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Topos Uranos

Bilancio finale di Logica Matematica I

Riepilogo

Questa voce non è una lezione in più, ma il bilancio finale del corso: ricorda i sette obiettivi di apprendimento che il piano di studi si è proposto all’inizio, mostra in una sola figura a quale di essi è stata assegnata ogni lezione di ogni unità, spiega come ciascun obiettivo è stato lavorato nel corso delle quattro unità di contenuto, distingue gli obiettivi che hanno un’unità propria da quelli che attraversano l’intero corso, insegna a leggere l’autovalutazione per obiettivo, che riunisce il primo tentativo delle valutazioni d’uscita, e indica che cosa il corso lascia ai corsi che lo proseguono o lo accompagnano.

Obiettivi di apprendimento

  1. Enunciare i sette obiettivi globali del corso e riconoscere in quali unità e lezioni si è lavorato ciascuno.
  2. Distinguere gli obiettivi che hanno un’unità propria da quelli che ne attraversano diverse, in particolare la distinzione tra linguaggio oggetto e metalinguaggio e il ragionamento per induzione, e spiegare come questi ultimi si esercitano.
  3. Spiegare come il linguaggio, la deduzione e la semantica convergono nella coincidenza della deducibilità e della conseguenza, e che cosa il corso lascia alla logica dei predicati.
  4. Decidere, a partire dall’autovalutazione per obiettivo, dalla figura e dalle sfide di ciascuna sintesi, quali unità e quali lezioni conviene ripassare.

Che cosa si è proposto il corso

Tutti i corsi di matematica esigono di dimostrare, e tutti quelli di filosofia esigono di argomentare; ora, nessuno di essi fa del ragionamento stesso il proprio oggetto. Il corso è nato, pertanto, con uno scopo generale: costruire la prima teoria matematica completa il cui oggetto è il ragionamento, con i suoi quattro pezzi in vista: un linguaggio, le cui formule si riconoscono senza ambiguità; un calcolo, che produce deduzioni senza badare al significato dei simboli; un significato, che assegna a ogni formula il suo valore sotto ogni assegnazione; e la dimostrazione che il calcolo e il significato coincidono, cioè che Γ⊢φ⇔Γ⊨φ\Gamma \vdash \varphi \Leftrightarrow \Gamma \models \varphi per ogni insieme di formule Γ\Gamma e ogni formula φ\varphi. La lezione sul piano di studi ha articolato quello scopo in sette obiettivi di apprendimento globali, che conviene tenere in vista con la numerazione con cui la figura li cita:

  1. Distinguere il linguaggio oggetto dal metalinguaggio, e decidere con le regole di formazione se una stringa è una formula.
  2. Formalizzare enunciati e argomenti del linguaggio naturale, indicando ciò che la formalizzazione conserva e ciò che perde.
  3. Costruire deduzioni nel sistema del corso (gli assiomi di Łukasiewicz, il modus ponens e la sostituzione della doppia negazione), combinando assiomi, regole primitive e regole derivate.
  4. Dimostrare metateoremi per induzione sui numeri naturali, sulla complessità delle formule e sulla lunghezza delle deduzioni.
  5. Decidere validità, soddisfacibilità, conseguenza ed equivalenza semantiche, con tavole di verità e con equivalenze.
  6. Trasformare formule in forme normali ed esprimere con esse funzioni di verità e circuiti.
  7. Spiegare e applicare la correttezza, la completezza e la compattezza, e decidere l’insoddisfacibilità per risoluzione.

Ogni lezione del corso ha dichiarato, inoltre, i propri obiettivi specifici. Le lezioni non dicono a quale obiettivo globale serve ciascuno; questa corrispondenza è una lettura fatta dall’esterno, con lo stesso metodo degli altri corsi del sito. Ogni obiettivo specifico si assegna a un obiettivo globale principale e, se li tocca, ad altri secondari; ciascuno conta per intero nel suo principale e per metà in ogni secondario, e la lezione si unisce come principale all’obiettivo globale che raccoglie più peso e come secondaria agli altri che ne ricevono. Se due obiettivi sono in parità, decide quello dell’unità e, se nessuno dei due lo è, quello di numero minore; così la lezione sull’induzione, i cui quattro obiettivi specifici sono dimostrazioni per induzione, si unisce all’obiettivo 4, benché appartenga all’unità del linguaggio. Le introduzioni seguono la stessa regola. Le sintesi, invece, seguono un criterio proprio: il loro principale è l’obiettivo della loro unità, perché la loro catena deduttiva, la loro valutazione d’uscita e la maggior parte delle loro sfide riuniscono ciò che l’unità ha insegnato, e i loro secondari sono gli altri obiettivi che i loro obiettivi specifici e le loro sei sfide esercitano. Se è così, l’intero corso ammette la forma di una spina: la testa è lo scopo generale; la colonna, l’ordine delle unità, ciascuna con il suo tratto; ogni lezione è un nodo di quel tratto, unito al suo obiettivo principale, e i sette obiettivi fluttuano intorno alla colonna, sostenuti dalle lezioni che li alimentano.