Riepilogo
Questa lezione introduce i vettori del piano, che rappresentano spostamenti, come coppie ordinate di numeri reali, e ne definisce la somma, il prodotto per un numero, la norma e il prodotto scalare, con le loro proprietà. Dal prodotto scalare si deducono la condizione di perpendicolarità, la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, la disuguaglianza triangolare, la proiezione ortogonale e la classificazione degli angoli in acuti, retti e ottusi. Con i vettori si scrive la retta in forma vettoriale e parametrica, se ne ottengono il vettore normale e la formula della distanza di un punto da una retta, si intersecano rette date mediante parametri, si dividono segmenti in un rapporto dato e si descrive il moto uniforme; i problemi applicano questi strumenti a dimostrazioni geometriche, alla riflessione su uno specchio e all’avvicinamento di due corpi in moto.
Obiettivi di apprendimento
- Operare con i vettori del piano, per componenti e geometricamente, ed esprimere un vettore come combinazione lineare di altri due.
- Calcolare norme e prodotti scalari, e usarli per riconoscere vettori perpendicolari, classificare angoli e proiettare un vettore su un altro.
- Scrivere una retta in forma vettoriale, parametrica e generale, passare da una forma all’altra, e calcolare con i vettori intersezioni, distanze e punti che dividono un segmento.
- Dimostrare proprietà geometriche mediante i vettori e modellizzare il moto uniforme con rette parametriche.
Vettori nel piano
Nella lezione sull’equazione della retta ogni punto del piano è stato identificato con la coppia delle sue coordinate. Molte grandezze, tuttavia, non si descrivono con un punto ma con uno spostamento: avanzare di tre unità verso destra e di due verso l’alto è la stessa istruzione, qualunque sia il punto di partenza. Lo stesso accade con la velocità o con la forza, che hanno un’intensità, una direzione e un verso, e che si studiano nel corso di Fondamenti di Meccanica. Uno spostamento si disegna come una freccia, ed è determinato da due numeri: l’avanzamento orizzontale e l’avanzamento verticale. Se è così, la definizione naturale è questa.
Un vettore del piano è una coppia ordinata di numeri reali, ; i numeri e sono le sue componenti. Il vettore che va dal punto al punto è la coppia delle differenze delle loro coordinate, e si scrive ; la freccia di origine ed estremo lo rappresenta.
Uno stesso vettore ha infinite rappresentazioni: due frecce rappresentano lo stesso vettore quando producono lo stesso avanzamento orizzontale e lo stesso avanzamento verticale, cioè quando l’una si ottiene dall’altra con una traslazione. Fra tutte ce n’è una sola che parte dall’origine , la freccia che termina nel punto . Ne segue che il vettore , detto vettore posizione del punto , ha per componenti le coordinate del punto . In ciò che segue si scrive per il punto a cui si arriva partendo dal punto con lo spostamento , cioè l’estremo della freccia che rappresenta il vettore con origine nel punto . Il vettore nullo corrisponde a non muoversi, e l’opposto del vettore è , lo spostamento contrario; così, .
Siano , , e punti del piano. Le uguaglianze e sono equivalenti, ed entrambe equivalgono al fatto che i segmenti e abbiano lo stesso punto medio. Se i quattro punti non sono allineati, se e solo se il quadrilatero di vertici , , e , in quest’ordine, è un parallelogramma.
Le tre equivalenze si riducono a riordinare un’uguaglianza fra numeri, coordinata per coordinata; l’ultima si appoggia sul teorema dell’intersezione di due rette della lezione sulla retta. Chiamiamo , , e le ascisse dei quattro punti.
Dimostrazione
L’uguaglianza delle prime componenti dei vettori e equivale, sommando la quantità a entrambi i membri, all’uguaglianza delle prime componenti dei vettori e . Nella figura, , , e .
La stessa uguaglianza equivale, sommando le quantità e a entrambi i membri e dividendo per , al fatto che i punti medi dei segmenti e abbiano la stessa ascissa. Con le ordinate si ragiona allo stesso modo; pertanto le tre affermazioni sono equivalenti.
Supponiamo ora che i quattro punti non siano allineati e che . Le rette e hanno la stessa direzione: lo stesso coefficiente angolare, il quoziente delle componenti di quel vettore, oppure sono entrambe verticali se la sua prima componente è nulla. Sono distinte, perché se coincidessero i quattro punti sarebbero allineati; pertanto sono parallele: se non sono verticali, per il teorema dell’intersezione di due rette non verticali, e se lo sono, perché due rette verticali distinte non si intersecano.
Per la prima equivalenza vale anche , e lo stesso argomento mostra che i lati e sono paralleli. I lati opposti del quadrilatero sono paralleli a due a due: è un parallelogramma.
Viceversa, sia un parallelogramma e sia . Per quanto già dimostrato, applicato ai punti , , e , il punto sta sulla parallela alla retta condotta per il punto e sulla parallela alla retta condotta per il punto .
Queste due parallele non sono parallele fra loro, perché i punti , e non sono allineati, e si intersecano in un solo punto. Poiché anche il vertice del parallelogramma sta su entrambe, coincide con il punto .
Calcolare il vettore che va dal punto al punto , trasportarlo nel punto e nell’origine, e confrontarlo con il vettore che va dal punto al punto .
Dimostrazione
Sottraiamo le coordinate dell’origine della freccia da quelle del suo estremo: lo spostamento è di unità verso destra e di verso l’alto.
Con origine nel punto , lo stesso spostamento porta al punto .
Per il lemma, sono uguali anche i vettori e , e i punti , , e sono i vertici di un parallelogramma.
Con origine nel punto , la freccia termina nel punto , le cui coordinate sono le componenti del vettore: è il vettore posizione del punto .
La freccia che va dal punto al punto percorre lo stesso segmento in verso contrario: rappresenta il vettore opposto.
La somma di vettori e il prodotto per un numero
La somma dei vettori e è , e il prodotto del numero reale per il vettore è . La differenza dei vettori e è .
La somma corrisponde a eseguire spostamenti uno dopo l’altro: se si percorre e poi , l’avanzamento orizzontale totale è e quello verticale . In termini di punti, per tre punti qualsiasi , e vale la relazione di Chasles, perché le differenze di coordinate si compongono l’una dopo l’altra: , e lo stesso con le ordinate.
Ne seguono due costruzioni della somma: la regola del triangolo, che pone l’origine di nell’estremo di , e la regola del parallelogramma, che disegna entrambi i vettori con la stessa origine e prende la diagonale del parallelogramma che essi determinano. In particolare, : ogni vettore fra due punti è la differenza dei loro vettori posizione. Il prodotto , da parte sua, moltiplica entrambi gli avanzamenti per : se , conserva la direzione e il verso di ; se , conserva la direzione e inverte il verso; e, come si vedrà con la norma, moltiplica la lunghezza per .
Siano e . Costruire il vettore con la regola del triangolo e con quella del parallelogramma, e costruire il vettore .
Dimostrazione
Disegniamo entrambi i vettori con origine nel punto .
Regola del triangolo: con origine nell’estremo di , il vettore porta al punto ; la somma si calcola componente per componente.
Regola del parallelogramma: se si percorre prima e poi , si arriva allo stesso punto. La somma è la diagonale del parallelogramma di lati e che parte dal punto .
L’opposto di è il suo prodotto per il numero : ha la stessa lunghezza e il verso contrario.
La differenza è la somma dei vettori e . Trasportata, è la freccia che va dall’estremo di all’estremo di : l’altra diagonale del parallelogramma.
Le due operazioni ereditano dai numeri reali le proprietà elencate qui sotto, valide per tutti i vettori , e e tutti i reali e :
- Commutatività della somma: .
- Associatività della somma: .
- Elemento neutro: .
- Elemento opposto: .
- Associatività del prodotto: .
- Neutralità di uno: .
- Distributività rispetto alla somma di vettori: .
- Distributività rispetto alla somma di numeri: .
Per tutti i vettori , e del piano e tutti i reali e valgono le otto proprietà dell’elenco precedente.
Le due operazioni agiscono componente per componente, cosicché ogni proprietà si riduce alla proprietà corrispondente dei numeri reali, applicata in ciascuna componente. Basta scrivere la prima componente, perché la seconda è identica con l’indice .
Dimostrazione
Commutatività e associatività: si ereditano da quelle della somma di numeri reali.
Neutro e opposto: il vettore è neutro per la somma e è l’opposto di .
Associatività del prodotto e neutralità di uno: il prodotto di reali è associativo e ha il numero come neutro.
Le due distributività: il prodotto di reali è distributivo rispetto alla somma.
Due vettori sono uguali se e solo se lo sono le loro due componenti; pertanto le otto uguaglianze valgono fra vettori. Per esempio, la prima.
Queste otto proprietà sono gli assiomi di spazio vettoriale: ogni insieme i cui elementi si sommano fra loro e si moltiplicano per numeri reali rispettando queste otto regole si chiama spazio vettoriale, e tutto ciò che se ne deduca senza usare componenti varrà in ciascuno di essi. I polinomi della lezione sull’algebra dei polinomi, con la loro somma e il loro prodotto per un numero, formano un altro spazio vettoriale.
Combinazioni lineari e vettori paralleli
Una combinazione lineare dei vettori e è un vettore della forma , con e reali. I vettori e , che avanzano di un’unità nella direzione di ciascun asse, permettono di scrivere ogni vettore come loro combinazione, e in un solo modo, perché il vettore è uguale a solo se e . Per questo si chiamano la base canonica del piano:
Due vettori non nulli e sono paralleli quando l’uno è multiplo dell’altro, cioè quando per qualche reale , che non può essere nullo; hanno lo stesso verso se e versi contrari se . Le frecce che li rappresentano con una stessa origine stanno allora su una stessa retta.
Due vettori non nulli e sono paralleli se e solo se .
Un’implicazione è un calcolo; per l’altra bisogna costruire il numero tale che , dividendo per una componente non nulla del vettore .
Dimostrazione
Se , le componenti del vettore sono e , e l’espressione si annulla. Nella figura, e .
Viceversa, supponiamo che l’espressione si annulli, e supponiamo dapprima . Definiamo come il quoziente delle prime componenti, cosicché la prima componente del vettore è . Nella figura, .
Ricaviamo dall’ipotesi: anche la seconda componente è , e pertanto . Nella figura, .
Se , allora , perché non è nullo; l’ipotesi dà , da cui , e con il quoziente delle seconde componenti risulta . Nella figura, e , con .
Il numero è il determinante della lezione sui sistemi lineari, e il lemma seguente ne spiega il motivo.
Se e sono vettori non nulli e non paralleli, ogni vettore è combinazione lineare di essi in un unico modo: esistono numeri e , e una sola coppia, tali che .
L’uguaglianza cercata, scritta per componenti, è un sistema di due equazioni lineari nelle incognite e , e basta applicarle la regola di Cramer.
Dimostrazione
Scriviamo l’uguaglianza componente per componente. Nella figura, , e .
Il determinante del sistema non è nullo, per il criterio di parallelismo, perché i vettori non sono paralleli. Nella figura, .
Per la regola di Cramer, il sistema ha esattamente una soluzione, data dai quozienti seguenti. Nella figura, e , e infatti .
In particolare, se due combinazioni dei vettori e sono uguali, entrambe sono la soluzione del sistema con lo stesso vettore , e i loro coefficienti coincidono. Questo confronto dei coefficienti è lo strumento di varie dimostrazioni della lezione.
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