Riepilogo
Questa lezione apre la seconda unità del corso, dedicata al testo. Spiega a che cosa serve l’unità: passare da un documento che compila a un testo composto con la cura che la scrittura accademica esige, in qualunque delle sue lingue e scritture; presenta le sue quattro lezioni e il filo che le unisce, dai capoversi, dagli spazi e dai segni fino alle note, alle citazioni e ai versi; precisa ciò che si dà per scontato dell’unità precedente; ricorda da dove provengono le convenzioni tipografiche che l’unità insegna a rispettare; formula il problema che l’unità risolve, cioè che un testo battuto con le abitudini della macchina da scrivere compila senza errori e, tuttavia, è composto male; e mostra che queste convenzioni servono tanto alle scienze quanto alle discipline umanistiche.
Obiettivi di apprendimento
- Descrivere la sequenza dei contenuti dell’unità e spiegare che cosa ogni lezione apporta alla successiva.
- Riconoscere ciò che l’unità dà per scontato della precedente e ripassarlo, se occorre.
- Spiegare, con un esempio, perché un testo che compila senza errori può essere composto male.
- Riconoscere nelle diverse discipline le convenzioni di composizione del testo che l’unità insegna.
Valutazione d’ingresso
Prima di percorrere l’unità conviene misurare il punto di partenza. Questa valutazione è un’autovalutazione: non dà voti, e il suo unico scopo è orientare lo studio. Le sue prime due domande ripassano ciò che l’unità dà per scontato della precedente; le otto seguenti toccano, a due a due e in ordine, le quattro lezioni dell’unità. Chi non ha mai curato questi dettagli non deve aspettarsi di rispondere correttamente: ogni risposta, esatta o no, spiega il punto e indica la lezione che lo tratta. Le stesse abilità si misurano di nuovo alla fine, nella lezione di sintesi.
Prima di iniziare l’unità, misura il tuo punto di partenza. È un’autovalutazione breve: non riceve voto e il risultato resta solo nel tuo browser.
Domanda 1Dalle unità precedentiChe cosa stampa la riga
Uso \TeX per tutto.scritta così com’è nel corpo di un documento?Lo spazio che segue una parola di controllo non arriva al testo: il motore lo consuma leggendo il nome del comando.Il comando finisce senza errori sullo spazio; il problema è che lo consuma, ed è per questo che passa inosservato.La barra rovesciata non si stampa: inizia un comando, e\TeXè un comando noto, che stampa il logo.\TeXè una parola di controllo: il suo nome finisce al primo carattere che non è una lettera, e lo spazio che la segue viene consumato come segnale di quella fine. Si scrive\TeX{} pero\TeX\ per.Ripassare: Anatomia di un documento
Domanda 2Dalle unità precedentiNel testo di una relazione compare, scritto così com’è, il nome di file
dati_2024.csv. Che cosa succede compilando?Il trattino basso è uno dei dieci caratteri riservati: scritto così com’è, non si stampa.Questo lo farebbe il segno di percentuale, che inizia un commento; il trattino basso produce un errore.Il motore non sostituisce un carattere riservato con un altro: lo interpreta secondo la sua funzione, e qui quella funzione esiste solo nelle formule.Il trattino basso scrive pedici dentro le formule; nel testo, il motore suppone che manchi l’apertura di una formula. Si scrive\_, e l’unità dedicata alla struttura mostrerà modi più comodi di scrivere i nomi di file.Ripassare: Anatomia di un documento
Domanda 3Per separare i capoversi di un saggio, un autore termina ciascuno con
\\e continua a scrivere nella riga seguente, senza lasciare righe vuote. Che cosa ottiene?Non lo sono: la riga vuota termina il capoverso, e\\spezza soltanto una riga al suo interno. La differenza si vede nel rientro che manca.\\è un comando valido dentro un capoverso; il motore lo accetta, ed è per questo che la svista passa inosservata.\\non aggiunge spazio verticale né apre capoversi; forza soltanto l’a capo.\\spezza la riga dentro il capoverso; un capoverso nuovo si apre con una riga vuota, e allora la classe gli dà il suo rientro e la sua spaziatura. Se poi l’ultima riga di ogni passo resta corta, il log mostra di solito avvisi «Underfull».Ripassare: Capoversi, spazi e segni
Domanda 4Un lavoro scritto con LuaLaTeX e fontspec segue la convenzione editoriale che unisce gli estremi degli intervalli con la lineetta, più lunga del trattino. Come si scrive nel sorgente l’intervallo di pagine da 12 a 15?
Il trattino è il segno più corto; l’uso lo ammette negli intervalli, ma la convenzione che il lavoro segue chiede la lineetta.Tre trattini compongono il trattino lungo, il segno più lungo, che apre e chiude gli incisi e non si usa negli intervalli.La tilde è uno spazio che impedisce di andare a capo; tra i numeri comparirebbe uno spazio, non un segno.Con i caratteri di testo caricati da fontspec, due trattini di seguito diventano la lineetta; si può anche digitare direttamente il carattere Unicode. L’uso italiano ammette anche il trattino negli intervalli: ciò che conta è scegliere una convenzione e mantenerla.Ripassare: Capoversi, spazi e segni
Domanda 5In un saggio in italiano compare una breve frase latina, a metà di un capoverso. Come conviene marcarla, se babel dichiara già il latino come lingua secondaria?
\selectlanguageè una dichiarazione che cambia la lingua di tutto ciò che segue, non solo della frase; serve per passi lunghi, e bisognerebbe poi tornare all’italiano.Il corsivo è una decisione di forma; non dice al motore in che lingua è la frase, e le parole si sillaberebbero secondo le regole dell’italiano.babel non indovina la lingua: applica quella dichiarata, e senza marcatura la frase è trattata come italiano.\foreignlanguageha un argomento e il suo effetto si limita a esso: le parole latine si sillabano secondo le regole del latino, senza che il resto del capoverso cambi.Ripassare: Lingue e caratteri
Domanda 6Un preambolo contiene
\babelfont[ancientgreek]{rm}{GFS Didot}. Che cosa fa questa riga?Questo lo farebbe\setmainfont{GFS Didot}, o\babelfont{rm}{GFS Didot}senza lingua; le parentesi quadre limitano il cambio al greco antico.babel non traduce nulla: applica a ogni passo le convenzioni della lingua che gli si dichiara e, con questa riga, un carattere.Una riga del sorgente non installa nulla; il carattere deve essere già nella distribuzione o nel sistema, e se non c’è, la compilazione lo segnala.Con\babelfonte una lingua tra parentesi quadre, babel cambia carattere ogni volta che entra in quella lingua, per esempio dentro\foreignlanguage{ancientgreek}{…}. Così un carattere principale senza lettere greche può convivere con un altro che le ha.Ripassare: Lingue e caratteri
Domanda 7Dentro un passo che è già in corsivo, per esempio il titolo di un’opera, una parola è messa in risalto con
\emph. Come appare quella parola?Questo accadrebbe con\textit, che mette sempre il corsivo;\emphalterna con il contesto.\emphnon usa il grassetto; alterna tra il corsivo e il tondo secondo il testo che la circonda.Non c’è alcun errore: annidare enfasi è legittimo, e la classe decide come appare.\emphmarca un’enfasi, non un corsivo: in un testo in tondo mette il corsivo, e in uno in corsivo torna al tondo. Per questo dice che cosa è la parola e non come appare.Ripassare: Formattare con senso
Domanda 8Un autore scrive
Prima \large{grande} e dopo.a metà di un capoverso, pensando che solo «grande» cambierà dimensione. Che cosa succede?Così funzionerebbe un comando con argomento, come\textbf{…}; quelli di dimensione sono dichiarazioni.Non c’è errore: le graffe si leggono come un gruppo qualsiasi, e la svista passa inosservata.Un gruppo annulla ciò che si dichiara al suo interno, non ciò che si è dichiarato prima; qui la dichiarazione è fuori.Le graffe che seguono\largenon sono il suo argomento, ma un gruppo che viene dopo la dichiarazione; il cambio di dimensione è già avvenuto fuori di esso. Si scrive{\large grande}, o meglio un comando che dica che cosa è quella parola.Ripassare: Formattare con senso
Domanda 9Una citazione testuale di tre capoversi si compone separata dal testo principale. Quale ambiente di LaTeX le corrisponde?
quotenon rientra la prima riga dei capoversi, sicché in una citazione di più capoversi questi si distinguono male; è pensato per le citazioni brevi.Centrare non è citare:centercentra ogni riga e non rientra i margini come una citazione.Una citazione di tre capoversi non sta dentro un capoverso; le citazioni lunghe si compongono a parte, senza virgolette.Le classi di base offrono due ambienti:quote, per una citazione breve o una serie di citazioni brevi, senza rientro di capoverso, equotation, per citazioni di più capoversi, che conservano il loro rientro.Ripassare: Note, citazioni e versi
Domanda 10Nell’ambiente
verse, che compone poesie, come si separano i versi e le strofe?Una riga vuota apre un capoverso, che inverseè una strofa: ogni verso diventerebbe una strofa di un solo verso.Un a capo del sorgente vale come uno spazio: i versi si unirebbero in una sola riga continua.\newlinespezza la riga come\\, senza lo spazio che separa una strofa dall’altra; ciò che separa le strofe è la riga vuota.Dentroverse, un verso è una riga di un capoverso, e la strofa è il capoverso:\\spezza i versi, e la riga vuota apre la strofa successiva, con il suo spazio.Ripassare: Note, citazioni e versi
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