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Topos Uranos

Infinitesimi e infiniti equivalenti

Riepilogo

Questa lezione chiude l’unità dei limiti con una tecnica di calcolo che riunisce quasi tutto ciò che si è visto finora: il confronto tra funzioni che tendono a zero o all’infinito. Si definiscono l’oo piccolo, l’OO grande, lo stesso ordine e l’equivalenza, e si dimostra che, in un prodotto o in un quoziente, ogni fattore può essere sostituito con un altro equivalente senza alterare il limite. I limiti trigonometrici, quelli dell’esponenziale, del logaritmo e delle potenze, e quelli dei polinomi, dimostrati nelle lezioni che precedono, si riuniscono in una tabella degli equivalenti, che permette di calcolare a colpo d’occhio limiti che prima richiedevano varie trasformazioni. La lezione mostra anche l’errore più comune con questa tecnica, sostituire all’interno di una somma, quando una somma si può invece sostituire, e come si confrontano le potenze vicino a zero e lontano dall’origine.

Obiettivi di apprendimento

  1. Definire l’oo piccolo, l’OO grande, lo stesso ordine e l’equivalenza di funzioni in un punto, da un lato o all’infinito, e dimostrarne le proprietà.
  2. Dimostrare il principio di sostituzione degli equivalenti nei prodotti e nei quozienti, e riconoscere perché non vale nelle somme.
  3. Dimostrare la tabella degli equivalenti in zero e usarla, con la composizione, per calcolare limiti e determinare l’ordine e la parte principale di un infinitesimo.
  4. Confrontare infiniti e infinitesimi di tipo potenza, e distinguere l’equivalenza dall’esistenza di un asintoto.

Confrontare funzioni

Le lezioni sul teorema del confronto e sui limiti infiniti hanno mostrato che le forme 00\frac{0}{0} e ∞∞\frac{\infty}{\infty} non hanno un risultato fisso: il limite di un quoziente di due funzioni che tendono a zero dipende da quanto rapidamente vi tendono. L’idea di questa lezione è misurare tale rapidità confrontando ogni funzione con un’altra più semplice. Come nella lezione sui limiti infiniti, PP indica la destinazione della variabile (aa, a+a^+, a−a^-, ∞\infty o −∞-\infty), e «vicino a PP» significa in un intorno bucato, da un lato o in una semiretta. Se una funzione è definita solo in un insieme AA di cui aa è punto di accumulazione, «vicino a aa» significa nei punti di AA di un intorno bucato di centro aa, e i limiti sono quelli della lezione sul limite di funzioni di una variabile reale, presi in AA; le definizioni seguenti si applicano allo stesso modo in quel caso.

DefinizioneConfronto tra funzioni

Siano ff e gg funzioni definite vicino a PP, con g(x)≠0g(x) \neq 0 vicino a PP.

  • ff è trascurabile rispetto a gg in PP, e si scrive f=o⁡(g)f = \operatorname{o}(g), che si legge «ff è o piccolo di gg», se lim⁡x→Pf(x)g(x)=0\lim_{x \to P} \frac{f(x)}{g(x)} = 0.
  • ff è dominata da gg in PP, e si scrive f=O⁡(g)f = \operatorname{O}(g), che si legge «ff è O grande di gg», se esiste C>0C > 0 tale che ∣f(x)∣≤C∣g(x)∣\abs{f(x)} \leq C\abs{g(x)} vicino a PP; cioè, se il quoziente f(x)g(x)\frac{f(x)}{g(x)} è limitato vicino a PP.
  • ff e gg sono dello stesso ordine in PP se f(x)g(x)\frac{f(x)}{g(x)} tende a un numero diverso da zero.
  • ff e gg sono equivalenti in PP, e si scrive f∼gf \sim g, se lim⁡x→Pf(x)g(x)=1\lim_{x \to P} \frac{f(x)}{g(x)} = 1.

Una funzione che tende a 00 in PP si chiama un infinitesimo in PP, e una che tende a ∞\infty o a −∞-\infty, un infinito. Un infinitesimo in 00 ha ordine k>0k > 0 se è dello stesso ordine di xkx^k (in 0+0^+, se xkx^k è definita solo per x>0x > 0), e allora, se f(x)xk\frac{f(x)}{x^k} tende a cc, la funzione c xkc\,x^k è la sua parte principale: f∼c xkf \sim c\,x^k.

La parola «infinitesimo» non designa un numero molto piccolo, ma una funzione che tende a zero; la scrittura o⁡(g)\operatorname{o}(g) non designa una funzione determinata, ma una qualsiasi di quelle che sono trascurabili rispetto a gg. Per esempio, x2=o⁡(x)x^2 = \operatorname{o}(x) in 00, perché x2x=x\frac{x^2}{x} = x tende a 00; invece, x=o⁡(x2)x = \operatorname{o}(x^2) in ∞\infty, perché xx2=1x\frac{x}{x^2} = \frac{1}{x} tende a 00. Una stessa coppia di funzioni si confronta in modo opposto a seconda della destinazione. Lo stesso ordine e l’equivalenza sono, in fondo, un solo confronto: se ff e gg sono dello stesso ordine con quoziente che tende a cc, allora f∼c gf \sim c\,g.

ProposizioneProprietà del confronto

In una stessa destinazione PP:

  • l’equivalenza è riflessiva, simmetrica e transitiva: f∼ff \sim f; se f∼gf \sim g, allora g∼fg \sim f; e se f∼gf \sim g e g∼hg \sim h, allora f∼hf \sim h;
  • f∼gf \sim g se e solo se f−g=o⁡(g)f - g = \operatorname{o}(g); in particolare, se h=o⁡(g)h = \operatorname{o}(g), allora g+h∼gg + h \sim g;
  • se f=o⁡(h)f = \operatorname{o}(h) e g=o⁡(h)g = \operatorname{o}(h), allora f+g=o⁡(h)f + g = \operatorname{o}(h) e c f=o⁡(h)c\,f = \operatorname{o}(h) per ogni reale cc.

Ogni affermazione è una regola dell’algebra dei limiti applicata a un quoziente.

Dimostrazione

  1. gf=1fg→1,fh=fg⋅gh→1⋅1=1\frac{g}{f} = \frac{1}{\frac{f}{g}} \to 1, \qquad \frac{f}{h} = \frac{f}{g} \cdot \frac{g}{h} \to 1 \cdot 1 = \resaltar{1}

    Il quoziente di ff per sé stessa vale 11. Se fg\frac{f}{g} tende a 11, il suo reciproco tende a 11=1\frac{1}{1} = 1, per la regola del reciproco. Se fg\frac{f}{g} e gh\frac{g}{h} tendono a 11, anche il loro prodotto, per la regola del prodotto.

  2. f−gg=fg−1→0⇔fg→1\frac{f - g}{g} = \frac{f}{g} - 1 \to 0 \Leftrightarrow \frac{f}{g} \to \resaltar{1}

    Il quoziente di f−gf - g per gg è fg−1\frac{f}{g} - 1, che tende a 00 se e solo se fg\frac{f}{g} tende a 11. Con f=g+hf = g + h, la differenza è hh.

  3. f+gh=fh+gh→0+0=0\frac{f + g}{h} = \frac{f}{h} + \frac{g}{h} \to 0 + 0 = \resaltar{0}

    Se fh\frac{f}{h} e gh\frac{g}{h} tendono a 00, anche la loro somma e il prodotto di ciascuno per una costante, per la regola della combinazione lineare.

L’OO grande non esige che il quoziente abbia limite, ma solo che non cresca senza controllo. Per esempio, sin⁡x=O⁡(1)\sin x = \operatorname{O}(1) in ∞\infty, benché sin⁡x\sin x non abbia limite lì, e xsin⁡1x=O⁡(x)x \sin \frac{1}{x} = \operatorname{O}(x) in 00, perché ∣xsin⁡1x∣≤∣x∣\abs{x \sin \frac{1}{x}} \leq \abs{x}. Per calcolare limiti basta l’oo piccolo; l’OO grande servirà a misurare errori di approssimazione, come quello del polinomio di Taylor, che si studierà in Analisi II. Le sue regole sono le seguenti.

ProposizioneRegole dell’O grande

In una stessa destinazione PP:

  • se fg\frac{f}{g} ha limite finito in PP, allora f=O⁡(g)f = \operatorname{O}(g); in particolare, se f=o⁡(g)f = \operatorname{o}(g) o se f∼gf \sim g;
  • se f=O⁡(h)f = \operatorname{O}(h) e g=O⁡(h)g = \operatorname{O}(h), allora f+g=O⁡(h)f + g = \operatorname{O}(h) e c f=O⁡(h)c\,f = \operatorname{O}(h) per ogni reale cc;
  • se f1=O⁡(g1)f_1 = \operatorname{O}(g_1) e f2=O⁡(g2)f_2 = \operatorname{O}(g_2), allora f1f2=O⁡(g1g2)f_1 f_2 = \operatorname{O}(g_1 g_2);
  • se f1=O⁡(g1)f_1 = \operatorname{O}(g_1) e f2=o⁡(g2)f_2 = \operatorname{o}(g_2), allora f1f2=o⁡(g1g2)f_1 f_2 = \operatorname{o}(g_1 g_2).

Ogni regola è una disuguaglianza tra valori assoluti; l’ultima combina una maggiorazione con un quoziente che tende a zero.

Dimostrazione

  1. ∣f(x)g(x)∣≤∣f(x)g(x)−L∣+∣L∣<∣L∣+1\abs{\frac{f(x)}{g(x)}} \leq \abs{\frac{f(x)}{g(x)} - L} + \abs{L} < \resaltar{\abs{L} + 1}

    Se fg\frac{f}{g} tende a LL, la sfida ε=1\varepsilon = 1 ha risposta: vicino a PP, il quoziente dista da LL meno di 11, e per la disuguaglianza triangolare il suo valore assoluto non supera ∣L∣+1\abs{L} + 1.

  2. ∣f(x)+g(x)∣≤C1∣h(x)∣+C2∣h(x)∣=(C1+C2)∣h(x)∣\abs{f(x) + g(x)} \leq C_1\abs{h(x)} + C_2\abs{h(x)} = \resaltar{(C_1 + C_2)\abs{h(x)}}

    Le maggiorazioni con C1C_1 per ff e con C2C_2 per gg valgono insieme vicino a PP, nell’intersezione dei due intorni. La disuguaglianza triangolare maggiora la somma; il multiplo ha la costante ∣c∣ C1\abs{c}\,C_1.

  3. ∣f1(x)f2(x)∣≤C1∣g1(x)∣⋅C2∣g2(x)∣=C1C2∣g1(x)g2(x)∣\abs{f_1(x) f_2(x)} \leq C_1\abs{g_1(x)} \cdot C_2\abs{g_2(x)} = \resaltar{C_1 C_2 \abs{g_1(x) g_2(x)}}

    Le maggiorazioni dei due fattori si moltiplicano.

  4. 0≤∣f1(x)f2(x)g1(x)g2(x)∣≤C1∣f2(x)g2(x)∣→00 \leq \abs{\frac{f_1(x) f_2(x)}{g_1(x) g_2(x)}} \leq C_1 \abs{\frac{f_2(x)}{g_2(x)}} \to \resaltar{0}

    Il quoziente del prodotto per g1g2g_1 g_2 è il prodotto di un quoziente limitato da C1C_1 e di un altro che tende a 00; per il teorema del confronto, tende a 00.