Riepilogo
Questa lezione chiude l’unità sulle funzioni esponenziale, logaritmica e iperboliche, che è l’ultima del corso. Ne riunisce i risultati in un’unica catena deduttiva, che muove dalla completezza dei reali e arriva alla parametrizzazione dell’iperbole; mostra come questa catena poggi sulle unità anteriori del corso, dall’induzione e dal binomio di Newton fino all’equazione dell’iperbole, e come prepari il corso di Algebra e Geometria II, che comincia con le funzioni trigonometriche e le coordinate polari. Termina con dieci sfide, di difficoltà superiore a quella dei problemi proposti nelle lezioni, che richiedono di combinarne diverse e di trovare un’idea propria.
Obiettivi di apprendimento
- Ricostruire la catena di definizioni e teoremi dell’unità, individuando in ogni anello il risultato anteriore da cui dipende.
- Mettere in relazione i risultati dell’unità con quelli delle unità anteriori e anticipare il loro ruolo nelle funzioni trigonometriche del corso di Algebra e Geometria II.
- Risolvere problemi che combinano la monotonia dell’esponenziale, le proprietà dei logaritmi, la disuguaglianza e le formule di addizione iperboliche.
- Scegliere da sé la sostituzione, la disuguaglianza o la funzione ausiliaria che riduce un problema non di routine a uno noto.
Ciò che l’unità ha ottenuto
L’unità è partita da una mancanza: al termine dell’unità sugli insiemi numerici, la potenza aveva senso per razionale, ma non per . Il suo risultato finale è una famiglia di funzioni definite su tutta la retta, con proprietà algebriche complete, inverse esplicite e un’interpretazione geometrica. Gli anelli della catena sono i seguenti.
La potenza a esponente reale
La lezione sulla funzione esponenziale e la potenza a esponente reale ha definito , per , come l’estremo superiore delle potenze con razionale e . La completezza ha garantito l’esistenza dell’estremo superiore; la densità dei razionali ha dato l’incapsulamento per , e con esso la monotonia stretta; la disuguaglianza di Bernoulli ha limitato la lunghezza degli intervalli di incapsulamento e ha permesso di dimostrare, con la proprietà archimedea, le proprietà delle potenze, l’ultima delle quali caso per caso secondo la base e il segno dell’esponente:
Con queste proprietà, la funzione esponenziale è risultata positiva, iniettiva e strettamente monotona; un nuovo argomento di estremi superiori, con la disuguaglianza di Bernoulli, ha dimostrato che assume tutti i valori positivi, così che è biiettiva da in ; e si è dimostrato che finisce per superare i quadrati.
Il numero e
La lezione sul numero e e l’esponenziale naturale ha scelto una base privilegiata. Con il binomio di Newton e la disuguaglianza di Bernoulli ha dimostrato che cresce e decresce, e ha definito come il numero racchiuso tra le due successioni; ha dimostrato che è anche l’estremo superiore delle somme dei reciproci dei fattoriali, con un errore minore di , e che è irrazionale, e, con la disuguaglianza fondamentale e la potenza di una potenza, ha dimostrato che l’estremo superiore dei capitali è , senza ricorrere al concetto di limite. Il risultato più fecondo della lezione è la disuguaglianza fondamentale, valida per ogni reale , con l’uguaglianza solo in , che ricompare in quasi tutte le dimostrazioni posteriori:
Il logaritmo e le equazioni
La lezione sulla funzione logaritmo ha ottenuto come l’inversa dell’esponenziale e ha tradotto ogni proprietà delle potenze in una proprietà dei logaritmi; il cambiamento di base ha mostrato che tutti i logaritmi sono multipli di uno solo, e il lemma di Euclide ha dimostrato che è irrazionale. La lezione sulle equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche ha convertito due proprietà di queste funzioni in metodi: l’iniettività permette di uguagliare esponenti e argomenti, e la monotonia conserva o inverte le disuguaglianze secondo la base. Le difficoltà proprie di questi problemi, il dominio, le soluzioni estranee e i valori non positivi della variabile ausiliaria, provengono tutte dal fatto che l’esponenziale assume solo valori positivi. Un solo risultato di quella lezione poggia su qualcosa che l’unità non dimostra: l’esistenza della soluzione di un’equazione senza metodo algebrico, come , si appoggia al teorema dei valori intermedi, ammesso nella lezione sulle funzioni razionali, e alla continuità dell’esponenziale, che si ammette nella lezione sulla potenza a esponente reale; la dimostrazione di entrambi i fatti appartiene all’analisi. La sua unicità, invece, e la bisezione che la localizza, si deducono dall’ordine.
I modelli e le funzioni iperboliche
La lezione sui modelli di crescita e decadimento ha dimostrato che la legge caratterizza il modello , e che, pertanto, ogni grandezza monotona che cambia nella stessa proporzione in intervalli uguali è esponenziale; da qui il tempo di raddoppio e il tempo di dimezzamento, la datazione al carbonio 14, la legge di Newton, la linearizzazione semilogaritmica e il modello logistico. Infine, la lezione sulle funzioni iperboliche ha combinato ed nel coseno e nel seno iperbolici, la cui identità fondamentale è una conseguenza diretta della proprietà delle potenze:
Da essa sono seguite la parametrizzazione del ramo destro dell’iperbole , il cui parametro si recupera con un logaritmo, le formule di addizione e le funzioni inverse, che si esprimono con logaritmi risolvendo equazioni di secondo grado in . La catena si chiude così su sé stessa: l’esponenziale produce le funzioni iperboliche, e il logaritmo le inverte.
La figura seguente riunisce i quattro tratti in un’unica catena. Ogni nodo della colonna è una definizione o un teorema, numerato secondo l’ordine logico e unito da un arco agli anelli anteriori che la sua dimostrazione usa; intorno fluttuano i sostegni, cioè i principi e gli strumenti a cui la catena ricorre più e più volte, ciascuno unito da una linea continua agli anelli che si appoggiano su di esso e da una linea punteggiata all’anello in cui viene stabilito, tranne quelli che si ammettono senza dimostrazione o provengono da unità anteriori, che sono disegnati come cerchietti vuoti. Facendo clic su un sostegno si evidenziano tutti gli anelli che lo usano, e ogni anello rimanda alla lezione in cui viene dimostrato.
Sostegni della catena
- ACompletezza. Ogni insieme non vuoto di numeri reali limitato superiormente ha un estremo superiore; è stata enunciata nell’unità sugli insiemi numerici. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- BDensità e proprietà archimedea. Tra due reali distinti c’è sempre un razionale, e ogni reale è superato da qualche naturale; dimostrate nell’unità sugli insiemi numerici. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- CDisuguaglianza di Bernoulli. Se e è naturale, allora ; dimostrata per induzione nell’unità sui numeri naturali. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- DBinomio di Newton. Per ogni naturale vale ; dimostrato nell’unità sui numeri naturali. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- ELemma di Euclide. Se un primo divide un prodotto di naturali, divide qualcuno dei fattori; dimostrato nell’unità sui numeri naturali. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- FProprietà delle potenze. Per , e , reali valgono , e . Stabilito in: 3. Proprietà delle potenze a esponente reale.
- GMonotonia dell’esponenziale. Se , per reali e si ha se e solo se ; con base compresa tra e , la disuguaglianza si inverte. Stabilito in: 2. Incapsulamento e monotonia.
- HLogaritmo come inversa. Per , se e solo se ; da cui e . Stabilito in: 15. Logaritmo.
Tratto 1 La potenza a esponente reale
- Definire per ogni esponente reale come estremo superiore di potenze razionali e giustificare che estende la definizione già nota.
- Incapsulare tra potenze razionali e dedurne la monotonia stretta.
- Dimostrare le proprietà delle potenze a esponente reale, compresa la potenza di una potenza, con incapsulamenti la cui lunghezza è limitata dalla disuguaglianza di Bernoulli.
- Descrivere la funzione esponenziale: dominio, segno, iniettività, crescita senza limitazioni e asintoto orizzontale.
- Dimostrare con la completezza e la disuguaglianza di Bernoulli che l’esponenziale assume tutti i valori positivi.
Potenza a esponente reale. Se , la potenza è l’estremo superiore delle potenze con razionale e ; l’estremo superiore esiste e, se è razionale, coincide con la potenza già nota.
Si appoggia su: A (Completezza), B (Densità e proprietà archimedea). Dimostrato in: La funzione esponenziale e la potenza a esponente reale.
Incapsulamento e monotonia. Se e , sono razionali con , allora . Di conseguenza, se , allora quando e quando ; inoltre, per ogni base positiva.
Usa: 1. Potenza a esponente reale. Si appoggia su: B (Densità e proprietà archimedea). Dimostrato in: La funzione esponenziale e la potenza a esponente reale.
Proprietà delle potenze a esponente reale. Per , e , reali valgono e ; con la prima, l’unicità della radice principale e un nuovo incapsulamento, anche , in tutti i casi di segno.
Usa: 2. Incapsulamento e monotonia. Si appoggia su: B (Densità e proprietà archimedea), C (Disuguaglianza di Bernoulli). Dimostrato in: La funzione esponenziale e la potenza a esponente reale.
Funzione esponenziale. Se e , la funzione è definita in , è positiva e iniettiva; se , cresce, supera ogni limitazione e si avvicina a verso sinistra, e il grafico di è il suo riflesso rispetto all’asse .
Usa: 1. Potenza a esponente reale. Si appoggia su: C (Disuguaglianza di Bernoulli), G (Monotonia dell’esponenziale). Dimostrato in: La funzione esponenziale e la potenza a esponente reale.
Insieme immagine dell’esponenziale. Se e , per ogni esiste un unico reale con : se , è l’estremo superiore dei razionali con . L’esponenziale è una biiezione da in .
Usa: 4. Funzione esponenziale. Si appoggia su: A (Completezza), B (Densità e proprietà archimedea), C (Disuguaglianza di Bernoulli), F (Proprietà delle potenze), G (Monotonia dell’esponenziale). Dimostrato in: La funzione esponenziale e la potenza a esponente reale.
Tratto 2 Il numero e
- Dimostrare con il binomio di Newton e la disuguaglianza di Bernoulli che cresce e decresce, e limitarla con la disuguaglianza , dimostrata per induzione.
- Definire come il numero racchiuso tra le due successioni.
- Dimostrare che è l’estremo superiore delle somme dei reciproci dei fattoriali, limitare l’errore e dedurre che è irrazionale.
- Dimostrare la disuguaglianza fondamentale e, con essa, che l’estremo superiore dei capitali è .
Crescita della successione. La successione è strettamente crescente.
Si appoggia su: D (Binomio di Newton). Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Fattoriali e potenze di due. Per ogni naturale vale , con l’uguaglianza solo se o ; si dimostra per induzione.
Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Limitazione della successione. Per ogni naturale vale , dove : ogni termine di è maggiorato da uno di una progressione geometrica di ragione .
Usa: 7. Fattoriali e potenze di due. Si appoggia su: D (Binomio di Newton). Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Successione associata. La successione è strettamente decrescente.
Si appoggia su: C (Disuguaglianza di Bernoulli). Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Il numero e. Il numero , estremo superiore dei termini , soddisfa per ogni naturale .
Usa: 6. Crescita della successione, 8. Limitazione della successione, 9. Successione associata. Si appoggia su: A (Completezza). Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Serie del numero e e suo errore. L’estremo superiore delle somme è , e per ogni naturale vale .
Usa: 8. Limitazione della successione, 10. Il numero e. Si appoggia su: A (Completezza), B (Densità e proprietà archimedea), C (Disuguaglianza di Bernoulli). Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Irrazionalità di e. Il numero è irrazionale.
Usa: 11. Serie del numero e e suo errore. Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Disuguaglianza fondamentale. Per ogni reale vale , e l’uguaglianza si ha solo in .
Usa: 10. Il numero e. Si appoggia su: B (Densità e proprietà archimedea), C (Disuguaglianza di Bernoulli), F (Proprietà delle potenze), G (Monotonia dell’esponenziale). Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Capitalizzazione continua. Se , i capitali crescono con , nessuno raggiunge e il loro estremo superiore è ; per , l’estremo superiore dei numeri è .
Usa: 1. Potenza a esponente reale, 6. Crescita della successione, 10. Il numero e, 13. Disuguaglianza fondamentale. Si appoggia su: D (Binomio di Newton), F (Proprietà delle potenze), G (Monotonia dell’esponenziale). Dimostrato in: Il numero e e l’esponenziale naturale.
Tratto 3 Il logaritmo e le equazioni
- Ottenere come l’inversa dell’esponenziale e tradurre ogni proprietà delle potenze in una proprietà dei logaritmi.
- Ridurre tutti i logaritmi a uno solo mediante il cambiamento di base, e studiarne la monotonia e il segno.
- Dimostrare con il lemma di Euclide che è irrazionale.
- Convertire l’iniettività e la monotonia in metodi per risolvere equazioni e disequazioni.
Logaritmo. Poiché l’esponenziale di base è una biiezione da in , per ogni il numero è l’unico reale tale che , e la funzione è la sua inversa.
Usa: 5. Insieme immagine dell’esponenziale. Dimostrato in: La funzione logaritmo e le sue proprietà.
Proprietà dei logaritmi. Per , positivi e reale valgono , e .
Si appoggia su: F (Proprietà delle potenze), H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: La funzione logaritmo e le sue proprietà.
Cambiamento di base. Vale ; ogni logaritmo è quello naturale diviso per una costante, e .
Usa: 16. Proprietà dei logaritmi. Si appoggia su: H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: La funzione logaritmo e le sue proprietà.
Monotonia e segno del logaritmo. La funzione è strettamente crescente se e strettamente decrescente se , e se e solo se .
Si appoggia su: G (Monotonia dell’esponenziale), H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: La funzione logaritmo e le sue proprietà.
Logaritmi irrazionali. Se e sono naturali coprimi maggiori di , il numero è irrazionale; in particolare, lo è .
Usa: 18. Monotonia e segno del logaritmo. Si appoggia su: F (Proprietà delle potenze), H (Logaritmo come inversa), E (Lemma di Euclide). Dimostrato in: La funzione logaritmo e le sue proprietà.
Iniettività ed equazioni. Si ha se e solo se , e se e solo se ; l’equazione ha l’unica soluzione se , e nessuna se .
Usa: 4. Funzione esponenziale. Si appoggia su: H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche.
Monotonia e disequazioni. Se , si ha se e solo se , e se e solo se ; se , le equivalenze valgono con il verso invertito.
Usa: 18. Monotonia e segno del logaritmo. Si appoggia su: G (Monotonia dell’esponenziale). Dimostrato in: Equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche.
Tratto 4 I modelli e le funzioni iperboliche
- Caratterizzare il modello mediante il suo tasso costante in intervalli uguali e ottenere il tempo di raddoppio e il tempo di dimezzamento.
- Linearizzare i dati esponenziali nel piano semilogaritmico e studiare il modello logistico.
- Definire il coseno e il seno iperbolici a partire da e , e studiarne la monotonia.
- Dimostrare l’identità fondamentale, parametrizzare il ramo destro dell’iperbole, e ottenere le formule di addizione e le funzioni inverse.
Tasso costante. Se con , allora per tutti i reali e ; nei tempi interi è il modello discreto con , e la funzione cresce se e decresce se .
Si appoggia su: F (Proprietà delle potenze), G (Monotonia dell’esponenziale), H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Modelli di crescita e decadimento esponenziale.
Inverso del tasso costante. Se è positiva e monotona e il quoziente dipende solo da , allora per qualche reale : l’equazione e la monotonia determinano l’esponenziale.
Usa: 2. Incapsulamento e monotonia. Si appoggia su: B (Densità e proprietà archimedea), F (Proprietà delle potenze), H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Modelli di crescita e decadimento esponenziale.
Raddoppio e tempo di dimezzamento. Se , il modello raddoppia in ogni intervallo di durata , e solo in essi; se , si riduce alla metà in ogni intervallo di durata .
Usa: 22. Tasso costante, 20. Iniettività ed equazioni. Si appoggia su: H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Modelli di crescita e decadimento esponenziale.
Linearizzazione semilogaritmica. Un punto con sta sul grafico di se e solo se sta sulla retta ; per due punti di ascisse distinte passa un unico grafico di questa forma.
Usa: 16. Proprietà dei logaritmi. Si appoggia su: H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Modelli di crescita e decadimento esponenziale.
Modello logistico. La funzione , con , ed positivi, cresce strettamente tra e , raggiunge in e il suo grafico è simmetrico rispetto a quel punto.
Usa: 4. Funzione esponenziale. Si appoggia su: G (Monotonia dell’esponenziale), H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Modelli di crescita e decadimento esponenziale.
Funzioni iperboliche. Con e , il coseno iperbolico è pari, il seno è dispari, e , .
Usa: 4. Funzione esponenziale. Dimostrato in: Le funzioni iperboliche.
Monotonia iperbolica. Il seno e la tangente iperbolici sono strettamente crescenti, con ; il coseno iperbolico decresce per , cresce per e il suo minimo è .
Usa: 27. Funzioni iperboliche. Si appoggia su: F (Proprietà delle potenze), G (Monotonia dell’esponenziale). Dimostrato in: Le funzioni iperboliche.
Identità fondamentale. Per ogni reale vale .
Usa: 27. Funzioni iperboliche. Si appoggia su: F (Proprietà delle potenze). Dimostrato in: Le funzioni iperboliche.
Parametrizzazione dell’iperbole. La funzione è una biiezione da nel ramo destro di , e la sua inversa associa al punto il numero .
Usa: 20. Iniettività ed equazioni, 27. Funzioni iperboliche, 28. Monotonia iperbolica, 29. Identità fondamentale. Si appoggia su: H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Le funzioni iperboliche.
Formule di addizione. Valgono e .
Usa: 27. Funzioni iperboliche. Si appoggia su: F (Proprietà delle potenze). Dimostrato in: Le funzioni iperboliche.
Funzioni iperboliche inverse. Valgono , per , e per .
Usa: 28. Monotonia iperbolica. Si appoggia su: H (Logaritmo come inversa). Dimostrato in: Le funzioni iperboliche.
Verso le funzioni trigonometriche. La catena si chiude su sé stessa: l’esponenziale produce le funzioni iperboliche, e il logaritmo le inverte. Il prossimo corso farà con la circonferenza ciò che questa unità ha fatto con l’iperbole .
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