Riepilogo
Questa lezione studia il coseno, il seno e la tangente iperbolici, tre funzioni che si ottengono combinando l’esponenziale naturale con la sua reciproca . Ne determina la parità, il segno, la monotonia e l’insieme immagine, e dimostra l’identità , secondo la quale il punto percorre il ramo destro dell’iperbole e passa una sola volta per ciascuno dei suoi punti, da cui proviene il loro nome. Deduce poi le formule di addizione e di duplicazione, e ottiene le funzioni inverse, che si esprimono mediante logaritmi. Descrive, infine, la catenaria, che è la forma di una catena sospesa, e l’area del settore iperbolico, che annuncia l’analogia con le funzioni circolari.
Obiettivi di apprendimento
- Definire il coseno, il seno e la tangente iperbolici a partire dall’esponenziale naturale, e dimostrarne la parità, il segno, la monotonia e le limitazioni.
- Dimostrare l’identità fondamentale e impiegarla per parametrizzare i rami delle iperboli, riconoscendo che a ogni punto di un ramo corrisponde un unico parametro.
- Dedurre le formule di addizione e di duplicazione, e applicarle alla dimostrazione di identità e disuguaglianze.
- Ottenere le funzioni iperboliche inverse con i loro domini, risolvendo equazioni di secondo grado in , e usarle per risolvere equazioni iperboliche.
Definizione e prime proprietà
Nella lezione sul numero e e l’esponenziale naturale si è definita la funzione , positiva e strettamente crescente su tutta la retta reale. La sua reciproca è anch’essa positiva, ma strettamente decrescente, e il suo grafico è il riflesso di quello di rispetto all’asse , secondo la lezione sulle operazioni tra funzioni. La semisomma e la semidifferenza di queste due funzioni, e il loro quoziente, compaiono con tanta frequenza nella geometria, nella fisica e nell’analisi che ricevono un nome proprio.
Per ogni numero reale si definiscono il coseno iperbolico, il seno iperbolico e la tangente iperbolica di come la semisomma di e , la loro semidifferenza e il quoziente tra la seconda e la prima, rispettivamente.
Le tre funzioni sono definite su tutto : il denominatore della tangente è una somma di due numeri positivi e non si annulla mai. In si ha , cosicché , e . L’aggettivo «iperbolico» sarà giustificato nella terza sezione, dove si vedrà che queste funzioni descrivono un’iperbole.
Il coseno iperbolico è una funzione pari, e il seno e la tangente iperbolici sono funzioni dispari. Inoltre, per ogni reale valgono e .
Sostituendo con , le funzioni e si scambiano i ruoli. La figura mostra i grafici del coseno e del seno iperbolici con due punti di ascisse opposte su ciascuno.
Dimostrazione
Sostituendo con , la semisomma non cambia, perché i suoi due addendi si scambiano: il coseno iperbolico è pari, e il suo grafico è simmetrico rispetto all’asse .
La semidifferenza, invece, cambia segno: il seno iperbolico è dispari, e il suo grafico è simmetrico rispetto all’origine.
La tangente, quoziente di una funzione dispari per una pari, è dispari.
Sommando e sottraendo le definizioni del coseno e del seno iperbolici si ritrovano le due esponenziali: e sono, rispettivamente, la parte pari e la parte dispari dell’esponenziale.
I grafici di e di si costruiscono sommando e sottraendo, ascissa per ascissa, le ordinate di e di .
Dimostrazione
Il grafico di si ottiene da quello di comprimendolo verticalmente della metà: taglia l’asse in , cresce senza limitazioni verso destra e si avvicina all’asse verso sinistra.
Il grafico di è il riflesso del primo rispetto all’asse .
In ogni ascissa, è la somma delle due ordinate. In entrambe valgono : il grafico passa per , ed è simmetrico rispetto all’asse , perché il coseno iperbolico è pari.
Il coseno iperbolico supera esattamente di , quantità positiva che diventa piccola quanto si vuole quando cresce: verso destra, il grafico di si avvicina dall’alto a quello di , e verso sinistra, per simmetria, a quello di .
Il seno iperbolico è la differenza delle ordinate. Il suo grafico passa per l’origine ed è simmetrico rispetto all’origine, perché il seno iperbolico è dispari.
Verso destra, il grafico di si avvicina dal basso a quello di , mentre quello di lo fa dall’alto: i due si avvicinano tra loro senza mai toccarsi, perché la loro differenza è positiva.
Il segno del seno iperbolico si legge nella sua definizione: equivale a , e poiché l’esponenziale è strettamente crescente, ciò avviene esattamente quando , cioè quando . Pertanto il seno iperbolico è negativo se , nullo in e positivo se ; la tangente iperbolica, quoziente del seno per un numero positivo, ha lo stesso segno. Il coseno iperbolico, invece, è sempre positivo, e vale qualcosa di più.
Per ogni reale vale . Di conseguenza, , e l’uguaglianza si ha solo quando .
L’idea è riconoscere nel numeratore di il quadrato di una differenza. La figura mostra il grafico del coseno iperbolico al di sopra della retta , con la differenza tra i due come un segmento verticale.
Dimostrazione
Per le proprietà delle potenze, è il quadrato di , è quello di , e il prodotto di queste due potenze è .
Pertanto il numeratore di è il quadrato di una differenza, e tale differenza è il doppio di .
Un quadrato non è negativo: il coseno iperbolico è almeno .
L’uguaglianza richiede che la base del quadrato sia nulla, cioè ; poiché l’esponenziale è iniettiva, ciò richiede , ossia .
La disuguaglianza è la disuguaglianza tra la media aritmetica e la media geometrica dei numeri positivi e , la cui media geometrica è .
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