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Topos Uranos

Limiti e continuità: sintesi e sfide

Riepilogo

Questa lezione chiude l’unità sui limiti e sulla continuità. Riunisce in un’unica catena deduttiva ciò che le dieci lezioni dell’unità hanno dimostrato: la definizione del limite con epsilon e delta e le sue proprietà locali, le regole dell’algebra dei limiti ridotte a tre lemmi, il teorema del confronto e i limiti trigonometrici; i limiti unilaterali, all’infinito e infiniti, che ereditano quelle regole per restrizione, per inversione e per il reciproco, insieme agli asintoti; e la continuità, quella delle funzioni elementari, i limiti notevoli e il confronto tra funzioni mediante infinitesimi equivalenti. Spiega come l’unità si appoggia su Algebra e Geometria I e II, i cui fatti ammessi sugli asintoti e sulla continuità trasforma in teoremi, e come prepara lo studio delle derivate e delle loro applicazioni. Termina con una valutazione d’uscita, parallela a quella d’ingresso, e con dieci sfide, più difficili dei problemi delle lezioni, ciascuna delle quali combina risultati di diverse lezioni.

Obiettivi di apprendimento

  1. Esporre in ordine logico le definizioni e i teoremi principali dell’unità, indicando da quali risultati anteriori dipende ciascuno e quali ragionamenti epsilon-delta si riutilizzano.
  2. Distinguere ciò che l’unità ammette da ciò che dimostra, e riconoscere le ipotesi di ciascun risultato, come quella del limite di una composizione o quella della sostituzione di equivalenti.
  3. Mettere in relazione i risultati dell’unità con Algebra e Geometria I e II e con lo studio delle derivate e delle loro applicazioni.
  4. Risolvere problemi non di routine che combinano l’algebra dei limiti, i limiti unilaterali, all’infinito e infiniti, gli asintoti, la continuità, i limiti notevoli e gli infinitesimi equivalenti.

Ciò che l’unità ha ottenuto

L’unità è partita da una domanda e da un’esigenza. La domanda: che cosa significa che i valori di una funzione si avvicinano a un numero quando la variabile si avvicina a un punto. L’esigenza: che la risposta permetta di dimostrare, e non solo di calcolare, e che ogni ragionamento epsilon-delta si faccia una sola volta e si riutilizzi. La risposta è stata un’unica definizione, enunciata nella lezione sul limite di funzioni di una variabile reale: se aa è punto di accumulazione del dominio AA di ff, dire che il limite di ff in aa è LL significa quanto segue.

(∀ε>0)(∃δ>0)(∀x∈A)(0<∣x−a∣<δ→∣f(x)−L∣<ε)(\forall \varepsilon > 0)(\exists \delta > 0)(\forall x \in A)\left(0 < \abs{x - a} < \delta \rightarrow \abs{f(x) - L} < \varepsilon\right)

Tutto il resto si è ottenuto da essa, per riduzione: le regole di calcolo, a una disuguaglianza; i limiti unilaterali, a limiti di restrizioni; i limiti all’infinito, a limiti unilaterali in zero; i limiti infiniti, a limiti nulli dei reciproci; e la continuità, al limite uguale al valore.

La definizione e l’algebra del limite

La prima lezione ha letto la definizione come un gioco di sfida e risposta, l’ha scritta come enunciato quantificato e ne ha ottenuto la negazione quantificatore per quantificatore. Con l’esigenza che aa sia punto di accumulazione del dominio ha dimostrato l’unicità del limite; e con sfide scelte in anticipo, che il limite dipende solo dai valori vicini al punto, che obbliga la funzione a restare limitata vicino a esso e che, se non è zero, le impone il proprio segno. La lezione sull’algebra dei limiti ha ordinato le dimostrazioni per riutilizzarle: tre lemmi, dimostrati con epsilon e delta, garantiscono che ogni funzione FF che soddisfi vicino ad aa una maggiorazione della forma ∣F(x)−K∣≤C(∣f(x)−L∣+∣g(x)−M∣)\abs{F(x) - K} \leq C\left(\abs{f(x) - L} + \abs{g(x) - M}\right) tende a KK, e ogni regola si è ridotta a trovare quella maggiorazione: quella della combinazione lineare discende dalla disuguaglianza triangolare, quella del prodotto dalla limitatezza locale e quella del reciproco dalla permanenza del segno, con un lemma che assicura che restringere il dominio non fa perdere il limite. Da qui sono seguiti la sostituzione diretta nei polinomi e nelle funzioni razionali, i limiti delle radici e delle potenze a esponente razionale, e il teorema della composizione, che giustifica il cambio di variabile con un’ipotesi che un controesempio mostra necessaria: che la funzione interna non assuma il valore del proprio limite vicino al punto. La lezione sul teorema del confronto ha dimostrato che i limiti conservano le disuguaglianze larghe, che una funzione racchiusa tra due che tendono allo stesso numero tende anch’essa a esso, e che il prodotto di una funzione limitata per una che tende a zero tende a zero; con la maggiorazione ∣sin⁡x−sin⁡a∣≤∣x−a∣\abs{\sin x - \sin a} \leq \abs{x - a} e la disuguaglianza tra seno, arco e tangente, ha ottenuto il limite fondamentale sin⁡xx→1\frac{\sin x}{x} \to 1 e le sue conseguenze.

I lati, l’infinito e gli asintoti

La lezione sui limiti unilaterali li ha definiti come limiti della restrizione della funzione a un lato del punto. Questa decisione ha risparmiato tutto il lavoro restante: i teoremi visti sopra valgono per essi senza una nuova dimostrazione, e il limite esiste se e solo se esistono i due limiti unilaterali e sono uguali. La stessa lezione ha dimostrato, per la prima volta senza calcolarne il valore, che un limite esiste: una funzione crescente e superiormente limitata in un intervallo tende, nel suo estremo destro, all’estremo superiore dei suoi valori, e lo garantisce la completezza. La lezione sui limiti quando la variabile tende all’infinito ha ridotto ciascuno di essi, con il lemma di inversione, a un limite unilaterale in zero, e ha ottenuto così il comportamento delle funzioni razionali lontano dall’origine. La lezione sui limiti infiniti ha completato lo schema con il caso in cui i valori crescono senza limitazioni: il lemma del reciproco li traduce in limiti nulli, cosicché le regole che si riassumono come «∞+c=∞\infty + c = \infty» o «c⋅∞=∞c \cdot \infty = \infty» sono teoremi con ipotesi, e le quattro forme indeterminate sono avvertimenti, non risultati. Infine, la lezione sugli asintoti li ha definiti mediante limiti, ha trovato il coefficiente angolare e l’ordinata all’origine di un asintoto non verticale come due limiti, da cui ce n’è al più uno a ciascun estremo, ha dimostrato gli asintoti verticali delle funzioni razionali e ha ordinato l’abbozzo di un grafico senza derivate; ha anche mostrato che una curva può tagliare il proprio asintoto.

La continuità e il confronto tra funzioni

La lezione su limite e continuità ha definito la continuità in un punto del dominio, ha dimostrato che in un punto di accumulazione equivale al fatto che il limite sia il valore, e ha classificato le discontinuità in eliminabili, di salto ed essenziali. Le regole dell’algebra dei limiti hanno dato la continuità delle operazioni, e la composizione di funzioni continue è risultata continua senza l’ipotesi che esigeva il teorema della composizione dei limiti; ne segue che il limite passa dentro una funzione continua. La lezione sulla continuità delle funzioni elementari ha dimostrato con un solo argomento, quello delle funzioni monotone la cui immagine è un intervallo, la continuità dell’esponenziale, del logaritmo, delle potenze a esponente reale e delle funzioni trigonometriche inverse; con essa e con la disuguaglianza ex≥1+xe^x \geq 1 + x ha ottenuto i limiti notevoli, il numero ee come limite e la forma 1∞1^\infty, e ha confrontato l’esponenziale, le potenze e il logaritmo all’infinito. La lezione sugli infinitesimi e infiniti equivalenti ha letto tutti quei limiti come confronti tra funzioni: ha definito l’o⁡\operatorname{o} piccolo, l’O⁡\operatorname{O} grande e l’equivalenza, ha dimostrato che in un prodotto o in un quoziente ogni fattore può essere sostituito da un altro equivalente, e ha riunito i limiti visti sopra in una tabella di equivalenti in zero.

Ciò che si ammette, ciò che si dimostra e ciò che resta

Il bilancio dell’unità si può riassumere così:

  • Si ammette un solo assioma: quello di completezza, insieme a quelli di campo e di ordine, secondo il quale ogni insieme non vuoto di reali superiormente limitato ha estremo superiore. Si usano, inoltre, risultati dimostrati in Algebra e Geometria: la disuguaglianza tra seno, arco e tangente, le formule di prostaferesi, la disuguaglianza ex≥1+xe^x \geq 1 + x, la monotonia dell’esponenziale e il teorema del fattore.
  • Si dimostrano fatti che Algebra e Geometria aveva ammesso: gli asintoti verticali e all’infinito delle funzioni razionali, e la continuità delle funzioni razionali, trigonometriche e trigonometriche inverse.
  • Si riutilizzano cinque strumenti invece di ripetere argomenti: i tre lemmi della maggiorazione, la permanenza del segno, la restrizione del dominio (in particolare, a un lato del punto), l’inversione e il reciproco.
  • Resta per dopo ciò che esige più dei limiti: il teorema dei valori intermedi e le derivate, nell’unità seguente; il teorema di Weierstrass e la regola di de l’Hôpital, nella terza; e il polinomio di Taylor, in Analisi II.

La figura seguente riunisce i tre tratti in un’unica catena. Ogni nodo della colonna è una definizione o un teorema, numerato secondo l’ordine logico e unito da un arco agli anelli anteriori che la sua dimostrazione usa; intorno fluttuano i sostegni, cioè i principi e gli strumenti a cui la catena ricorre più e più volte, ciascuno unito da una linea continua agli anelli che si appoggiano su di esso e da una tratteggiata all’anello in cui viene stabilito, tranne quelli che provengono da Algebra e Geometria, che sono disegnati come cerchietti vuoti. Facendo clic su un sostegno si evidenziano tutti gli anelli che lo usano, e ogni anello rimanda alla lezione in cui viene dimostrato.

Sostegni della catena

  • AAssiomi dei reali. Si ammette, da Algebra e Geometria I, che i reali formano un campo ordinato completo: la somma e il prodotto soddisfano gli assiomi di campo, l’ordine soddisfa la tricotomia ed è compatibile con le operazioni, e ogni insieme non vuoto di reali superiormente limitato ha estremo superiore. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • BEredità di Algebra e Geometria. Risultati dimostrati in Algebra e Geometria I e II: la scomposizione di un−vnu^n - v^n e la potenza a esponente razionale, ∣sin⁡x∣≤∣x∣\abs{\sin x} \leq \abs{x} e sin⁡x<x<tan⁡x\sin x < x < \tan x se 0<x<π20 < x < \frac{\pi}{2}, le formule di prostaferesi e di riduzione delle potenze, la disuguaglianza ex≥1+xe^x \geq 1 + x, la monotonia e l’insieme immagine dell’esponenziale, le funzioni trigonometriche inverse, il teorema del fattore e le tabelle dei segni. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • CCriterio di maggiorazione. Se vicino ad aa vale ∣F(x)−K∣≤C(∣f(x)−L∣+∣g(x)−M∣)\abs{F(x) - K} \leq C\left(\abs{f(x) - L} + \abs{g(x) - M}\right), con C>0C > 0, f→Lf \to L e g→Mg \to M, allora F→KF \to K; ogni regola si riduce a trovare una maggiorazione di questo tipo. Stabilito in: 4. Tre lemmi.
  • DLimitatezza locale e segno. Se ff tende ad LL in aa, vicino ad aa vale ∣f(x)∣<∣L∣+1\abs{f(x)} < \abs{L} + 1; e se L≠0L \neq 0, vicino ad aa la funzione ha il segno di LL e ∣f(x)∣>∣L∣2\abs{f(x)} > \frac{\abs{L}}{2}. Stabilito in: 3. Proprietà locali.
  • ECambio di variabile. Se g(x)→bg(x) \to b, f(t)→Lf(t) \to L quando t→bt \to b, e g(x)≠bg(x) \neq b vicino ad aa, allora f(g(x))→Lf(g(x)) \to L. Stabilito in: 8. Limite di una composizione.
  • FRestrizione. Se ff tende ad LL in aa e aa è punto di accumulazione di un sottoinsieme BB del dominio, anche la restrizione di ff a BB tende ad LL; un limite unilaterale è il limite di una restrizione, e perciò tutti i teoremi sui limiti valgono per i limiti unilaterali. Stabilito in: 5. Limite di una restrizione.
  • GInversione. Il limite di ff in ∞\infty è il limite di f(1t)f\left(\frac{1}{t}\right) quando tt tende a 00 da destra, e quello in −∞-\infty, da sinistra; perciò tutti i teoremi sui limiti valgono all’infinito. Stabilito in: 15. Lemma di inversione.
  • HReciproco. Una funzione tende a ∞\infty se e solo se è positiva vicino alla destinazione e il suo reciproco tende a 00; perciò le regole dei limiti finiti decidono quelli infiniti. Stabilito in: 17. Lemma del reciproco.
  1. Tratto 1 La definizione e l’algebra del limite

    • Definire il limite in un punto di accumulazione con epsilon e delta, scriverlo e negarlo come enunciato quantificato, e dimostrarne l’unicità e le proprietà locali.
    • Ridurre ogni regola dell’algebra dei limiti a una maggiorazione mediante tre lemmi, e ottenere i limiti delle funzioni razionali, delle radici e delle potenze.
    • Cambiare variabile con il teorema della composizione, riconoscendone l’ipotesi.
    • Dimostrare il teorema del confronto e, con esso, il limite fondamentale della trigonometria e le sue conseguenze.
    1. Definizione di limite. Se aa è punto di accumulazione del dominio AA di ff, il limite di ff in aa è LL quando (∀ε>0)(∃δ>0)(∀x∈A)(0<∣x−a∣<δ→∣f(x)−L∣<ε)(\forall \varepsilon > 0)(\exists \delta > 0)(\forall x \in A)\left(0 < \abs{x - a} < \delta \rightarrow \abs{f(x) - L} < \varepsilon\right); e non lo è quando (∃ε>0)(∀δ>0)(∃x∈A)(0<∣x−a∣<δ∧∣f(x)−L∣≥ε)(\exists \varepsilon > 0)(\forall \delta > 0)(\exists x \in A)\left(0 < \abs{x - a} < \delta \wedge \abs{f(x) - L} \geq \varepsilon\right).

      Dimostrato in: Limite di funzioni di una variabile reale.

    2. Unicità del limite. Se aa è punto di accumulazione del dominio di ff, lim⁡x→af(x)=L\lim_{x \to a} f(x) = L e lim⁡x→af(x)=L′\lim_{x \to a} f(x) = L', allora L=L′L = L'.

      Usa: 1. Definizione di limite. Si appoggia su: A (Assiomi dei reali). Dimostrato in: Limite di funzioni di una variabile reale.

    3. Proprietà locali. Il limite in aa dipende solo dai valori della funzione in un intorno bucato di centro aa; se lim⁡x→af(x)=L\lim_{x \to a} f(x) = L, vicino ad aa vale ∣f(x)∣<∣L∣+1\abs{f(x)} < \abs{L} + 1, e se inoltre L≠0L \neq 0, f(x)f(x) ha il segno di LL e ∣f(x)∣>∣L∣2\abs{f(x)} > \frac{\abs{L}}{2}.

      Usa: 1. Definizione di limite. Si appoggia su: A (Assiomi dei reali). Dimostrato in: Limite di funzioni di una variabile reale.

    4. Tre lemmi. Il limite di ff in aa è LL se e solo se quello di ∣f(x)−L∣\abs{f(x) - L} è 00; se ∣f(x)−L∣≤C∣h(x)∣\abs{f(x) - L} \leq C\abs{h(x)} vicino ad aa, con C>0C > 0 e lim⁡x→ah(x)=0\lim_{x \to a} h(x) = 0, allora lim⁡x→af(x)=L\lim_{x \to a} f(x) = L; e la somma di due distanze che tendono a zero tende a zero.

      Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Algebra dei limiti.

    5. Limite di una restrizione. Se BB è un sottoinsieme del dominio AA di ff, aa è punto di accumulazione di BB e lim⁡x→af(x)=L\lim_{x \to a} f(x) = L, allora anche la restrizione di ff a BB tende ad LL in aa: la risposta che vale in AA vale in BB.

      Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Algebra dei limiti.

    6. Algebra dei limiti. Se lim⁡x→af(x)=L\lim_{x \to a} f(x) = L e lim⁡x→ag(x)=M\lim_{x \to a} g(x) = M, allora αf+βg\alpha f + \beta g tende a αL+βM\alpha L + \beta M e fgfg a LMLM; e se M≠0M \neq 0, 1g\frac{1}{g} tende a 1M\frac{1}{M} e fg\frac{f}{g} a LM\frac{L}{M}.

      Usa: 3. Proprietà locali, 4. Tre lemmi. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione), D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione). Dimostrato in: Algebra dei limiti.

    7. Polinomi, radici e potenze. Un polinomio, e una funzione razionale il cui denominatore non si annulla in aa, hanno come limite in aa il loro valore; f(x)n\sqrt[n]{f(x)} tende a Ln\sqrt[n]{L}, con f≥0f \geq 0 se nn è pari; e se L>0L > 0, (f(x))pq\left(f(x)\right)^{\frac{p}{q}} tende a LpqL^{\frac{p}{q}}.

      Usa: 1. Definizione di limite, 6. Algebra dei limiti. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), C (Criterio di maggiorazione), D (Limitatezza locale e segno). Dimostrato in: Algebra dei limiti.

    8. Limite di una composizione. Se lim⁡x→ag(x)=b\lim_{x \to a} g(x) = b, lim⁡t→bf(t)=L\lim_{t \to b} f(t) = L e g(x)≠bg(x) \neq b vicino ad aa, allora lim⁡x→af(g(x))=L\lim_{x \to a} f(g(x)) = L; senza l’ipotesi g(x)≠bg(x) \neq b, la conclusione può venire meno.

      Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Algebra dei limiti.

    9. Permanenza delle disuguaglianze. Se f(x)≤g(x)f(x) \leq g(x) vicino ad aa, lim⁡x→af(x)=L\lim_{x \to a} f(x) = L e lim⁡x→ag(x)=M\lim_{x \to a} g(x) = M, allora L≤ML \leq M; la disuguaglianza stretta non si conserva.

      Usa: 6. Algebra dei limiti. Si appoggia su: D (Limitatezza locale e segno). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.

    10. Teorema del confronto. Se h(x)≤f(x)≤g(x)h(x) \leq f(x) \leq g(x) vicino ad aa e hh e gg tendono ad LL, anche ff tende ad LL; e il prodotto di una funzione limitata vicino ad aa per una che tende a 00 tende a 00.

      Usa: 4. Tre lemmi. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.

    11. Seno e coseno. Per tutti i reali xx e aa, ∣sin⁡x−sin⁡a∣≤∣x−a∣\abs{\sin x - \sin a} \leq \abs{x - a} e ∣cos⁡x−cos⁡a∣≤∣x−a∣\abs{\cos x - \cos a} \leq \abs{x - a}; quindi lim⁡x→asin⁡x=sin⁡a\lim_{x \to a} \sin x = \sin a e lim⁡x→acos⁡x=cos⁡a\lim_{x \to a} \cos x = \cos a.

      Usa: 4. Tre lemmi. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.

    12. Limite fondamentale. lim⁡x→0sin⁡xx=1\lim_{x \to 0} \frac{\sin x}{x} = 1; e quando xx tende a 00, tan⁡xx\frac{\tan x}{x} tende a 11, sin⁡kxx\frac{\sin kx}{x} a kk e 1−cos⁡xx2\frac{1 - \cos x}{x^2} a 12\frac{1}{2}.

      Usa: 6. Algebra dei limiti, 10. Teorema del confronto, 11. Seno e coseno. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), E (Cambio di variabile). Dimostrato in: Il teorema del confronto e i limiti trigonometrici.

  2. Tratto 2 I lati, l’infinito e gli asintoti

    • Definire i limiti unilaterali come limiti di restrizioni, in modo che ereditino tutti i teoremi, e caratterizzare il limite mediante i suoi due lati.
    • Ottenere dalla completezza il limite di una funzione monotona e limitata come un estremo superiore.
    • Ridurre i limiti all’infinito a limiti unilaterali in zero, e i limiti infiniti a limiti nulli, con le loro regole e le loro forme indeterminate.
    • Calcolare gli asintoti di una funzione con due limiti, dimostrare quelli verticali delle funzioni razionali e abbozzare grafici senza derivate.
    1. Limiti unilaterali. Il limite destro di ff in aa è il limite in aa della sua restrizione ai punti del dominio maggiori di aa, e il limite sinistro, ai minori; se aa è punto di accumulazione da entrambi i lati, ff ha limite LL in aa se e solo se i due limiti unilaterali esistono e valgono LL.

      Usa: 1. Definizione di limite, 5. Limite di una restrizione, 2. Unicità del limite. Dimostrato in: Limiti unilaterali.

    2. Funzioni monotone. Se ff è crescente e superiormente limitata in (c,b)\ioo{c}{b}, allora lim⁡x→b−f(x)=sup⁡{f(x):c<x<b}\lim_{x \to b^-} f(x) = \sup\left\{ f(x) : c < x < b \right\}; e se è crescente e inferiormente limitata, il suo limite destro in cc è l’estremo inferiore dei suoi valori.

      Usa: 6. Algebra dei limiti, 13. Limiti unilaterali. Si appoggia su: A (Assiomi dei reali), E (Cambio di variabile), F (Restrizione). Dimostrato in: Limiti unilaterali.

    3. Lemma di inversione. Il limite di ff in ∞\infty è LL se per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste MM tale che ∣f(x)−L∣<ε\abs{f(x) - L} < \varepsilon quando x>Mx > M; e vale lim⁡x→∞f(x)=L⇔lim⁡t→0+f(1t)=L\lim_{x \to \infty} f(x) = L \Leftrightarrow \lim_{t \to 0^+} f\left(\frac{1}{t}\right) = L, e allo stesso modo in −∞-\infty con il limite sinistro.

      Usa: 13. Limiti unilaterali. Dimostrato in: Limiti quando la variabile tende all’infinito.

    4. Funzioni razionali all’infinito. Per ogni razionale r>0r > 0, 1xr\frac{1}{x^r} tende a 00 in ∞\infty; e il quoziente di due polinomi di gradi nn e mm tende, in ±∞\pm\infty, a 00 se n<mn < m, al quoziente dei coefficienti direttivi se n=mn = m, e non ha limite finito se n>mn > m.

      Usa: 2. Unicità del limite, 6. Algebra dei limiti, 7. Polinomi, radici e potenze. Si appoggia su: D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione), G (Inversione). Dimostrato in: Limiti quando la variabile tende all’infinito.

    5. Lemma del reciproco. ff tende a ∞\infty in una destinazione PP, che è un punto, un lato di un punto o ±∞\pm\infty, se per ogni reale NN vale f(x)>Nf(x) > N vicino a PP; ciò accade se e solo se ff è positiva vicino a PP e 1f\frac{1}{f} tende a 00; e ff tende a −∞-\infty se e solo se −f-f tende a ∞\infty.

      Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Limiti infiniti.

    6. Regole con limiti infiniti. Se f≤gf \leq g vicino a PP e ff tende a ∞\infty, anche gg; se ff tende a ∞\infty, anche f+gf + g se gg è inferiormente limitata, e fgfg se gg tende a un numero positivo o a ∞\infty; e un quoziente il cui numeratore tende a un numero positivo e il cui denominatore tende a 00 con valori positivi tende a ∞\infty.

      Usa: 6. Algebra dei limiti. Si appoggia su: D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione), G (Inversione), H (Reciproco). Dimostrato in: Limiti infiniti.

    7. Monotone illimitate. Se ff è crescente in (c,b)\ioo{c}{b}, con bb reale o b=∞b = \infty, e non è superiormente limitata, allora ff tende a ∞\infty da sinistra in bb, o in ∞\infty se b=∞b = \infty.

      Usa: 17. Lemma del reciproco. Dimostrato in: Limiti infiniti.

    8. Composizione con limite infinito. Se gg tende a ∞\infty in PP e f(u)f(u) tende ad LL quando uu tende a ∞\infty, allora f(g(x))f(g(x)) tende ad LL in PP, senza alcuna ipotesi sui valori di gg; e lo stesso se f(u)f(u) tende a ∞\infty o a −∞-\infty.

      Usa: 15. Lemma di inversione, 17. Lemma del reciproco. Dimostrato in: Limiti infiniti.

    9. Calcolo dell’asintoto. La retta y=mx+by = mx + b è asintoto del grafico di ff in ∞\infty, cioè f(x)−(mx+b)f(x) - (mx + b) tende a 00, se e solo se m=lim⁡x→∞f(x)xm = \lim_{x \to \infty} \frac{f(x)}{x} e b=lim⁡x→∞(f(x)−mx)b = \lim_{x \to \infty} \left(f(x) - mx\right); quindi a ciascun estremo c’è al più un asintoto non verticale.

      Usa: 2. Unicità del limite, 6. Algebra dei limiti, 16. Funzioni razionali all’infinito. Si appoggia su: G (Inversione). Dimostrato in: Asintoti e tecniche di rappresentazione grafica.

    10. Asintoti verticali. Se rr è radice del polinomio BB e A(r)≠0A(r) \neq 0, la retta x=rx = r è asintoto verticale del grafico di AB\frac{A}{B}, e da ciascun lato di rr la funzione tende a ∞\infty o a −∞-\infty secondo il segno che le assegna la tabella dei segni nell’intervallo contiguo.

      Usa: 7. Polinomi, radici e potenze, 18. Regole con limiti infiniti. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), D (Limitatezza locale e segno), F (Restrizione). Dimostrato in: Asintoti e tecniche di rappresentazione grafica.

  3. Tratto 3 La continuità e il confronto tra funzioni

    • Definire la continuità, metterla in relazione con il limite e classificare le discontinuità in eliminabili, di salto ed essenziali.
    • Dimostrare che le operazioni e la composizione conservano la continuità, e che il limite passa dentro una funzione continua.
    • Dimostrare la continuità delle funzioni elementari con l’argomento delle funzioni monotone e, con essa, i limiti notevoli e la forma 1∞1^\infty.
    • Confrontare funzioni con l’o⁡\operatorname{o} piccolo e l’equivalenza, e sostituire equivalenti in prodotti e quozienti, ma non in somme.
    1. Continuità e limite. ff è continua in un punto aa del suo dominio AA se (∀ε>0)(∃δ>0)(∀x∈A)(∣x−a∣<δ→∣f(x)−f(a)∣<ε)(\forall \varepsilon > 0)(\exists \delta > 0)(\forall x \in A)\left(\abs{x - a} < \delta \rightarrow \abs{f(x) - f(a)} < \varepsilon\right); se aa è punto di accumulazione di AA, ciò equivale a lim⁡x→af(x)=f(a)\lim_{x \to a} f(x) = f(a), e se è un punto isolato, vale sempre.

      Usa: 1. Definizione di limite. Dimostrato in: Limite e continuità.

    2. Operazioni con funzioni continue. Le combinazioni lineari, i prodotti, i quozienti con denominatore non nullo e le radici di funzioni continue in aa sono continui in aa; quindi sono continui nel loro dominio i polinomi, le funzioni razionali, le radici, il valore assoluto, il seno, il coseno e la tangente.

      Usa: 6. Algebra dei limiti, 7. Polinomi, radici e potenze, 11. Seno e coseno, 23. Continuità e limite. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Limite e continuità.

    3. Composizione di funzioni continue. Se gg è continua in aa e ff è continua in g(a)g(a), allora f∘gf \circ g è continua in aa; e se g(x)g(x) tende a bb e ff è continua in bb, allora lim⁡x→af(g(x))=f(b)\lim_{x \to a} f(g(x)) = f(b), anche da un lato o in ±∞\pm\infty.

      Usa: 3. Proprietà locali, 23. Continuità e limite. Si appoggia su: F (Restrizione), G (Inversione). Dimostrato in: Limite e continuità.

    4. Funzioni elementari continue. Una funzione definita in un intervallo, monotona in esso e la cui immagine è un intervallo è continua, e lo è anche l’inversa di una funzione strettamente monotona con queste proprietà; perciò sono continue nel loro dominio l’esponenziale, il logaritmo, le potenze a esponente reale, le funzioni trigonometriche inverse e le iperboliche.

      Usa: 13. Limiti unilaterali, 14. Funzioni monotone, 23. Continuità e limite, 24. Operazioni con funzioni continue, 25. Composizione di funzioni continue. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria). Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.

    5. Limiti notevoli. Quando xx tende a 00, ex−1x\frac{e^x - 1}{x} e ln⁡(1+x)x\frac{\ln(1 + x)}{x} tendono a 11, ax−1x\frac{a^x - 1}{x} a ln⁡a\ln a e (1+x)r−1x\frac{\left(1 + x\right)^r - 1}{x} a rr; inoltre, (1+x)1x\left(1 + x\right)^{\frac{1}{x}} tende a ee in 00, e (1+1x)x\left(1 + \frac{1}{x}\right)^x, in ±∞\pm\infty.

      Usa: 6. Algebra dei limiti, 10. Teorema del confronto, 13. Limiti unilaterali, 26. Funzioni elementari continue, 25. Composizione di funzioni continue. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), E (Cambio di variabile), G (Inversione). Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.

    6. La forma uno elevato a infinito. Se f>0f > 0 vicino a PP, f(x)f(x) tende a 11 e g(x)(f(x)−1)g(x)\left(f(x) - 1\right) tende a un reale λ\lambda, allora (f(x))g(x)\left(f(x)\right)^{g(x)} tende a eλe^{\lambda}.

      Usa: 6. Algebra dei limiti, 26. Funzioni elementari continue, 25. Composizione di funzioni continue, 27. Limiti notevoli. Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.

    7. Esponenziali, potenze e logaritmi. Se r>0r > 0 e a>1a > 1, xrax\frac{x^r}{a^x} e ln⁡xxr\frac{\ln x}{x^r} tendono a 00 in ∞\infty, e xrln⁡xx^r \ln x tende a 00 quando xx tende a 00 da destra.

      Usa: 10. Teorema del confronto, 16. Funzioni razionali all’infinito, 19. Monotone illimitate, 20. Composizione con limite infinito. Si appoggia su: B (Eredità di Algebra e Geometria), G (Inversione). Dimostrato in: Continuità delle funzioni elementari e limiti notevoli.

    8. Confronto tra funzioni. f=o⁡(g)f = \operatorname{o}(g) in PP se fg\frac{f}{g} tende a 00, e f∼gf \sim g se tende a 11; l’equivalenza è riflessiva, simmetrica e transitiva, e f∼gf \sim g se e solo se f−g=o⁡(g)f - g = \operatorname{o}(g).

      Usa: 6. Algebra dei limiti. Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.

    9. Sostituzione di equivalenti. Se f∼f1f \sim f_1 e g∼g1g \sim g_1 in PP, allora fhg\frac{f h}{g} ha limite, finito o infinito, se e solo se lo ha f1hg1\frac{f_1 h}{g_1}, ed entrambi coincidono; il teorema vale per i fattori, non per gli addendi.

      Usa: 6. Algebra dei limiti, 18. Regole con limiti infiniti, 30. Confronto tra funzioni. Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.

    10. Somma di equivalenti dello stesso segno. Se f1∼g1f_1 \sim g_1 e f2∼g2f_2 \sim g_2 in PP, e g1g_1 e g2g_2 sono entrambe positive, o entrambe negative, vicino a PP, allora f1+f2∼g1+g2f_1 + f_2 \sim g_1 + g_2.

      Usa: 4. Tre lemmi, 10. Teorema del confronto, 30. Confronto tra funzioni. Si appoggia su: C (Criterio di maggiorazione). Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.

    11. Tabella degli equivalenti. In 00, sin⁡x\sin x, tan⁡x\tan x, arctan⁡x\arctan x, ex−1e^x - 1 e ln⁡(1+x)\ln(1 + x) sono equivalenti a xx, 1−cos⁡x∼x221 - \cos x \sim \frac{x^2}{2}, ax−1∼xln⁡aa^x - 1 \sim x \ln a, (1+x)r−1∼rx\left(1 + x\right)^r - 1 \sim r x, e ogni polinomio è equivalente al suo termine di grado minimo; le equivalenze valgono con qualsiasi funzione che tenda a 00 senza annullarsi al posto di xx.

      Usa: 7. Polinomi, radici e potenze, 12. Limite fondamentale, 27. Limiti notevoli. Si appoggia su: E (Cambio di variabile). Dimostrato in: Infinitesimi e infiniti equivalenti.

Verso la derivata. La catena si ferma dove il limite smette di essere l’oggetto di studio e diventa uno strumento: l’unità seguente definisce la derivata come il limite del rapporto incrementale, ne ottiene le regole dall’algebra dei limiti e dalla composizione, le derivate delle funzioni elementari dai limiti notevoli, e il teorema dei valori intermedi dalla permanenza del segno e dalla completezza.