Riepilogo
Questa lezione costruisce il numero come estremo superiore della successione , che nasce dall’interesse composto: dimostra con il binomio di Newton che la successione cresce e che non raggiunge il valore , e racchiude il suo estremo superiore tra essa e la successione decrescente . Dimostra poi che è anche l’estremo superiore delle somme dei reciproci dei fattoriali, limita l’errore di queste somme, il che permette di calcolare con la precisione desiderata, e prova che è irrazionale. Infine, definisce l’esponenziale naturale, la mette in relazione con la capitalizzazione continua dell’interesse e dimostra la disuguaglianza , la quale dice che la retta sta sotto il grafico dell’esponenziale.
Obiettivi di apprendimento
- Dimostrare che la successione è crescente e limitata, e definire il numero come il suo estremo superiore.
- Calcolare approssimazioni di mediante la somma dei reciproci dei fattoriali, con una limitazione rigorosa dell’errore, e dimostrare che è irrazionale.
- Mettere in relazione l’esponenziale naturale con l’interesse composto e con la sua capitalizzazione continua, e confrontare l’effetto di capitalizzare con frequenze diverse.
- Dimostrare e applicare la disuguaglianza , e interpretarla come la posizione della retta rispetto al grafico di .
La successione dell’interesse composto
Un capitale di viene depositato per un anno a un interesse del cento per cento annuo. Se l’interesse viene pagato una sola volta, alla fine dell’anno, il capitale raddoppia e vale . Se viene pagato due volte, ogni semestre con metà del tasso, l’interesse del primo semestre frutta a sua volta interessi nel secondo: il capitale viene moltiplicato due volte per e vale . Con quattro pagamenti trimestrali vale , poco più di 2,44, e con dodici pagamenti mensili, poco più di 2,61. In generale, se l’anno viene diviso in periodi uguali e in ciascuno si paga la frazione del tasso, il capitale viene moltiplicato volte per , e alla fine dell’anno vale
Al crescere di si moltiplica più volte, ma per un fattore più vicino a , e non è evidente quale dei due effetti prevalga: le potenze di valgono tutte , mentre le potenze di una base fissa maggiore di crescono senza limite. Questa sezione dimostra che la successione cresce, ma che i suoi termini non raggiungono il valore ; il suo estremo superiore è il numero . Le dimostrazioni si basano sul binomio di Newton della lezione sul calcolo combinatorio e il binomio di Newton, sulla disuguaglianza di Bernoulli, per , dimostrata nella lezione sugli assiomi di Peano, e sulla completezza dei numeri reali, enunciata nella lezione sugli insiemi numerici.
La crescita della successione
Per il binomio di Newton, è una somma di termini. Quello di indice è , e si scrive come il prodotto di per fattori positivi minori di ; con la convenzione che un prodotto senza fattori vale , la scrittura vale anche per e :
In questa scrittura, compare solo nei fattori , che aumentano con , e nel numero di termini, che pure aumenta. I due effetti spingono nella stessa direzione; è questa l’idea del teorema che segue.
Per ogni naturale si ha , cioè la successione è strettamente crescente.
Si confrontano termine a termine gli sviluppi binomiali di e di . La figura rappresenta, per , ogni termine come un blocco di una colonna che comincia in , perché i primi due termini valgono in tutti i casi.
Dimostrazione
Per il binomio di Newton, con e , il termine di indice di è . Il coefficiente binomiale è un prodotto di fattori diviso per , e ogni fattore si divide per uno dei fattori del denominatore.
Il primo quoziente vale , e ciascuno di quelli che vengono dopo è , per da a . Sommando i termini si ottiene la scrittura di .
La stessa scrittura, con al posto di , ha un termine in più, quello di indice , che è positivo perché tutti i suoi fattori lo sono.
Per , al crescere del denominatore, diminuisce, e il fattore aumenta; inoltre, tutti i fattori sono positivi.
Per la monotonia del prodotto di numeri positivi, ogni termine di di indice , se c’è, è minore del termine dello stesso indice di ; quelli di indici e valgono in entrambe le somme.
Sommando, non supera la somma dei primi termini di , alla quale manca ancora il termine positivo di indice . Pertanto, . Nella figura, i termini della successione salgono.
Un maggiorante
La crescita non basta perché la successione abbia un estremo superiore: anche i naturali crescono. Serve un maggiorante, e per ottenerlo si confronta con la somma dei reciproci dei fattoriali,
che si ottiene sopprimendo nella scrittura di tutti i fattori . Queste somme hanno un interesse proprio, e la sezione che segue dimostrerà che si avvicinano allo stesso numero di , e molto più in fretta. Il problema proposto 5 della lezione sul calcolo combinatorio chiedeva di dimostrare che ; il secondo dei lemmi qui sotto contiene questa limitazione, con la disuguaglianza intermedia , che si userà in seguito. Il primo confronta i fattoriali con le potenze di , ed è ciò che permette di limitare con una progressione geometrica.
Per ogni naturale si ha , con l’uguaglianza solo se o .
Si ragiona per induzione su , con il principio della lezione sugli assiomi di Peano: passando da a , il fattoriale si moltiplica per , che è almeno , mentre la potenza soltanto raddoppia. La figura confronta, per da a , il fattoriale con la potenza, come due colonne.
Dimostrazione
Caso base: per entrambi i membri valgono .
Ipotesi induttiva: supponiamo che la disuguaglianza valga per un naturale .
Il fattoriale di è quello di moltiplicato per , che è almeno ; poiché tutti i fattori sono positivi, l’ipotesi induttiva dà la disuguaglianza per .
Per il principio di induzione, la disuguaglianza vale per ogni naturale . Se , il fattore è almeno , e la disuguaglianza per è stretta: l’uguaglianza si ha in e in , e solo in essi.
Per ogni naturale si ha ; la prima disuguaglianza è stretta per .
Si limita ogni termine dello sviluppo di con il corrispondente di , e ogni termine di con uno di una progressione geometrica di ragione . La figura confronta, per , le tre colonne sulla base comune .
Dimostrazione
Ogni fattore è compreso tra e ; pertanto, il loro prodotto non supera , e ogni termine di non supera il termine di .
Sommando per da a si ottiene la prima disuguaglianza. Se , il termine di indice ha il fattore , e la disuguaglianza è stretta.
Per il lemma qui sopra, per ogni naturale ; passando ai reciproci di due numeri positivi, la disuguaglianza cambia verso.
Separiamo il termine di indice e limitiamo gli altri.
L’espressione evidenziata è la somma di termini di una progressione geometrica di primo termine e ragione , calcolata nella lezione su sommatorie e progressioni.
Combinando le due disuguaglianze si ottiene il lemma. Nella figura, con , la colonna geometrica si ferma a da , e le altre due restano sotto di essa.
Una successione decrescente che la accompagna
Se si eleva la base a un esponente aumentato di uno, si ottiene una seconda successione, i cui termini sono maggiori di quelli della prima, perché si moltiplicano per un fattore maggiore di :
I suoi primi termini sono , e : scendono. Il teorema che segue lo dimostra in generale; l’idea è studiare il quoziente di due termini consecutivi, e lo strumento è la disuguaglianza di Bernoulli.
Per ogni naturale si ha , cioè la successione è strettamente decrescente.
Basta provare che il quoziente è maggiore di , perché i termini sono positivi. La figura mostra i primi termini di entrambe le successioni.
Dimostrazione
Scriviamo ogni base come un quoziente, separiamo un fattore dalla potenza del denominatore e riuniamo le due potenze di esponente in una sola.
Il numeratore della base supera il denominatore di , perché .
Per la disuguaglianza di Bernoulli, con ed esponente , la potenza di questa base è almeno .
Sostituiamo nel quoziente e riduciamo allo stesso denominatore; la somma vale .
Sviluppiamo il numeratore e il denominatore: il numeratore supera il denominatore di .
Pertanto, . Nella figura, i termini scendono mentre i termini salgono, e ogni sta sopra ogni .
Il numero e
Le due successioni si avvicinano tra loro, ma non si incrociano: ogni termine della prima è minore di ogni termine della seconda, anche se i loro indici sono diversi.
Per tutti i naturali e si ha .
Si passa per il maggiore dei due indici: la prima successione cresce, la seconda decresce, e in ogni indice la seconda sta sopra la prima. La figura segue il caso e .
Dimostrazione
In uno stesso indice , il termine è moltiplicato per , che è maggiore di , e è positivo.
Sia il maggiore dei naturali e . Poiché e la successione è crescente, il suo termine di indice non supera quello di indice .
Poiché e la successione è decrescente, il suo termine di indice non supera quello di indice .
Combinando le tre disuguaglianze, quella centrale stretta, si ottiene il lemma. Nella figura, con e , l’indice maggiore è .
Ne segue che l’insieme dei termini non è vuoto ed è limitato superiormente, da o da qualunque . Per la completezza dei numeri reali, ha un estremo superiore, che si indica con la lettera .
Definizione. Il numero è l’estremo superiore dell’insieme dei termini della successione , per naturale.
Per ogni naturale si ha .
Si usano la definizione di estremo superiore come minimo dei maggioranti e la monotonia di entrambe le successioni. La figura mostra le due successioni, che si avvicinano a da lati opposti.
Dimostrazione
Per il lemma qui sopra, ogni termine della prima successione è minore di ogni termine della seconda.
Ogni è quindi un maggiorante dell’insieme dei termini , e l’estremo superiore, che è il minimo dei maggioranti, non ne supera nessuno.
Poiché è un maggiorante e la successione è strettamente crescente, ogni termine è minore di quello che viene dopo, il quale non supera .
Allo stesso modo, poiché la successione è strettamente decrescente, non supera il termine che viene dopo, il quale è minore di .
Combinando le due disuguaglianze si ottiene il teorema: è l’unico numero che sta tra tutti i termini e tutti i termini .
Con una calcolatrice si ottiene che supera 2,7 e che è minore di 2,8; pertanto, è compreso tra 2,7 e 2,8. L’incapsulamento è lento: la distanza tra le due successioni è , che diminuisce come il reciproco di .
Il numero vale approssimativamente 2,718281828. Jakob Bernoulli lo trovò nel 1683 studiando l’interesse composto, e Leonhard Euler, che ne scoprì buona parte delle proprietà, lo indicò con la lettera . Insieme a , è una delle due costanti fondamentali dell’analisi.
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