Riepilogo
Questa lezione estende ai numeri interi la relazione di divisibilità e ne deduce le proprietà: riflessività, transitività, divisibilità delle combinazioni lineari e limitazione dei divisori. Dimostra poi, con il principio del buon ordinamento, il teorema della divisione con resto, che associa a ogni intero un quoziente e un resto unici, e lo applica a classificare gli interi secondo il loro resto e a ragionare per casi su somme, prodotti e potenze. Termina con i criteri di divisibilità per , , , , e , dimostrati a partire dalla scrittura decimale dei numeri.
Obiettivi di apprendimento
- Applicare la definizione di divisibilità negli interi e le sue proprietà, in particolare la divisibilità delle combinazioni lineari.
- Dimostrare l’esistenza e l’unicità del quoziente e del resto, e calcolarli anche per dividendi negativi.
- Classificare gli interi secondo il loro resto e usare questa classificazione per dimostrare proprietà per casi.
- Dimostrare e applicare i criteri di divisibilità per , , , , e a partire dalla scrittura decimale.
La divisibilità negli interi
Nella lezione sulle operazioni con i numeri naturali si è detto che un naturale divide un altro naturale , e si è scritto , quando è multiplo di . La definizione si estende senza modifiche ai numeri interi, la cui costruzione si studia nella lezione sui numeri interi: l’intero divide l’intero se è il prodotto di per un qualche intero. Quella lezione appartiene all’unità successiva; qui gli interi vengono anticipati, e si ammettono senza dimostrazione le regole della loro aritmetica e del loro ordine che vi sono fondate: la regola dei segni, il fatto che il prodotto di un intero per un naturale conserva il verso delle disuguaglianze, il fatto che un fattore non nullo si può cancellare in un prodotto, e il fatto che gli interi sono i naturali, lo e gli opposti dei naturali. La loro dimostrazione richiede la costruzione degli interi a partire dai naturali, che non usa nulla di questa lezione, sicché non c’è circolo.
Si dice anche che è un divisore di e che è un multiplo di . Dalla definizione seguono subito alcuni casi estremi: lo è multiplo di ogni intero, perché ; i numeri e dividono ogni intero; e lo divide solo lo , perché per ogni . Ora, equivale a e a ; da cui e hanno gli stessi divisori, e e dividono gli stessi numeri. Per questo, in pratica, basta studiare i divisori naturali.
Proprietà della divisibilità
Per tutti gli interi , , , , e valgono le seguenti proprietà, le cui dimostrazioni si riducono alla definizione:
- Riflessività: , perché .
- Transitività: se e , allora . Infatti, se e , allora .
- Combinazioni lineari: se e , allora , come si dimostra nella proposizione seguente.
- Limitazione: se e , allora . Basta verificarlo per : in tal caso con naturale, e poiché , si ha .
- Antisimmetria nei naturali: se e sono naturali, e , allora , perché la limitazione dà e .
La limitazione ha una conseguenza che si userà spesso: un intero diverso da zero ha solo un numero finito di divisori. Di tutte le proprietà, la terza è la più feconda, e conviene ricordarla con il suo enunciato completo e la sua dimostrazione.
Se un intero ne divide altri due, divide anche ogni loro combinazione lineare a coefficienti interi. In particolare, divide la loro somma, la loro differenza e qualunque multiplo di ciascuno di essi. La figura accompagna la dimostrazione con , , , e , e disegna ogni multiplo di come una fila di blocchi da tre.
Dimostrazione
Per la definizione di divisibilità, ciascuno dei due interi è il prodotto di per un qualche intero.
Sostituiamo nella combinazione lineare e raccogliamo come fattore comune, per la distributività.
Il numero è intero, perché la somma e il prodotto di interi sono interi; dunque la combinazione è un multiplo di .
Con si ottiene la somma; con e , la differenza; con , i multipli di , e allo stesso modo quelli di .
Letta al contrario, la proprietà serve a escludere divisori: se divide ma non , allora non divide , perché se lo dividesse dividerebbe anche la differenza .
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