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Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione chiude l’unità sulle funzioni algebriche e i polinomi. Riunisce in un’unica catena deduttiva ciò che è stato dimostrato nelle sue nove lezioni, dal concetto di funzione e dall’algoritmo della divisione fino allo studio completo delle funzioni razionali e delle funzioni con radicali; mostra come l’unità poggi sui numeri naturali e sugli insiemi numerici delle unità precedenti, indica con onestà i risultati che sono stati ammessi senza dimostrazione e spiega come si colleghi alla geometria analitica del piano. Termina con dieci sfide, di difficoltà superiore a quella dei problemi proposti dell’unità, che richiedono di combinare diverse lezioni e di trovare un’idea.

Obiettivi di apprendimento

  1. Ricostruire la catena di definizioni e teoremi dell’unità, spiegando quale risultato poggia su quale.
  2. Mettere in relazione i teoremi sui polinomi con i loro analoghi sui numeri interi studiati nelle unità precedenti.
  3. Distinguere i risultati dimostrati nell’unità da quelli che sono stati ammessi e saranno dimostrati in altri corsi.
  4. Risolvere problemi che combinano diverse lezioni dell’unità e richiedono un’idea non meccanica, tra cui l’impostazione di una situazione concreta per mezzo di polinomi.

Ciò che l’unità ha ottenuto

Le funzioni e le loro operazioni

L’unità è cominciata con il concetto di funzione: una regola che associa a ogni elemento del dominio esattamente un’immagine. Nella lezione sulle funzioni algebriche si sono fissate le regole che determinano il dominio di una formula, si è dimostrato il lemma del segno di un prodotto, base di tutto lo studio successivo dei segni, e si sono classificate le funzioni in polinomiali, razionali, irrazionali e trascendenti; che la classificazione, che riguarda le funzioni e non le loro formule, non è vuota lo ha mostrato la dimostrazione che 1x\frac{1}{x} non coincide con alcun polinomio, e la lezione sull’algebra dei polinomi ha poi dimostrato che x\sqrt{x} non è una funzione razionale. La lezione sulle operazioni tra funzioni ha trattato le funzioni reali come oggetti. Dalla lezione su insiemi, relazioni e funzioni della prima unità ha ereditato l’associatività della composizione e il teorema secondo cui una funzione ha inversa se e solo se è biiettiva; ha aggiunto ciò che è proprio delle funzioni reali: il dominio di una composizione, con il quale la composizione resta associativa ma non commutativa; che una funzione strettamente monotona è biiettiva sul suo insieme immagine e ha inversa monotona, il che permette di invertire per restrizione le funzioni che non sono iniettive; che il grafico dell’inversa è il simmetrico rispetto alla retta y=xy = x; e che ogni funzione di dominio simmetrico è, in un unico modo, somma di una funzione pari e di una dispari.

I polinomi e la loro scomposizione

Il centro dell’unità è la teoria dei polinomi, che si sviluppa come una catena di teoremi, ciascuno appoggiato al precedente.

  1. L’algoritmo della divisione, dimostrato nella lezione sull’algebra dei polinomi, dà un quoziente e un resto unici. Con divisore x−rx - r, il resto è P(r)P(r) (teorema del resto), e da qui il teorema del fattore: rr è radice se e solo se x−rx - r divide PP.
  2. Applicato a più radici, il teorema del fattore dà il lemma delle radici distinte: un polinomio non nullo di grado nn ha al più nn radici. Da esso si deduce il principio d’identità dei polinomi: due polinomi definiscono la stessa funzione se e solo se hanno gli stessi coefficienti. Poiché fino a quel momento i polinomi erano stati trattati attraverso i loro coefficienti, l’ordine non è circolare; e da allora ogni polinomio si identifica con la sua funzione, si possono confrontare i coefficienti, due polinomi che coincidono in infiniti punti sono uguali e si dimostra che la radice quadrata non è una funzione razionale.
  3. Per trovare le radici, la lezione sulla scomposizione dei trinomi di secondo grado ha completato il quadrato e ha ottenuto la formula risolutiva, il discriminante e le formule di Viète; la lezione sulle radici dei polinomi di grado superiore ha aggiunto la divisione sintetica, il teorema delle radici razionali, la molteplicità e le limitazioni delle radici.
  4. Ammesso il teorema fondamentale dell’algebra, e con il teorema delle radici coniugate, si è dimostrata la fattorizzazione nei reali: ogni polinomio reale è il suo coefficiente direttivo per fattori x−rx - r e per fattori quadratici irriducibili.
P(x)=an(x−r1)⋯(x−rk)(x2+p1x+s1)⋯(x2+pmx+sm),k+2m=nP(x) = a_n (x - r_1) \cdots (x - r_k) \left( x^2 + p_1 x + s_1 \right) \cdots \left( x^2 + p_m x + s_m \right), \qquad k + 2m = n

Dal quoziente al grafico

Con la scomposizione in mano, la seconda metà dell’unità ha studiato i quozienti. La lezione sulle frazioni algebriche ha mostrato che semplificare un fattore comune è un’uguaglianza solo sul dominio originario, ha caratterizzato l’uguaglianza di due frazioni e ha dimostrato l’esistenza e l’unicità della decomposizione in fratti semplici quando il denominatore ha solo fattori lineari: con fattori distinti, i coefficienti si ottengono valutando nelle radici un’identità che, per il principio d’identità dei polinomi, vale anche là dove le frazioni non sono definite; con fattori ripetuti, l’unicità richiede di isolare in ogni radice il termine di potenza massima. La lezione sulle tabelle dei segni e disequazioni ha esteso la regola dei segni a nn fattori e ha letto nella scomposizione il segno di un polinomio o di un quoziente: il segno cambia attraversando una radice di molteplicità dispari, si conserva in una di molteplicità pari, e i fattori irriducibili non contano. Ne sono seguite la risoluzione di disequazioni e la determinazione di domini e la distinzione tra asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile.

Le ultime due lezioni hanno riunito tutti gli strumenti. Nella lezione sulle funzioni razionali, la divisione scrive PQ\frac{P}{Q} come un polinomio CC più una frazione propria che tende a zero, e CC è l’asintoto orizzontale, obliquo o curvilineo; la tabella dei segni decide verso dove fuggono i rami, e il discriminante dell’equazione y⋅Q(x)=P(x)y \cdot Q(x) = P(x) dà l’insieme immagine quando quell’equazione è di grado 22. Nella lezione sulle funzioni con radicali, l’uguaglianza x2=∣x∣\sqrt{x^2} = \abs{x} obbliga a trattare separatamente i valori grandi positivi e negativi della variabile, e una stessa funzione può avere due asintoti distinti.

Ciò che si è ammesso

L’unità è stata esplicita su ciò che non ha dimostrato. Si è ammesso il teorema fondamentale dell’algebra, le cui dimostrazioni richiedono strumenti dell’analisi. Si sono usate con un senso intuitivo le frecce dei limiti, con cui si descrivono gli asintoti e il comportamento di una funzione vicino a un punto o all’infinito: ciò che si è dimostrato è il segno della funzione a destra e a sinistra e la decomposizione che separa l’asintoto, e ciò che si è descritto, l’avvicinamento stesso. Si è ammesso che le funzioni razionali e le funzioni con radicali sono continue in ogni intervallo del loro dominio e, nella sua forma generale, il teorema dei valori intermedi: una funzione continua in un intervallo [a,b]\icc{a}{b} assume ogni valore compreso tra f(a)f(a) e f(b)f(b), e in particolare si annulla se f(a)f(a) e f(b)f(b) hanno segni opposti, che è il teorema di Bolzano; con esso si sono localizzati zeri che l’algebra non raggiunge e si sono calcolati insiemi immagine. Si sono ammesse l’esistenza e l’unicità della decomposizione in fratti semplici quando ci sono fattori quadratici irriducibili, che richiedono l’identità di Bézout tra polinomi, e l’unicità della fattorizzazione nei reali, da cui dipende che il minimo comune multiplo di più polinomi sia determinato a meno di un fattore costante. Infine, si è ammesso che ogni funzione definita da un’espressione algebrica soddisfa un’equazione polinomiale in xx e yy, fatto da cui non dipende nessun altro risultato. E sono rimasti aperti i massimi e i minimi che non si rivelano con una trasformazione algebrica. I limiti, la continuità, i valori intermedi, gli estremi e l’integrazione dei fratti semplici si studiano nei corsi di Analisi I e Analisi II; il teorema fondamentale dell’algebra, invece, si dimostra in un corso di analisi complessa.

La figura seguente riunisce i tre tratti in un’unica catena. Ogni nodo della colonna è una definizione o un teorema, numerato secondo l’ordine logico e unito da un arco agli anelli precedenti che la sua dimostrazione usa; intorno fluttuano i sostegni, cioè i principi e gli strumenti a cui la catena ricorre più e più volte, ciascuno unito da una linea continua agli anelli che si appoggiano su di esso. Tutti si ammettono o provengono dalle unità precedenti, e per questo sono disegnati come cerchietti vuoti: i risultati che l’unità dimostra e riutilizza, come il lemma del segno di un prodotto o il teorema del fattore, figurano come anelli, uniti da archi a quelli che li usano. Facendo clic su un sostegno si evidenziano tutti gli anelli che lo usano, e ogni anello rimanda alla lezione in cui viene dimostrato.

Sostegni della catena

  • AInduzione. Una proprietà che vale in un caso base e passa da ogni caso al successivo, o da tutti i precedenti al successivo, vale sempre; dimostrato nell’unità sui numeri naturali. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • BLemma di Euclide. Se un primo divide un prodotto di interi, divide uno dei fattori; ne segue che, se un intero divide un prodotto ed è coprimo con uno dei fattori, divide l’altro; dimostrato nell’unità sui numeri naturali. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • CComposizione e inversa. La composizione di funzioni è associativa e conserva l’iniettività, e una funzione ha inversa se e solo se è biiettiva, e quell’inversa è unica; dimostrato nella lezione su insiemi, relazioni e funzioni. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • DRadici coniugate. Se un numero complesso è radice di un polinomio a coefficienti reali, lo è anche il suo coniugato; dimostrato nell’unità sugli insiemi numerici. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • ETeorema fondamentale dell’algebra. Ogni polinomio di grado n≥1n \geq 1 a coefficienti complessi ha almeno una radice complessa; si ammette senza dimostrazione. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • FBézout e unicità della fattorizzazione. Se due polinomi non hanno fattori comuni di grado positivo, esistono polinomi UU e VV con UA+VB=1U A + V B = 1; e la fattorizzazione di un polinomio reale in fattori lineari e quadratici irriducibili è unica a meno dell’ordine; si ammettono, perché il corso non sviluppa il massimo comune divisore di polinomi. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • GLimiti e continuità. Le frecce x→rx \to r e f(x)→∞f(x) \to \infty hanno un senso intuitivo, e le funzioni razionali e le funzioni con radicali sono continue in ogni intervallo del loro dominio; si ammette fino al corso di Analisi I. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  • HValori intermedi. Se una funzione è continua in un intervallo [a,b]\icc{a}{b}, vi assume ogni valore compreso tra f(a)f(a) e f(b)f(b); in particolare, se f(a)f(a) e f(b)f(b) hanno segni opposti, si annulla in qualche punto di (a,b)\ioo{a}{b} (teorema di Bolzano); si ammette fino al corso di Analisi I. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
  1. Tratto 1 Le funzioni e le loro operazioni

    • Definire la funzione e fissare le regole che determinano il dominio di una formula.
    • Dimostrare il lemma del segno di un prodotto, base dello studio successivo dei segni.
    • Classificare le funzioni algebriche e dimostrare che la classificazione non è vuota.
    • Trattare le funzioni reali come oggetti: dominio della composizione, inversa per restrizione a un insieme in cui la funzione è monotona, grafico dell’inversa e scomposizione in parte pari e parte dispari.
    1. Funzione e dominio. Una funzione associa a ogni elemento del suo dominio esattamente un’immagine; il dominio di una formula esclude gli zeri dei denominatori e i radicandi negativi delle radici di indice pari.

      Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.

    2. Segno di un prodotto. Per reali aa e bb, ab=0ab = 0 se e solo se a=0a = 0 o b=0b = 0, e ab>0ab > 0 se e solo se entrambi sono non nulli e dello stesso segno; se b≠0b \neq 0, il quoziente ab\frac{a}{b} ha il segno di abab.

      Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.

    3. Un quoziente che non è un polinomio. Nessuna funzione polinomiale coincide con 1x\frac{1}{x} in tutti i reali non nulli; quindi esistono funzioni razionali che non sono polinomiali.

      Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.

    4. Grafici di potenze e radici. Per n≥2n \geq 2, le funzioni xnx^n e xn\sqrt[n]{x} conservano l’ordine dei reali non negativi, xn<x<xnx^n < x < \sqrt[n]{x} se 0<x<10 < x < 1, e la potenza è pari o dispari secondo che lo sia nn.

      Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.

    5. Dominio della composizione. Per funzioni reali, il dominio di f∘gf \circ g è formato dagli xx del dominio di gg la cui immagine sta nel dominio di ff; con questi domini la composizione è associativa, e non è commutativa.

      Usa: 1. Funzione e dominio. Si appoggia su: C (Composizione e inversa). Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.

    6. Funzioni monotone. Ogni funzione strettamente crescente o strettamente decrescente è iniettiva, e la somma di due funzioni crescenti è crescente.

      Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.

    7. Inversa di una funzione monotona. Una funzione strettamente crescente in un insieme AA di reali è biiettiva da AA nel suo insieme immagine, e la sua inversa è strettamente crescente; lo stesso vale per quelle strettamente decrescenti. Così si invertono, restringendo il dominio, le funzioni che non sono iniettive.

      Usa: 6. Funzioni monotone. Si appoggia su: C (Composizione e inversa). Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.

    8. Grafico dell’inversa. Il punto (a,b)(a, b) sta sul grafico di ff se e solo se (b,a)(b, a) sta su quello di f−1f^{-1}; quindi il grafico dell’inversa è il simmetrico di quello di ff rispetto alla retta y=xy = x.

      Usa: 7. Inversa di una funzione monotona. Si appoggia su: C (Composizione e inversa). Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.

    9. Parte pari e parte dispari. Il prodotto di due funzioni pari o di due dispari è pari, e quello di una pari e una dispari è dispari; ogni funzione di dominio simmetrico è, in un unico modo, somma di una funzione pari e di una dispari.

      Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.

  2. Tratto 2 I polinomi e la loro scomposizione

    • Dimostrare l’algoritmo della divisione e dedurne i teoremi del resto e del fattore.
    • Limitare il numero di radici di un polinomio e ottenere il principio d’identità dei polinomi.
    • Trovare le radici: formula risolutiva, discriminante, formule di Viète, divisione sintetica, radici razionali, molteplicità e limitazioni.
    • Dimostrare, ammesso il teorema fondamentale dell’algebra, la fattorizzazione di ogni polinomio reale in fattori lineari e quadratici irriducibili.
    1. Algoritmo della divisione. Dati due polinomi PP e QQ, con QQ non nullo, esistono un quoziente CC e un resto RR unici tali che P=Q⋅C+RP = Q \cdot C + R, con RR nullo o di grado minore di quello di QQ.

      Si appoggia su: A (Induzione). Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.

    2. Teoremi del resto e del fattore. Il resto della divisione di PP per x−rx - r è P(r)P(r); pertanto, x−rx - r divide PP se e solo se P(r)=0P(r) = 0.

      Usa: 10. Algoritmo della divisione. Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.

    3. Lemma delle radici distinte. Se r1,…,rkr_1, \ldots, r_k sono radici distinte di PP, allora P=(x−r1)⋯(x−rk) CP = (x - r_1) \cdots (x - r_k) \, C; di conseguenza, un polinomio non nullo di grado nn ha al più nn radici reali.

      Usa: 2. Segno di un prodotto, 11. Teoremi del resto e del fattore. Si appoggia su: A (Induzione). Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.

    4. Principio d’identità dei polinomi. Due polinomi assumono lo stesso valore in ogni reale se e solo se hanno gli stessi coefficienti, potenza per potenza; quindi ogni polinomio si identifica con la sua funzione, e la radice quadrata non è una funzione razionale.

      Usa: 12. Lemma delle radici distinte. Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.

    5. Formula risolutiva e discriminante. Completando il quadrato, le radici di ax2+bx+cax^2 + bx + c sono −b±Δ2a\frac{-b \pm \sqrt{\Delta}}{2a}, con Δ=b2−4ac\Delta = b^2 - 4ac: ce ne sono due se Δ>0\Delta > 0, una se Δ=0\Delta = 0, e nessuna se Δ<0\Delta < 0, caso in cui il trinomio è irriducibile nei reali.

      Usa: 2. Segno di un prodotto, 11. Teoremi del resto e del fattore. Dimostrato in: Scomposizione dei trinomi di secondo grado e di grado 2n.

    6. Scomposizione e formule di Viète. Se Δ≥0\Delta \geq 0, allora ax2+bx+c=a(x−x1)(x−x2)ax^2 + bx + c = a(x - x_1)(x - x_2), con x1+x2=−bax_1 + x_2 = -\frac{b}{a} e x1x2=cax_1 x_2 = \frac{c}{a}.

      Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante, 13. Principio d’identità dei polinomi. Dimostrato in: Scomposizione dei trinomi di secondo grado e di grado 2n.

    7. Biquadratico con discriminante negativo. Se b2−4ac<0b^2 - 4ac < 0, il trinomio ax4+bx2+cax^4 + bx^2 + c è aa per il prodotto di due polinomi quadratici reali irriducibili, x2−kx+mx^2 - kx + m e x2+kx+mx^2 + kx + m.

      Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante. Dimostrato in: Scomposizione dei trinomi di secondo grado e di grado 2n.

    8. Divisione sintetica. I coefficienti del quoziente di PP per x−rx - r si ottengono abbassando il coefficiente direttivo e sommando a ogni coefficiente rr volte il numero precedente; l’ultimo numero è il resto, P(r)P(r).

      Usa: 10. Algoritmo della divisione, 13. Principio d’identità dei polinomi. Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.

    9. Radici razionali. Se la frazione irriducibile pq\frac{p}{q} è radice di un polinomio a coefficienti interi con a0≠0a_0 \neq 0, allora pp divide a0a_0 e qq divide ana_n; la dimostrazione usa il lemma di Euclide della prima unità.

      Si appoggia su: B (Lemma di Euclide). Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.

    10. Divisione sintetica ripetuta. La radice rr ha molteplicità kk, cioè P=(x−r)kCP = (x - r)^k C con C(r)≠0C(r) \neq 0, se e solo se, dividendo successivamente per x−rx - r, i primi kk resti sono nulli e il successivo no.

      Usa: 17. Divisione sintetica, 10. Algoritmo della divisione, 11. Teoremi del resto e del fattore. Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.

    11. Limitazioni delle radici. Ogni radice reale soddisfa ∣r∣<1+M∣an∣\abs{r} < 1 + \frac{M}{\abs{a_n}} (maggiorante di Cauchy), dove MM è il massimo dei valori assoluti degli altri coefficienti, e se la divisione sintetica per x−cx - c, con c>0c > 0 e an>0a_n > 0, dà una riga senza numeri negativi, nessuna radice reale supera cc.

      Usa: 17. Divisione sintetica. Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.

    12. Fattorizzazione nei reali. Ogni polinomio reale di grado n≥1n \geq 1 è il suo coefficiente direttivo per fattori x−rx - r, con rr reale, e per fattori quadratici monici irriducibili nei reali.

      Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante, 10. Algoritmo della divisione, 17. Divisione sintetica. Si appoggia su: A (Induzione), E (Teorema fondamentale dell’algebra), D (Radici coniugate). Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.

  3. Tratto 3 Dal quoziente al grafico

    • Precisare quando una semplificazione è un’uguaglianza e quando due frazioni algebriche sono uguali.
    • Decomporre una frazione propria in fratti semplici.
    • Leggere nella scomposizione il segno di un polinomio o di un quoziente e risolvere con esso disequazioni e domini.
    • Studiare le funzioni razionali e le funzioni con radicali: asintoti verticali, orizzontali, obliqui e curvilinei, estremi del dominio e insieme immagine.
    1. Lemma di semplificazione. In ogni reale che non annulla QCQC, la frazione PCQC\frac{PC}{QC} vale quanto PQ\frac{P}{Q}; le due sono la stessa funzione solo se la seconda si restringe al dominio della prima.

      Usa: 2. Segno di un prodotto. Dimostrato in: Frazioni algebriche e fratti semplici.

    2. Uguaglianza di frazioni. Due polinomi che coincidono in tutti i reali salvo un numero finito sono uguali; ne segue che PQ\frac{P}{Q} e RS\frac{R}{S} coincidono dove QSQS non si annulla se e solo se PS=QRPS = QR.

      Usa: 12. Lemma delle radici distinte, 13. Principio d’identità dei polinomi. Dimostrato in: Frazioni algebriche e fratti semplici.

    3. Fratti semplici. Ogni frazione propria è, in modo unico, somma di termini A(x−r)j\frac{A}{(x - r)^j} e Bx+C(x2+px+q)j\frac{Bx + C}{(x^2 + px + q)^j}, uno per ogni potenza di ogni fattore del suo denominatore; con fattori lineari, l’esistenza si ottiene separando un termine alla volta e l’unicità isolando in ogni radice la potenza massima; con fattori quadratici irriducibili, entrambe si ammettono.

      Usa: 2. Segno di un prodotto, 11. Teoremi del resto e del fattore, 10. Algoritmo della divisione, 23. Uguaglianza di frazioni, 21. Fattorizzazione nei reali. Si appoggia su: F (Bézout e unicità della fattorizzazione). Dimostrato in: Frazioni algebriche e fratti semplici.

    4. Segno di un polinomio. Un prodotto di nn fattori non nulli è negativo se ha un numero dispari di fattori negativi; pertanto, il segno di un polinomio scomposto cambia attraversando una radice se e solo se la sua molteplicità è dispari, e i fattori irriducibili conservano il segno del loro coefficiente direttivo.

      Usa: 2. Segno di un prodotto, 14. Formula risolutiva e discriminante, 19. Divisione sintetica ripetuta. Si appoggia su: A (Induzione). Dimostrato in: Tabelle dei segni e disequazioni.

    5. Asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile. Se rr annulla il denominatore di AB\frac{A}{B} e A(r)≠0A(r) \neq 0, la retta x=rx = r è un asintoto verticale; se A(r)=0A(r) = 0, il fattore comune si semplifica e, se la frazione semplificata è definita in rr, questo è un punto di discontinuità eliminabile.

      Usa: 11. Teoremi del resto e del fattore, 22. Lemma di semplificazione, 25. Segno di un polinomio. Si appoggia su: G (Limiti e continuità). Dimostrato in: Tabelle dei segni e disequazioni.

    6. Asintoti di una funzione razionale. Se P=Q⋅C+RP = Q \cdot C + R, la differenza tra PQ\frac{P}{Q} e CC è RQ\frac{R}{Q}, che tende a 00 a entrambi gli estremi: il quoziente CC è l’asintoto orizzontale, obliquo o curvilineo, e la tabella dei segni decide verso dove fuggono i rami accanto agli asintoti verticali.

      Usa: 10. Algoritmo della divisione, 26. Asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile. Si appoggia su: G (Limiti e continuità). Dimostrato in: Funzioni razionali: asintoti e grafico.

    7. Zeri e insieme immagine di una funzione razionale. Per i valori intermedi, una funzione razionale che cambia segno in un intervallo del suo dominio vi si annulla, e una che in un intervallo del suo dominio assume valori maggiori e minori di qualsiasi numero vi assume tutti i valori reali; se l’equazione y⋅Q(x)=P(x)y \cdot Q(x) = P(x) è di grado 22, il suo discriminante dà l’insieme immagine.

      Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante, 27. Asintoti di una funzione razionale. Si appoggia su: G (Limiti e continuità), H (Valori intermedi). Dimostrato in: Funzioni razionali: asintoti e grafico.

    8. Dominio ed estremi con radicali. Il dominio di una funzione con radicali è l’intersezione degli insiemi dati dalle tabelle dei segni delle sue condizioni; se una radice di molteplicità dispari annulla un radicando del numeratore, il grafico termina lì sull’asse xx; se si annulla un denominatore con numeratore non nullo, c’è un asintoto verticale; e, per i valori intermedi, ogni ramo assume tutti i valori compresi tra quelli che raggiunge o a cui si avvicina ai suoi estremi.

      Usa: 25. Segno di un polinomio, 26. Asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile. Si appoggia su: G (Limiti e continuità), H (Valori intermedi). Dimostrato in: Funzioni con radicali: dominio, segno e grafico.

    9. Asintoti con radicali. Poiché x2=∣x∣\sqrt{x^2} = \abs{x}, l’asintoto di una funzione con radicali si trova separatamente quando x→∞x \to \infty e quando x→−∞x \to -\infty, e può essere diverso a ciascun estremo; se f(x)x\frac{f(x)}{x} non tende a un numero, non c’è asintoto rettilineo.

      Usa: 27. Asintoti di una funzione razionale. Si appoggia su: G (Limiti e continuità). Dimostrato in: Funzioni con radicali: dominio, segno e grafico.

Verso la geometria analitica. L’unità successiva studia curve del piano attraverso le loro equazioni: le rette, la parabola, che si caratterizza completando il quadrato, la circonferenza come unione dei grafici di ±r2−x2\pm \sqrt{r^2 - x^2} e l’iperbole y=1xy = \frac{1}{x} con i suoi due asintoti.