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Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione estende ai numeri interi la relazione di divisibilità e ne deduce le proprietà: riflessività, transitività, divisibilità delle combinazioni lineari e limitazione dei divisori. Dimostra poi, con il principio del buon ordinamento, il teorema della divisione con resto, che associa a ogni intero un quoziente e un resto unici, e lo applica a classificare gli interi secondo il loro resto e a ragionare per casi su somme, prodotti e potenze. Termina con i criteri di divisibilità per 22, 44, 55, 33, 99 e 1111, dimostrati a partire dalla scrittura decimale dei numeri.

Obiettivi di apprendimento

  1. Applicare la definizione di divisibilità negli interi e le sue proprietà, in particolare la divisibilità delle combinazioni lineari.
  2. Dimostrare l’esistenza e l’unicità del quoziente e del resto, e calcolarli anche per dividendi negativi.
  3. Classificare gli interi secondo il loro resto e usare questa classificazione per dimostrare proprietà per casi.
  4. Dimostrare e applicare i criteri di divisibilità per 22, 44, 55, 33, 99 e 1111 a partire dalla scrittura decimale.

La divisibilità negli interi

Nella lezione sulle operazioni con i numeri naturali si è detto che un naturale bb divide un altro naturale aa, e si è scritto b∣ab \mid a, quando aa è multiplo di bb. La definizione si estende senza modifiche ai numeri interi, la cui costruzione si studia nella lezione sui numeri interi: l’intero bb divide l’intero aa se aa è il prodotto di bb per un qualche intero. Quella lezione appartiene all’unità successiva; qui gli interi vengono anticipati, e si ammettono senza dimostrazione le regole della loro aritmetica e del loro ordine che vi sono fondate: la regola dei segni, il fatto che il prodotto di un intero per un naturale conserva il verso delle disuguaglianze, il fatto che un fattore non nullo si può cancellare in un prodotto, e il fatto che gli interi sono i naturali, lo 00 e gli opposti dei naturali. La loro dimostrazione richiede la costruzione degli interi a partire dai naturali, che non usa nulla di questa lezione, sicché non c’è circolo.

b∣a↔(∃k∈Z)(a=bk)b \mid a \leftrightarrow (\exists k \in \mathbb{Z})(a = bk)

Si dice anche che bb è un divisore di aa e che aa è un multiplo di bb. Dalla definizione seguono subito alcuni casi estremi: lo 00 è multiplo di ogni intero, perché 0=b⋅00 = b \cdot 0; i numeri 11 e −1-1 dividono ogni intero; e lo 00 divide solo lo 00, perché 0⋅k=00 \cdot k = 0 per ogni kk. Ora, a=bka = bk equivale a −a=b(−k)-a = b(-k) e a a=(−b)(−k)a = (-b)(-k); da cui aa e −a-a hanno gli stessi divisori, e bb e −b-b dividono gli stessi numeri. Per questo, in pratica, basta studiare i divisori naturali.

Proprietà della divisibilità

Per tutti gli interi aa, bb, cc, dd, xx e yy valgono le seguenti proprietà, le cui dimostrazioni si riducono alla definizione:

  1. Riflessività: a∣aa \mid a, perché a=a⋅1a = a \cdot 1.
  2. Transitività: se a∣ba \mid b e b∣cb \mid c, allora a∣ca \mid c. Infatti, se b=akb = ak e c=blc = bl, allora c=a(kl)c = a(kl).
  3. Combinazioni lineari: se d∣ad \mid a e d∣bd \mid b, allora d∣ax+byd \mid ax + by, come si dimostra nella proposizione seguente.
  4. Limitazione: se b∣ab \mid a e a>0a > 0, allora −a≤b≤a-a \leq b \leq a. Basta verificarlo per b>0b > 0: in tal caso a=bka = bk con kk naturale, e poiché k≥1k \geq 1, si ha a=b+b(k−1)≥ba = b + b(k - 1) \geq b.
  5. Antisimmetria nei naturali: se aa e bb sono naturali, a∣ba \mid b e b∣ab \mid a, allora a=ba = b, perché la limitazione dà a≤ba \leq b e b≤ab \leq a.

La limitazione ha una conseguenza che si userà spesso: un intero diverso da zero ha solo un numero finito di divisori. Di tutte le proprietà, la terza è la più feconda, e conviene ricordarla con il suo enunciato completo e la sua dimostrazione.

ProposizioneCombinazioni lineari

Se un intero ne divide altri due, divide anche ogni loro combinazione lineare a coefficienti interi. In particolare, divide la loro somma, la loro differenza e qualunque multiplo di ciascuno di essi. La figura accompagna la dimostrazione con d=3d = 3, a=6a = 6, b=9b = 9, x=2x = 2 e y=−1y = -1, e disegna ogni multiplo di 33 come una fila di blocchi da tre.

Dimostrazione

  1. a=dk,b=dl,k,l∈Z\dato{k}{a = dk}, \quad \dato{l}{b = dl}, \quad k, l \in \mathbb{Z}

    Per la definizione di divisibilità, ciascuno dei due interi è il prodotto di dd per un qualche intero.

  2. ax+by=dk x+dl y=d(kx+ly)ax + by = \resaltar{dk}\,x + \resaltar{dl}\,y = \resaltar{d(kx + ly)}

    Sostituiamo nella combinazione lineare e raccogliamo dd come fattore comune, per la distributività.

  3. kx+ly∈Z→d∣ax+bykx + ly \in \mathbb{Z} \rightarrow d \mid ax + by

    Il numero kx+lykx + ly è intero, perché la somma e il prodotto di interi sono interi; dunque la combinazione è un multiplo di dd.

  4. d∣a+b,d∣a−b,d∣ax,d∣byd \mid a + b, \quad d \mid a - b, \quad d \mid ax, \quad d \mid by

    Con x=y=1x = y = 1 si ottiene la somma; con x=1x = 1 e y=−1y = -1, la differenza; con y=0y = 0, i multipli di aa, e allo stesso modo quelli di bb.

(d∣a∧d∣b)→d∣ax+by(d \mid a \wedge d \mid b) \rightarrow d \mid ax + by

Letta al contrario, la proprietà serve a escludere divisori: se dd divide aa ma non bb, allora non divide a+ba + b, perché se lo dividesse dividerebbe anche la differenza (a+b)−a=b(a + b) - a = b.