) = \operatorname{d}(P, F_2) + 2c richiede che uno di questi vettori sia il prodotto dell’altro per un numero non negativo, cioè che PP stia sulla retta dei fuochi e che F2F_2 si trovi fra PP e F1F_1 (o coincida con PP); se a=0a = 0, la condizione dice che PP è equidistante dai fuochi e descrive l’asse del segmento che unisce i fuochi. Nessuno di questi insiemi è un’iperbole, e per questo si escludono.

Il punto medio del segmento che unisce i fuochi è il centro dell’iperbole, e la retta che passa per i fuochi è il suo asse focale. I due punti dell’iperbole situati sull’asse focale sono i suoi vertici; la loro distanza è 2a2a, di modo che ogni vertice si trova a una distanza aa dal centro.