Riepilogo
Questa lezione chiude l’unità sulle funzioni algebriche e i polinomi. Riunisce in un’unica catena deduttiva ciò che è stato dimostrato nelle sue nove lezioni, dal concetto di funzione e dall’algoritmo della divisione fino allo studio completo delle funzioni razionali e delle funzioni con radicali; mostra come l’unità poggi sui numeri naturali e sugli insiemi numerici delle unità precedenti, indica con onestà i risultati che sono stati ammessi senza dimostrazione e spiega come si colleghi alla geometria analitica del piano. Termina con dieci sfide, di difficoltà superiore a quella dei problemi proposti dell’unità, che richiedono di combinare diverse lezioni e di trovare un’idea.
Obiettivi di apprendimento
- Ricostruire la catena di definizioni e teoremi dell’unità, spiegando quale risultato poggia su quale.
- Mettere in relazione i teoremi sui polinomi con i loro analoghi sui numeri interi studiati nelle unità precedenti.
- Distinguere i risultati dimostrati nell’unità da quelli che sono stati ammessi e saranno dimostrati in altri corsi.
- Risolvere problemi che combinano diverse lezioni dell’unità e richiedono un’idea non meccanica, tra cui l’impostazione di una situazione concreta per mezzo di polinomi.
Ciò che l’unità ha ottenuto
Le funzioni e le loro operazioni
L’unità è cominciata con il concetto di funzione: una regola che associa a ogni elemento del dominio esattamente un’immagine. Nella lezione sulle funzioni algebriche si sono fissate le regole che determinano il dominio di una formula, si è dimostrato il lemma del segno di un prodotto, base di tutto lo studio successivo dei segni, e si sono classificate le funzioni in polinomiali, razionali, irrazionali e trascendenti; che la classificazione, che riguarda le funzioni e non le loro formule, non è vuota lo ha mostrato la dimostrazione che non coincide con alcun polinomio, e la lezione sull’algebra dei polinomi ha poi dimostrato che non è una funzione razionale. La lezione sulle operazioni tra funzioni ha trattato le funzioni reali come oggetti. Dalla lezione su insiemi, relazioni e funzioni della prima unità ha ereditato l’associatività della composizione e il teorema secondo cui una funzione ha inversa se e solo se è biiettiva; ha aggiunto ciò che è proprio delle funzioni reali: il dominio di una composizione, con il quale la composizione resta associativa ma non commutativa; che una funzione strettamente monotona è biiettiva sul suo insieme immagine e ha inversa monotona, il che permette di invertire per restrizione le funzioni che non sono iniettive; che il grafico dell’inversa è il simmetrico rispetto alla retta ; e che ogni funzione di dominio simmetrico è, in un unico modo, somma di una funzione pari e di una dispari.
I polinomi e la loro scomposizione
Il centro dell’unità è la teoria dei polinomi, che si sviluppa come una catena di teoremi, ciascuno appoggiato al precedente.
- L’algoritmo della divisione, dimostrato nella lezione sull’algebra dei polinomi, dà un quoziente e un resto unici. Con divisore , il resto è (teorema del resto), e da qui il teorema del fattore: è radice se e solo se divide .
- Applicato a più radici, il teorema del fattore dà il lemma delle radici distinte: un polinomio non nullo di grado ha al più radici. Da esso si deduce il principio d’identità dei polinomi: due polinomi definiscono la stessa funzione se e solo se hanno gli stessi coefficienti. Poiché fino a quel momento i polinomi erano stati trattati attraverso i loro coefficienti, l’ordine non è circolare; e da allora ogni polinomio si identifica con la sua funzione, si possono confrontare i coefficienti, due polinomi che coincidono in infiniti punti sono uguali e si dimostra che la radice quadrata non è una funzione razionale.
- Per trovare le radici, la lezione sulla scomposizione dei trinomi di secondo grado ha completato il quadrato e ha ottenuto la formula risolutiva, il discriminante e le formule di Viète; la lezione sulle radici dei polinomi di grado superiore ha aggiunto la divisione sintetica, il teorema delle radici razionali, la molteplicità e le limitazioni delle radici.
- Ammesso il teorema fondamentale dell’algebra, e con il teorema delle radici coniugate, si è dimostrata la fattorizzazione nei reali: ogni polinomio reale è il suo coefficiente direttivo per fattori e per fattori quadratici irriducibili.
Dal quoziente al grafico
Con la scomposizione in mano, la seconda metà dell’unità ha studiato i quozienti. La lezione sulle frazioni algebriche ha mostrato che semplificare un fattore comune è un’uguaglianza solo sul dominio originario, ha caratterizzato l’uguaglianza di due frazioni e ha dimostrato l’esistenza e l’unicità della decomposizione in fratti semplici quando il denominatore ha solo fattori lineari: con fattori distinti, i coefficienti si ottengono valutando nelle radici un’identità che, per il principio d’identità dei polinomi, vale anche là dove le frazioni non sono definite; con fattori ripetuti, l’unicità richiede di isolare in ogni radice il termine di potenza massima. La lezione sulle tabelle dei segni e disequazioni ha esteso la regola dei segni a fattori e ha letto nella scomposizione il segno di un polinomio o di un quoziente: il segno cambia attraversando una radice di molteplicità dispari, si conserva in una di molteplicità pari, e i fattori irriducibili non contano. Ne sono seguite la risoluzione di disequazioni e la determinazione di domini e la distinzione tra asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile.
Le ultime due lezioni hanno riunito tutti gli strumenti. Nella lezione sulle funzioni razionali, la divisione scrive come un polinomio più una frazione propria che tende a zero, e è l’asintoto orizzontale, obliquo o curvilineo; la tabella dei segni decide verso dove fuggono i rami, e il discriminante dell’equazione dà l’insieme immagine quando quell’equazione è di grado . Nella lezione sulle funzioni con radicali, l’uguaglianza obbliga a trattare separatamente i valori grandi positivi e negativi della variabile, e una stessa funzione può avere due asintoti distinti.
Ciò che si è ammesso
L’unità è stata esplicita su ciò che non ha dimostrato. Si è ammesso il teorema fondamentale dell’algebra, le cui dimostrazioni richiedono strumenti dell’analisi. Si sono usate con un senso intuitivo le frecce dei limiti, con cui si descrivono gli asintoti e il comportamento di una funzione vicino a un punto o all’infinito: ciò che si è dimostrato è il segno della funzione a destra e a sinistra e la decomposizione che separa l’asintoto, e ciò che si è descritto, l’avvicinamento stesso. Si è ammesso che le funzioni razionali e le funzioni con radicali sono continue in ogni intervallo del loro dominio e, nella sua forma generale, il teorema dei valori intermedi: una funzione continua in un intervallo assume ogni valore compreso tra e , e in particolare si annulla se e hanno segni opposti, che è il teorema di Bolzano; con esso si sono localizzati zeri che l’algebra non raggiunge e si sono calcolati insiemi immagine. Si sono ammesse l’esistenza e l’unicità della decomposizione in fratti semplici quando ci sono fattori quadratici irriducibili, che richiedono l’identità di Bézout tra polinomi, e l’unicità della fattorizzazione nei reali, da cui dipende che il minimo comune multiplo di più polinomi sia determinato a meno di un fattore costante. Infine, si è ammesso che ogni funzione definita da un’espressione algebrica soddisfa un’equazione polinomiale in e , fatto da cui non dipende nessun altro risultato. E sono rimasti aperti i massimi e i minimi che non si rivelano con una trasformazione algebrica. I limiti, la continuità, i valori intermedi, gli estremi e l’integrazione dei fratti semplici si studiano nei corsi di Analisi I e Analisi II; il teorema fondamentale dell’algebra, invece, si dimostra in un corso di analisi complessa.
La figura seguente riunisce i tre tratti in un’unica catena. Ogni nodo della colonna è una definizione o un teorema, numerato secondo l’ordine logico e unito da un arco agli anelli precedenti che la sua dimostrazione usa; intorno fluttuano i sostegni, cioè i principi e gli strumenti a cui la catena ricorre più e più volte, ciascuno unito da una linea continua agli anelli che si appoggiano su di esso. Tutti si ammettono o provengono dalle unità precedenti, e per questo sono disegnati come cerchietti vuoti: i risultati che l’unità dimostra e riutilizza, come il lemma del segno di un prodotto o il teorema del fattore, figurano come anelli, uniti da archi a quelli che li usano. Facendo clic su un sostegno si evidenziano tutti gli anelli che lo usano, e ogni anello rimanda alla lezione in cui viene dimostrato.
Sostegni della catena
- AInduzione. Una proprietà che vale in un caso base e passa da ogni caso al successivo, o da tutti i precedenti al successivo, vale sempre; dimostrato nell’unità sui numeri naturali. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- BLemma di Euclide. Se un primo divide un prodotto di interi, divide uno dei fattori; ne segue che, se un intero divide un prodotto ed è coprimo con uno dei fattori, divide l’altro; dimostrato nell’unità sui numeri naturali. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- CComposizione e inversa. La composizione di funzioni è associativa e conserva l’iniettività, e una funzione ha inversa se e solo se è biiettiva, e quell’inversa è unica; dimostrato nella lezione su insiemi, relazioni e funzioni. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- DRadici coniugate. Se un numero complesso è radice di un polinomio a coefficienti reali, lo è anche il suo coniugato; dimostrato nell’unità sugli insiemi numerici. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- ETeorema fondamentale dell’algebra. Ogni polinomio di grado a coefficienti complessi ha almeno una radice complessa; si ammette senza dimostrazione. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- FBézout e unicità della fattorizzazione. Se due polinomi non hanno fattori comuni di grado positivo, esistono polinomi e con ; e la fattorizzazione di un polinomio reale in fattori lineari e quadratici irriducibili è unica a meno dell’ordine; si ammettono, perché il corso non sviluppa il massimo comune divisore di polinomi. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- GLimiti e continuità. Le frecce e hanno un senso intuitivo, e le funzioni razionali e le funzioni con radicali sono continue in ogni intervallo del loro dominio; si ammette fino al corso di Analisi I. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
- HValori intermedi. Se una funzione è continua in un intervallo , vi assume ogni valore compreso tra e ; in particolare, se e hanno segni opposti, si annulla in qualche punto di (teorema di Bolzano); si ammette fino al corso di Analisi I. Ammesso senza dimostrazione in questa unità.
Tratto 1 Le funzioni e le loro operazioni
- Definire la funzione e fissare le regole che determinano il dominio di una formula.
- Dimostrare il lemma del segno di un prodotto, base dello studio successivo dei segni.
- Classificare le funzioni algebriche e dimostrare che la classificazione non è vuota.
- Trattare le funzioni reali come oggetti: dominio della composizione, inversa per restrizione a un insieme in cui la funzione è monotona, grafico dell’inversa e scomposizione in parte pari e parte dispari.
Funzione e dominio. Una funzione associa a ogni elemento del suo dominio esattamente un’immagine; il dominio di una formula esclude gli zeri dei denominatori e i radicandi negativi delle radici di indice pari.
Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.
Segno di un prodotto. Per reali e , se e solo se o , e se e solo se entrambi sono non nulli e dello stesso segno; se , il quoziente ha il segno di .
Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.
Un quoziente che non è un polinomio. Nessuna funzione polinomiale coincide con in tutti i reali non nulli; quindi esistono funzioni razionali che non sono polinomiali.
Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.
Grafici di potenze e radici. Per , le funzioni e conservano l’ordine dei reali non negativi, se , e la potenza è pari o dispari secondo che lo sia .
Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Funzioni algebriche di variabile reale.
Dominio della composizione. Per funzioni reali, il dominio di è formato dagli del dominio di la cui immagine sta nel dominio di ; con questi domini la composizione è associativa, e non è commutativa.
Usa: 1. Funzione e dominio. Si appoggia su: C (Composizione e inversa). Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.
Funzioni monotone. Ogni funzione strettamente crescente o strettamente decrescente è iniettiva, e la somma di due funzioni crescenti è crescente.
Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.
Inversa di una funzione monotona. Una funzione strettamente crescente in un insieme di reali è biiettiva da nel suo insieme immagine, e la sua inversa è strettamente crescente; lo stesso vale per quelle strettamente decrescenti. Così si invertono, restringendo il dominio, le funzioni che non sono iniettive.
Usa: 6. Funzioni monotone. Si appoggia su: C (Composizione e inversa). Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.
Grafico dell’inversa. Il punto sta sul grafico di se e solo se sta su quello di ; quindi il grafico dell’inversa è il simmetrico di quello di rispetto alla retta .
Usa: 7. Inversa di una funzione monotona. Si appoggia su: C (Composizione e inversa). Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.
Parte pari e parte dispari. Il prodotto di due funzioni pari o di due dispari è pari, e quello di una pari e una dispari è dispari; ogni funzione di dominio simmetrico è, in un unico modo, somma di una funzione pari e di una dispari.
Usa: 1. Funzione e dominio. Dimostrato in: Operazioni tra funzioni, inversa e trasformazioni dei grafici.
Tratto 2 I polinomi e la loro scomposizione
- Dimostrare l’algoritmo della divisione e dedurne i teoremi del resto e del fattore.
- Limitare il numero di radici di un polinomio e ottenere il principio d’identità dei polinomi.
- Trovare le radici: formula risolutiva, discriminante, formule di Viète, divisione sintetica, radici razionali, molteplicità e limitazioni.
- Dimostrare, ammesso il teorema fondamentale dell’algebra, la fattorizzazione di ogni polinomio reale in fattori lineari e quadratici irriducibili.
Algoritmo della divisione. Dati due polinomi e , con non nullo, esistono un quoziente e un resto unici tali che , con nullo o di grado minore di quello di .
Si appoggia su: A (Induzione). Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.
Teoremi del resto e del fattore. Il resto della divisione di per è ; pertanto, divide se e solo se .
Usa: 10. Algoritmo della divisione. Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.
Lemma delle radici distinte. Se sono radici distinte di , allora ; di conseguenza, un polinomio non nullo di grado ha al più radici reali.
Usa: 2. Segno di un prodotto, 11. Teoremi del resto e del fattore. Si appoggia su: A (Induzione). Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.
Principio d’identità dei polinomi. Due polinomi assumono lo stesso valore in ogni reale se e solo se hanno gli stessi coefficienti, potenza per potenza; quindi ogni polinomio si identifica con la sua funzione, e la radice quadrata non è una funzione razionale.
Usa: 12. Lemma delle radici distinte. Dimostrato in: Algebra dei polinomi reali.
Formula risolutiva e discriminante. Completando il quadrato, le radici di sono , con : ce ne sono due se , una se , e nessuna se , caso in cui il trinomio è irriducibile nei reali.
Usa: 2. Segno di un prodotto, 11. Teoremi del resto e del fattore. Dimostrato in: Scomposizione dei trinomi di secondo grado e di grado 2n.
Scomposizione e formule di Viète. Se , allora , con e .
Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante, 13. Principio d’identità dei polinomi. Dimostrato in: Scomposizione dei trinomi di secondo grado e di grado 2n.
Biquadratico con discriminante negativo. Se , il trinomio è per il prodotto di due polinomi quadratici reali irriducibili, e .
Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante. Dimostrato in: Scomposizione dei trinomi di secondo grado e di grado 2n.
Divisione sintetica. I coefficienti del quoziente di per si ottengono abbassando il coefficiente direttivo e sommando a ogni coefficiente volte il numero precedente; l’ultimo numero è il resto, .
Usa: 10. Algoritmo della divisione, 13. Principio d’identità dei polinomi. Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.
Radici razionali. Se la frazione irriducibile è radice di un polinomio a coefficienti interi con , allora divide e divide ; la dimostrazione usa il lemma di Euclide della prima unità.
Si appoggia su: B (Lemma di Euclide). Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.
Divisione sintetica ripetuta. La radice ha molteplicità , cioè con , se e solo se, dividendo successivamente per , i primi resti sono nulli e il successivo no.
Usa: 17. Divisione sintetica, 10. Algoritmo della divisione, 11. Teoremi del resto e del fattore. Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.
Limitazioni delle radici. Ogni radice reale soddisfa (maggiorante di Cauchy), dove è il massimo dei valori assoluti degli altri coefficienti, e se la divisione sintetica per , con e , dà una riga senza numeri negativi, nessuna radice reale supera .
Usa: 17. Divisione sintetica. Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.
Fattorizzazione nei reali. Ogni polinomio reale di grado è il suo coefficiente direttivo per fattori , con reale, e per fattori quadratici monici irriducibili nei reali.
Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante, 10. Algoritmo della divisione, 17. Divisione sintetica. Si appoggia su: A (Induzione), E (Teorema fondamentale dell’algebra), D (Radici coniugate). Dimostrato in: Radici dei polinomi di grado superiore e divisione sintetica.
Tratto 3 Dal quoziente al grafico
- Precisare quando una semplificazione è un’uguaglianza e quando due frazioni algebriche sono uguali.
- Decomporre una frazione propria in fratti semplici.
- Leggere nella scomposizione il segno di un polinomio o di un quoziente e risolvere con esso disequazioni e domini.
- Studiare le funzioni razionali e le funzioni con radicali: asintoti verticali, orizzontali, obliqui e curvilinei, estremi del dominio e insieme immagine.
Lemma di semplificazione. In ogni reale che non annulla , la frazione vale quanto ; le due sono la stessa funzione solo se la seconda si restringe al dominio della prima.
Usa: 2. Segno di un prodotto. Dimostrato in: Frazioni algebriche e fratti semplici.
Uguaglianza di frazioni. Due polinomi che coincidono in tutti i reali salvo un numero finito sono uguali; ne segue che e coincidono dove non si annulla se e solo se .
Usa: 12. Lemma delle radici distinte, 13. Principio d’identità dei polinomi. Dimostrato in: Frazioni algebriche e fratti semplici.
Fratti semplici. Ogni frazione propria è, in modo unico, somma di termini e , uno per ogni potenza di ogni fattore del suo denominatore; con fattori lineari, l’esistenza si ottiene separando un termine alla volta e l’unicità isolando in ogni radice la potenza massima; con fattori quadratici irriducibili, entrambe si ammettono.
Usa: 2. Segno di un prodotto, 11. Teoremi del resto e del fattore, 10. Algoritmo della divisione, 23. Uguaglianza di frazioni, 21. Fattorizzazione nei reali. Si appoggia su: F (Bézout e unicità della fattorizzazione). Dimostrato in: Frazioni algebriche e fratti semplici.
Segno di un polinomio. Un prodotto di fattori non nulli è negativo se ha un numero dispari di fattori negativi; pertanto, il segno di un polinomio scomposto cambia attraversando una radice se e solo se la sua molteplicità è dispari, e i fattori irriducibili conservano il segno del loro coefficiente direttivo.
Usa: 2. Segno di un prodotto, 14. Formula risolutiva e discriminante, 19. Divisione sintetica ripetuta. Si appoggia su: A (Induzione). Dimostrato in: Tabelle dei segni e disequazioni.
Asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile. Se annulla il denominatore di e , la retta è un asintoto verticale; se , il fattore comune si semplifica e, se la frazione semplificata è definita in , questo è un punto di discontinuità eliminabile.
Usa: 11. Teoremi del resto e del fattore, 22. Lemma di semplificazione, 25. Segno di un polinomio. Si appoggia su: G (Limiti e continuità). Dimostrato in: Tabelle dei segni e disequazioni.
Asintoti di una funzione razionale. Se , la differenza tra e è , che tende a a entrambi gli estremi: il quoziente è l’asintoto orizzontale, obliquo o curvilineo, e la tabella dei segni decide verso dove fuggono i rami accanto agli asintoti verticali.
Usa: 10. Algoritmo della divisione, 26. Asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile. Si appoggia su: G (Limiti e continuità). Dimostrato in: Funzioni razionali: asintoti e grafico.
Zeri e insieme immagine di una funzione razionale. Per i valori intermedi, una funzione razionale che cambia segno in un intervallo del suo dominio vi si annulla, e una che in un intervallo del suo dominio assume valori maggiori e minori di qualsiasi numero vi assume tutti i valori reali; se l’equazione è di grado , il suo discriminante dà l’insieme immagine.
Usa: 14. Formula risolutiva e discriminante, 27. Asintoti di una funzione razionale. Si appoggia su: G (Limiti e continuità), H (Valori intermedi). Dimostrato in: Funzioni razionali: asintoti e grafico.
Dominio ed estremi con radicali. Il dominio di una funzione con radicali è l’intersezione degli insiemi dati dalle tabelle dei segni delle sue condizioni; se una radice di molteplicità dispari annulla un radicando del numeratore, il grafico termina lì sull’asse ; se si annulla un denominatore con numeratore non nullo, c’è un asintoto verticale; e, per i valori intermedi, ogni ramo assume tutti i valori compresi tra quelli che raggiunge o a cui si avvicina ai suoi estremi.
Usa: 25. Segno di un polinomio, 26. Asintoti verticali e punti di discontinuità eliminabile. Si appoggia su: G (Limiti e continuità), H (Valori intermedi). Dimostrato in: Funzioni con radicali: dominio, segno e grafico.
Asintoti con radicali. Poiché , l’asintoto di una funzione con radicali si trova separatamente quando e quando , e può essere diverso a ciascun estremo; se non tende a un numero, non c’è asintoto rettilineo.
Usa: 27. Asintoti di una funzione razionale. Si appoggia su: G (Limiti e continuità). Dimostrato in: Funzioni con radicali: dominio, segno e grafico.
Verso la geometria analitica. L’unità successiva studia curve del piano attraverso le loro equazioni: le rette, la parabola, che si caratterizza completando il quadrato, la circonferenza come unione dei grafici di e l’iperbole con i suoi due asintoti.
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