Riepilogo
Questa lezione chiude l’unità sui limiti e sulla continuità. Riunisce in un’unica catena deduttiva ciò che le dieci lezioni dell’unità hanno dimostrato: la definizione del limite con epsilon e delta e le sue proprietà locali, le regole dell’algebra dei limiti ridotte a tre lemmi, il teorema del confronto e i limiti trigonometrici; i limiti unilaterali, all’infinito e infiniti, che ereditano quelle regole per restrizione, per inversione e per il reciproco, insieme agli asintoti; e la continuità, quella delle funzioni elementari, i limiti notevoli e il confronto tra funzioni mediante infinitesimi equivalenti. Spiega come l’unità si appoggia su Algebra e Geometria I e II, i cui fatti ammessi sugli asintoti e sulla continuità trasforma in teoremi, e come prepara lo studio delle derivate e delle loro applicazioni. Termina con una valutazione d’uscita, parallela a quella d’ingresso, e con dieci sfide, più difficili dei problemi delle lezioni, ciascuna delle quali combina risultati di diverse lezioni.
Obiettivi di apprendimento
- Esporre in ordine logico le definizioni e i teoremi principali dell’unità, indicando da quali risultati anteriori dipende ciascuno e quali ragionamenti epsilon-delta si riutilizzano.
- Distinguere ciò che l’unità ammette da ciò che dimostra, e riconoscere le ipotesi di ciascun risultato, come quella del limite di una composizione o quella della sostituzione di equivalenti.
- Mettere in relazione i risultati dell’unità con Algebra e Geometria I e II e con lo studio delle derivate e delle loro applicazioni.
- Risolvere problemi non di routine che combinano l’algebra dei limiti, i limiti unilaterali, all’infinito e infiniti, gli asintoti, la continuità, i limiti notevoli e gli infinitesimi equivalenti.
Ciò che l’unità ha ottenuto
L’unità è partita da una domanda e da un’esigenza. La domanda: che cosa significa che i valori di una funzione si avvicinano a un numero quando la variabile si avvicina a un punto. L’esigenza: che la risposta permetta di dimostrare, e non solo di calcolare, e che ogni ragionamento epsilon-delta si faccia una sola volta e si riutilizzi. La risposta è stata un’unica definizione, enunciata nella lezione sul limite di funzioni di una variabile reale: se è punto di accumulazione del dominio di , dire che il limite di in è significa quanto segue.
Tutto il resto si è ottenuto da essa, per riduzione: le regole di calcolo, a una disuguaglianza; i limiti unilaterali, a limiti di restrizioni; i limiti all’infinito, a limiti unilaterali in zero; i limiti infiniti, a limiti nulli dei reciproci; e la continuità, al limite uguale al valore.
La definizione e l’algebra del limite
La prima lezione ha letto la definizione come un gioco di sfida e risposta, l’ha scritta come enunciato quantificato e ne ha ottenuto la negazione quantificatore per quantificatore. Con l’esigenza che sia punto di accumulazione del dominio ha dimostrato l’unicità del limite; e con sfide scelte in anticipo, che il limite dipende solo dai valori vicini al punto, che obbliga la funzione a restare limitata vicino a esso e che, se non è zero, le impone il proprio segno. La lezione sull’algebra dei limiti ha ordinato le dimostrazioni per riutilizzarle: tre lemmi, dimostrati con epsilon e delta, garantiscono che ogni funzione che soddisfi vicino ad una maggiorazione della forma tende a , e ogni regola si è ridotta a trovare quella maggiorazione: quella della combinazione lineare discende dalla disuguaglianza triangolare, quella del prodotto dalla limitatezza locale e quella del reciproco dalla permanenza del segno, con un lemma che assicura che restringere il dominio non fa perdere il limite. Da qui sono seguiti la sostituzione diretta nei polinomi e nelle funzioni razionali, i limiti delle radici e delle potenze a esponente razionale, e il teorema della composizione, che giustifica il cambio di variabile con un’ipotesi che un controesempio mostra necessaria: che la funzione interna non assuma il valore del proprio limite vicino al punto. La lezione sul teorema del confronto ha dimostrato che i limiti conservano le disuguaglianze larghe, che una funzione racchiusa tra due che tendono allo stesso numero tende anch’essa a esso, e che il prodotto di una funzione limitata per una che tende a zero tende a zero; con la maggiorazione e la disuguaglianza tra seno, arco e tangente, ha ottenuto il limite fondamentale e le sue conseguenze.
I lati, l’infinito e gli asintoti
La lezione sui limiti unilaterali li ha definiti come limiti della restrizione della funzione a un lato del punto. Questa decisione ha risparmiato tutto il lavoro restante: i teoremi visti sopra valgono per essi senza una nuova dimostrazione, e il limite esiste se e solo se esistono i due limiti unilaterali e sono uguali. La stessa lezione ha dimostrato, per la prima volta senza calcolarne il valore, che un limite esiste: una funzione crescente e superiormente limitata in un intervallo tende, nel suo estremo destro, all’estremo superiore dei suoi valori, e lo garantisce la completezza. La lezione sui limiti quando la variabile tende all’infinito ha ridotto ciascuno di essi, con il lemma di inversione, a un limite unilaterale in zero, e ha ottenuto così il comportamento delle funzioni razionali lontano dall’origine. La lezione sui limiti infiniti ha completato lo schema con il caso in cui i valori crescono senza limitazioni: il lemma del reciproco li traduce in limiti nulli, cosicché le regole che si riassumono come «» o «» sono teoremi con ipotesi, e le quattro forme indeterminate sono avvertimenti, non risultati. Infine, la lezione sugli asintoti li ha definiti mediante limiti, ha trovato il coefficiente angolare e l’ordinata all’origine di un asintoto non verticale come due limiti, da cui ce n’è al più uno a ciascun estremo, ha dimostrato gli asintoti verticali delle funzioni razionali e ha ordinato l’abbozzo di un grafico senza derivate; ha anche mostrato che una curva può tagliare il proprio asintoto.
La continuità e il confronto tra funzioni
La lezione su limite e continuità ha definito la continuità in un punto del dominio, ha dimostrato che in un punto di accumulazione equivale al fatto che il limite sia il valore, e ha classificato le discontinuità in eliminabili, di salto ed essenziali. Le regole dell’algebra dei limiti hanno dato la continuità delle operazioni, e la composizione di funzioni continue è risultata continua senza l’ipotesi che esigeva il teorema della composizione dei limiti; ne segue che il limite passa dentro una funzione continua. La lezione sulla continuità delle funzioni elementari ha dimostrato con un solo argomento, quello delle funzioni monotone la cui immagine è un intervallo, la continuità dell’esponenziale, del logaritmo, delle potenze a esponente reale e delle funzioni trigonometriche inverse; con essa e con la disuguaglianza ha ottenuto i limiti notevoli, il numero come limite e la forma , e ha confrontato l’esponenziale, le potenze e il logaritmo all’infinito. La lezione sugli infinitesimi e infiniti equivalenti ha letto tutti quei limiti come confronti tra funzioni: ha definito l’ piccolo, l’ grande e l’equivalenza, ha dimostrato che in un prodotto o in un quoziente ogni fattore può essere sostituito da un altro equivalente, e ha riunito i limiti visti sopra in una tabella di equivalenti in zero.
Ciò che si ammette, ciò che si dimostra e ciò che resta
Il bilancio dell’unità si può riassumere così:
- Si ammette un solo assioma: quello di completezza, insieme a quelli di campo e di ordine, secondo il quale ogni insieme non vuoto di reali superiormente limitato ha estremo superiore. Si usano, inoltre, risultati dimostrati in Algebra e Geometria: la disuguaglianza tra seno, arco e tangente, le formule di prostaferesi, la disuguaglianza , la monotonia dell’esponenziale e il teorema del fattore.
- Si dimostrano fatti che Algebra e Geometria aveva ammesso: gli asintoti verticali e all’infinito delle funzioni razionali, e la continuità delle funzioni razionali, trigonometriche e trigonometriche inverse.
- Si riutilizzano cinque strumenti invece di ripetere argomenti: i tre lemmi della maggiorazione, la permanenza del segno, la restrizione del dominio (in particolare, a un lato del punto), l’inversione e il reciproco.
- Resta per dopo ciò che esige più dei limiti: il teorema dei valori intermedi e le derivate, nell’unità seguente; il teorema di Weierstrass e la regola di de l’Hôpital, nella terza; e il polinomio di Taylor, in Analisi II.
La figura seguente riunisce i tre tratti in un’unica catena. Ogni nodo della colonna è una definizione o un teorema, numerato secondo l’ordine logico e unito da un arco agli anelli anteriori che la sua dimostrazione usa; intorno fluttuano i sostegni, cioè i principi e gli strumenti a cui la catena ricorre più e più volte, ciascuno unito da una linea continua agli anelli che si appoggiano su di esso e da una tratteggiata all’anello in cui viene stabilito, tranne quelli che provengono da Algebra e Geometria, che sono disegnati come cerchietti vuoti. Facendo clic su un sostegno si evidenziano tutti gli anelli che lo usano, e ogni anello rimanda alla lezione in cui viene dimostrato.
Sostegni della catena
- AAssiomi dei reali. Si ammette, da Algebra e Geometria I, che i reali formano un campo ordinato completo: la somma e il prodotto soddisfano gli assiomi di campo, l’ordine soddisfa la tricotomia ed è compatibile con le operazioni, e ogni insieme non vuoto di reali superiormente limitato ha estremo superiore. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- BEredità di Algebra e Geometria. Risultati dimostrati in Algebra e Geometria I e II: la scomposizione di e la potenza a esponente razionale, e se , le formule di prostaferesi e di riduzione delle potenze, la disuguaglianza , la monotonia e l’insieme immagine dell’esponenziale, le funzioni trigonometriche inverse, il teorema del fattore e le tabelle dei segni. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- CCriterio di maggiorazione. Se vicino ad vale , con , e , allora ; ogni regola si riduce a trovare una maggiorazione di questo tipo. Stabilito in: 4. Tre lemmi.
- DLimitatezza locale e segno. Se tende ad in , vicino ad vale ; e se , vicino ad la funzione ha il segno di e . Stabilito in: 3. Proprietà locali.
- ECambio di variabile. Se , quando , e vicino ad , allora . Stabilito in: 8. Limite di una composizione.
- FRestrizione. Se tende ad in e è punto di accumulazione di un sottoinsieme del dominio, anche la restrizione di a tende ad ; un limite unilaterale è il limite di una restrizione, e perciò tutti i teoremi sui limiti valgono per i limiti unilaterali. Stabilito in: 5. Limite di una restrizione.
- GInversione. Il limite di in è il limite di quando tende a da destra, e quello in , da sinistra; perciò tutti i teoremi sui limiti valgono all’infinito. Stabilito in: 15. Lemma di inversione.
- HReciproco. Una funzione tende a se e solo se è positiva vicino alla destinazione e il suo reciproco tende a ; perciò le regole dei limiti finiti decidono quelli infiniti. Stabilito in: 17. Lemma del reciproco.
Tratto 1 La definizione e l’algebra del limite
- Definire il limite in un punto di accumulazione con epsilon e delta, scriverlo e negarlo come enunciato quantificato, e dimostrarne l’unicità e le proprietà locali.
- Ridurre ogni regola dell’algebra dei limiti a una maggiorazione mediante tre lemmi, e ottenere i limiti delle funzioni razionali, delle radici e delle potenze.
- Cambiare variabile con il teorema della composizione, riconoscendone l’ipotesi.
- Dimostrare il teorema del confronto e, con esso, il limite fondamentale della trigonometria e le sue conseguenze.
Definizione di limite. Se è punto di accumulazione del dominio di , il limite di in è quando ; e non lo è quando .
Dimostrato in: Limite di funzioni di una variabile reale.
Unicità del limite. Se è punto di accumulazione del dominio di , e , allora .
Usa: 1. Definizione di limite. Si appoggia su: A (Assiomi dei reali). Dimostrato in: Limite di funzioni di una variabile reale.
Proprietà locali. Il limite in dipende solo dai valori della funzione in un intorno bucato di centro ; se , vicino ad vale , e se inoltre , ha il segno di e .
Usa: 1. Definizione di limite. Si appoggia su: A (Assiomi dei reali). Dimostrato in: Limite di funzioni di una variabile reale.
Tre lemmi. Il limite di in è se e solo se quello di è ; se vicino ad , con e , allora ; e la somma di due distanze che tendono a zero tende a zero.
Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Algebra dei limiti.
Limite di una restrizione. Se è un sottoinsieme del dominio di , è punto di accumulazione di e , allora anche la restrizione di a tende ad in : la risposta che vale in vale in .
Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Algebra dei limiti.
Algebra dei limiti. Se e , allora tende a e a ; e se , tende a e a .
Usa: 3. Proprietà locali, 4. Tre lemmi. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione), D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione). Dimostrato in: Algebra dei limiti.
Polinomi, radici e potenze. Un polinomio, e una funzione razionale il cui denominatore non si annulla in , hanno come limite in il loro valore; tende a , con se è pari; e se , tende a .
Usa: 1. Definizione di limite, 6. Algebra dei limiti. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), C (Criterio di maggiorazione), D (Limitatezza locale e segno). Dimostrato in: Algebra dei limiti.
Limite di una composizione. Se , e vicino ad , allora ; senza l’ipotesi , la conclusione può venire meno.
Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Algebra dei limiti.
Permanenza delle disuguaglianze. Se vicino ad , e , allora ; la disuguaglianza stretta non si conserva.
Usa: 6. Algebra dei limiti. Si appoggia su: D (Limitatezza locale e segno). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.
Teorema del confronto. Se vicino ad e e tendono ad , anche tende ad ; e il prodotto di una funzione limitata vicino ad per una che tende a tende a .
Usa: 4. Tre lemmi. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.
Seno e coseno. Per tutti i reali e , e ; quindi e .
Usa: 4. Tre lemmi. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.
Limite fondamentale. ; e quando tende a , tende a , a e a .
Usa: 6. Algebra dei limiti, 10. Teorema del confronto, 11. Seno e coseno. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), E (Cambio di variabile). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.
Tratto 2 I lati, l’infinito e gli asintoti
- Definire i limiti unilaterali come limiti di restrizioni, in modo che ereditino tutti i teoremi, e caratterizzare il limite mediante i suoi due lati.
- Ottenere dalla completezza il limite di una funzione monotona e limitata come un estremo superiore.
- Ridurre i limiti all’infinito a limiti unilaterali in zero, e i limiti infiniti a limiti nulli, con le loro regole e le loro forme indeterminate.
- Calcolare gli asintoti di una funzione con due limiti, dimostrare quelli verticali delle funzioni razionali e abbozzare grafici senza derivate.
Limiti unilaterali. Il limite destro di in è il limite in della sua restrizione ai punti del dominio maggiori di , e il limite sinistro, ai minori; se è punto di accumulazione da entrambi i lati, ha limite in se e solo se i due limiti unilaterali esistono e valgono .
Usa: 1. Definizione di limite, 5. Limite di una restrizione, 2. Unicità del limite. Dimostrato in: Limiti unilaterali.
Funzioni monotone. Se è crescente e superiormente limitata in , allora ; e se è crescente e inferiormente limitata, il suo limite destro in è l’estremo inferiore dei suoi valori.
Usa: 6. Algebra dei limiti, 13. Limiti unilaterali. Si appoggia su: A (Assiomi dei reali), E (Cambio di variabile), F (Restrizione). Dimostrato in: Limiti unilaterali.
Lemma di inversione. Il limite di in è se per ogni esiste tale che quando ; e vale , e allo stesso modo in con il limite sinistro.
Usa: 13. Limiti unilaterali. Dimostrato in: Limiti quando la variabile tende all’infinito.
Funzioni razionali all’infinito. Per ogni razionale , tende a in ; e il quoziente di due polinomi di gradi e tende, in , a se , al quoziente dei coefficienti direttivi se , e non ha limite finito se .
Usa: 2. Unicità del limite, 6. Algebra dei limiti, 7. Polinomi, radici e potenze. Si appoggia su: D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione), G (Inversione). Dimostrato in: Limiti quando la variabile tende all’infinito.
Lemma del reciproco. tende a in una destinazione , che è un punto, un lato di un punto o , se per ogni reale vale vicino a ; ciò accade se e solo se è positiva vicino a e tende a ; e tende a se e solo se tende a .
Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Limiti infiniti.
Regole con limiti infiniti. Se vicino a e tende a , anche ; se tende a , anche se è inferiormente limitata, e se tende a un numero positivo o a ; e un quoziente il cui numeratore tende a un numero positivo e il cui denominatore tende a con valori positivi tende a .
Usa: 6. Algebra dei limiti. Si appoggia su: D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione), G (Inversione), H (Reciproco). Dimostrato in: Limiti infiniti.
Monotone illimitate. Se è crescente in , con reale o , e non è superiormente limitata, allora tende a da sinistra in , o in se .
Usa: 17. Lemma del reciproco. Dimostrato in: Limiti infiniti.
Composizione con limite infinito. Se tende a in e tende ad quando tende a , allora tende ad in , senza alcuna ipotesi sui valori di ; e lo stesso se tende a o a .
Usa: 15. Lemma di inversione, 17. Lemma del reciproco. Dimostrato in: Limiti infiniti.
Calcolo dell’asintoto. La retta è asintoto del grafico di in , cioè tende a , se e solo se e ; quindi a ciascun estremo c’è al più un asintoto non verticale.
Usa: 2. Unicità del limite, 6. Algebra dei limiti, 16. Funzioni razionali all’infinito. Si appoggia su: G (Inversione). Dimostrato in: Asintoti e tecniche di rappresentazione grafica.
Asintoti verticali. Se è radice del polinomio e , la retta è asintoto verticale del grafico di , e da ciascun lato di la funzione tende a o a secondo il segno che le assegna la tabella dei segni nell’intervallo contiguo.
Usa: 7. Polinomi, radici e potenze, 18. Regole con limiti infiniti. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione). Dimostrato in: Asintoti e tecniche di rappresentazione grafica.
Tratto 3 La continuità e il confronto tra funzioni
- Definire la continuità, metterla in relazione con il limite e classificare le discontinuità in eliminabili, di salto ed essenziali.
- Dimostrare che le operazioni e la composizione conservano la continuità, e che il limite passa dentro una funzione continua.
- Dimostrare la continuità delle funzioni elementari con l’argomento delle funzioni monotone e, con essa, i limiti notevoli e la forma .
- Confrontare funzioni con l’ piccolo e l’equivalenza, e sostituire equivalenti in prodotti e quozienti, ma non in somme.
Continuità e limite. è continua in un punto del suo dominio se ; se è punto di accumulazione di , ciò equivale a , e se è un punto isolato, vale sempre.
Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Limite e continuità.
Operazioni con funzioni continue. Le combinazioni lineari, i prodotti, i quozienti con denominatore non nullo e le radici di funzioni continue in sono continui in ; quindi sono continui nel loro dominio i polinomi, le funzioni razionali, le radici, il valore assoluto, il seno, il coseno e la tangente.
Usa: 6. Algebra dei limiti, 7. Polinomi, radici e potenze, 11. Seno e coseno, 23. Continuità e limite. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Limite e continuità.
Composizione di funzioni continue. Se è continua in e è continua in , allora è continua in ; e se tende a e è continua in , allora , anche da un lato o in .
Usa: 3. Proprietà locali, 23. Continuità e limite. Si appoggia su: F (Restrizione), G (Inversione). Dimostrato in: Limite e continuità.
Funzioni elementari continue. Una funzione definita in un intervallo, monotona in esso e la cui immagine è un intervallo è continua, e lo è anche l’inversa di una funzione strettamente monotona con queste proprietà; perciò sono continue nel loro dominio l’esponenziale, il logaritmo, le potenze a esponente reale, le funzioni trigonometriche inverse e le iperboliche.
Usa: 13. Limiti unilaterali, 14. Funzioni monotone, 23. Continuità e limite, 24. Operazioni con funzioni continue, 25. Composizione di funzioni continue. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria). Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.
Limiti notevoli. Quando tende a , e tendono a , a e a ; inoltre, tende a in , e , in .
Usa: 6. Algebra dei limiti, 10. Teorema del confronto, 13. Limiti unilaterali, 26. Funzioni elementari continue, 25. Composizione di funzioni continue. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), E (Cambio di variabile), G (Inversione). Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.
La forma uno elevato a infinito. Se vicino a , tende a e tende a un reale , allora tende a .
Usa: 6. Algebra dei limiti, 26. Funzioni elementari continue, 25. Composizione di funzioni continue, 27. Limiti notevoli. Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.
Esponenziali, potenze e logaritmi. Se e , e tendono a in , e tende a quando tende a da destra.
Usa: 10. Teorema del confronto, 16. Funzioni razionali all’infinito, 19. Monotone illimitate, 20. Composizione con limite infinito. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), G (Inversione). Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.
Confronto tra funzioni. in se tende a , e se tende a ; l’equivalenza è riflessiva, simmetrica e transitiva, e se e solo se .
Usa: 6. Algebra dei limiti. Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.
Sostituzione di equivalenti. Se e in , allora ha limite, finito o infinito, se e solo se lo ha , ed entrambi coincidono; il teorema vale per i fattori, non per gli addendi.
Usa: 6. Algebra dei limiti, 18. Regole con limiti infiniti, 30. Confronto tra funzioni. Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.
Somma di equivalenti dello stesso segno. Se e in , e e sono entrambe positive, o entrambe negative, vicino a , allora .
Usa: 4. Tre lemmi, 10. Teorema del confronto, 30. Confronto tra funzioni. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.
Tabella degli equivalenti. In , , , , e sono equivalenti a , , , , e ogni polinomio è equivalente al suo termine di grado minimo; le equivalenze valgono con qualsiasi funzione che tenda a senza annullarsi al posto di .
Usa: 7. Polinomi, radici e potenze, 12. Limite fondamentale, 27. Limiti notevoli. Si appoggia su: E (Cambio di variabile). Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.
Verso la derivata. La catena si ferma dove il limite smette di essere l’oggetto di studio e diventa uno strumento: l’unità seguente definisce la derivata come il limite del rapporto incrementale, ne ottiene le regole dall’algebra dei limiti e dalla composizione, le derivate delle funzioni elementari dai limiti notevoli, e il teorema dei valori intermedi dalla permanenza del segno e dalla completezza.
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