Riepilogo
Questa lezione insegna a risolvere equazioni e disequazioni in cui l’incognita compare in un esponente o nell’argomento di un logaritmo. Si fonda su due proprietà delle funzioni esponenziale e logaritmica: la loro iniettività, che permette di uguagliare esponenti e argomenti, e la loro monotonia, che conserva o inverte il verso di una disuguaglianza a seconda della base. Con esse si studiano la riduzione a una stessa base, il passaggio ai logaritmi, il cambio di variabile che trasforma un’equazione in un’equazione di secondo grado, il dominio delle equazioni logaritmiche e le soluzioni estranee che compaiono quando si applicano le proprietà dei logaritmi fuori dal loro dominio, i sistemi, le equazioni che nessun metodo algebrico risolve, la cui unica soluzione si localizza per bisezione, e la discussione del numero di soluzioni di un’equazione con un parametro.
Obiettivi di apprendimento
- Risolvere equazioni esponenziali riducendo a una stessa base, passando ai logaritmi o mediante un cambio di variabile che le trasformi in equazioni di secondo grado, scartando i valori non positivi della nuova variabile.
- Risolvere equazioni logaritmiche determinando prima il loro dominio, applicando le proprietà dei logaritmi solo dove valgono e riconoscendo le soluzioni estranee.
- Risolvere disequazioni esponenziali e logaritmiche, conservando o invertendo la disuguaglianza a seconda della base, ed esprimere l’insieme delle soluzioni come unione di intervalli.
- Dimostrare, con il teorema dei valori intermedi, che un’equazione senza metodo algebrico ha un’unica soluzione, localizzarla per bisezione e discutere il numero di soluzioni di un’equazione con un parametro.
Equazioni esponenziali
Un’equazione esponenziale è un’equazione in cui l’incognita compare in qualche esponente, come o . Per risolverle si usano i fatti studiati nelle lezioni sulla funzione esponenziale e la potenza a esponente reale e sulla funzione logaritmo. Se e , la potenza è definita per ogni reale ed è sempre positiva; è strettamente crescente se e strettamente decrescente se , e assume ogni valore positivo esattamente una volta. La sua inversa è il logaritmo in base , definito sui reali positivi, che soddisfa le proprietà del prodotto, del quoziente e della potenza, purché gli argomenti siano positivi, e la formula del cambiamento di base.
Sia un reale positivo diverso da . Per tutti i reali e , si ha se e solo se ; per tutti i reali positivi e , si ha se e solo se . Inoltre, se , l’equazione ha esattamente una soluzione, che è , e se non ne ha nessuna.
Si usano la monotonia stretta dell’esponenziale e la definizione del logaritmo come sua inversa. La figura segue il caso : la retta orizzontale di altezza taglia il grafico di in un solo punto, e quella di altezza non lo taglia.
Dimostrazione
Se , le potenze coincidono, perché una funzione associa a ogni numero un unico valore. Viceversa, se , uno dei due è minore, e per la monotonia stretta dell’esponenziale, dimostrata nel teorema delle proprietà della funzione esponenziale, le loro potenze sono distinte.
Se , si applica a entrambi i membri l’esponenziale di base , che annulla il logaritmo, e risulta ; il viceversa è evidente.
Se , il numero è soluzione, per la definizione del logaritmo; ed è l’unica, perché ogni soluzione ha la sua stessa potenza.
Se , non c’è soluzione, perché la potenza è positiva per ogni reale .
Ridurre a una stessa base
Se i due membri si possono scrivere come potenze di una stessa base, l’iniettività permette di uguagliare gli esponenti, e l’equazione esponenziale diventa un’equazione algebrica. Per esempio, poiché e , l’equazione equivale a , cioè a , la cui soluzione è :
Passare ai logaritmi
Quando le basi non sono potenze di uno stesso numero, come e , si prende il logaritmo di entrambi i membri. Se i due membri sono positivi, l’iniettività del logaritmo garantisce che l’equazione ottenuta è equivalente a quella originale: non si perdono né si aggiungono soluzioni. Va bene qualsiasi base; di solito si usa il logaritmo naturale, definito nella lezione sulla funzione logaritmo, o il logaritmo in base .
Risolvere l’equazione .
Dimostrazione
I due membri sono positivi per ogni . Prendiamo il logaritmo naturale di entrambi, il che dà un’equazione equivalente per l’iniettività del logaritmo.
La proprietà della potenza porta gli esponenti davanti come fattori.
Raccogliamo i termini con in un membro. Il coefficiente è positivo, perché il logaritmo naturale è strettamente crescente e .
Dividiamo per quel coefficiente. Per la proprietà del quoziente, il denominatore è , e per il cambiamento di base la soluzione è un logaritmo in base ; vale circa 2,71.
Una tabella di valori conferma la posizione: in la prima potenza è maggiore, e in la seconda; i grafici si tagliano fra i due numeri, nell’unico punto in cui soddisfa l’equazione.
Equazioni che si riducono a un’equazione di secondo grado
Se nell’equazione compaiono e , o potenze che si riducono a esse, come , il cambio di variabile la trasforma in un’equazione di secondo grado in , che si risolve con i metodi della lezione sulla scomposizione dei trinomi di secondo grado. Tuttavia la nuova variabile non percorre tutti i reali: poiché è sempre positiva, si ammettono solo i valori positivi di . Ogni radice positiva dà, per il teorema di iniettività, esattamente una soluzione , e ogni radice negativa o nulla si scarta.
Risolvere l’equazione .
Dimostrazione
Scriviamo come il quadrato di e chiamiamo questa potenza, che è positiva.
L’equazione è di secondo grado in , e si scompone cercando due numeri di prodotto e somma .
La radice si scarta, perché è positiva: l’equazione non ha soluzione. La figura mostra la parabola nel piano della variabile , di cui conta solo la porzione con .
La radice è positiva e dà esattamente una soluzione, per il teorema di iniettività; vale circa 1,58.
Verifica: per la definizione di logaritmo, , e il quadrato di quella potenza è .
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