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Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione insegna a scrivere il testo corrente con la precisione che la composizione richiede. Distingue il capoverso, che si apre con una riga vuota o con \par, dal semplice a capo, \\ o \newline, e spiega perché un a capo non deve fare le veci di un capoverso. Presenta lo spazio verticale e la ragione per usarlo con moderazione; gli spazi orizzontali: lo spazio tra le parole, la tilde che impedisce di spezzare la riga, lo spazio sottile e lo spazio dopo il punto, che babel regola secondo la lingua; i quattro segni che la tastiera confonde in uno solo, il trattino, la lineetta, la lineetta lunga e il segno meno, con il loro uso nella tipografia italiana e in quella inglese; le virgolette, scritte direttamente o con csquotes; i puntini di sospensione; la scrittura diretta in Unicode che LuaLaTeX ammette; e i numeri, la cui virgola decimale, le cui migliaia e le cui percentuali richiedono, nel testo e nelle formule, attenzioni che conviene conoscere prima che sorprendano.

Obiettivi di apprendimento

  1. Separare i capoversi con righe vuote e riservare l’a capo ai casi in cui l’unità è la riga, e non il capoverso.
  2. Scegliere, per ogni coppia di parole o di cifre, tra lo spazio normale, la tilde, lo spazio sottile e l’assenza di spazio.
  3. Scrivere il trattino, la lineetta, la lineetta lunga e il segno meno dove corrispondono, secondo la convenzione tipografica della lingua.
  4. Comporre virgolette di più livelli in italiano, scritte direttamente o con \enquote, e i puntini di sospensione.
  5. Prevedere come LaTeX compone, in un documento italiano, i decimali, le migliaia e le percentuali nel testo e nelle formule, e scriverli in modo che il risultato sia quello dovuto.

Capoversi e a capo

Per LaTeX, il sorgente non si divide in righe, ma in capoversi. Un ritorno a capo nel sorgente equivale a uno spazio, e più spazi consecutivi equivalgono a uno; una riga vuota, invece, termina il capoverso, e più righe vuote consecutive equivalgono a una. Il comando \par fa esattamente lo stesso della riga vuota: anzi, il motore converte ogni riga vuota in un \par. All’interno di un capoverso, il motore decide dove termina ogni riga, considerando il capoverso intero, come si è visto nella prima lezione; tra un capoverso e l’altro, applica le regole della classe del documento: il rientro della prima riga, lo spazio verticale che li separa, la riluttanza a lasciare una riga sola in fondo o in cima a una pagina.

EsempioCapoversi in italiano

Il ritorno a capo dentro il primo capoverso del sorgente non compare nel risultato; le due righe vuote consecutive producono un solo cambio di capoverso, come \par.

Codice LaTeX
\documentclass{article}\usepackage{fontspec}\usepackage[italian]{babel}\begin{document}\section{Ipotesi}Il primo capoverso di una sezione non ha rientro,secondo l’impostazione predefinita di LaTeX.​Una riga vuota apre un nuovo capoverso.​​Due righe vuote, ugualmente uno solo.\par Il comando par fa lo stesso.\end{document}
Risultato
Risultato

L’assenza di rientro nel primo capoverso dopo il titolo è la convenzione angloamericana, che LaTeX segue per impostazione predefinita e che babel mantiene per l’italiano. Altre lingue rientrano anche quel capoverso, e babel applica la loro convenzione quando si sceglie la lingua: con \usepackage[french]{babel} o \usepackage[spanish]{babel}, il primo capoverso si compone con il suo rientro. Chi lo vuole anche in italiano carica il pacchetto indentfirst.

L’a capo, \\ o il suo equivalente \newline, termina la riga in quel punto senza terminare il capoverso: la riga seguente appartiene allo stesso capoverso, comincia senza rientro e non si separa dalla precedente. La forma \\[6pt] aggiunge uno spazio verticale sotto la riga interrotta, e la forma \\*, come si è visto nella lezione sull’anatomia di un documento, impedisce inoltre che la pagina si interrompa in quel punto.

EsempioTre a capo in un capoverso
Codice LaTeX
\documentclass{article}\usepackage{fontspec}\usepackage[italian]{babel}\begin{document}Prima riga di un capoverso,\\seconda riga dello stesso capoverso,\newlineterza riga,\\[6pt]e una quarta, dopo uno spazio aggiuntivo.​Un vero capoverso comincia con il suo rientro.\end{document}
Risultato
Risultato

Ora, l’a capo non è un capoverso, e usarlo come tale è l’errore di composizione più frequente di chi arriva da un programma di videoscrittura. Le ragioni sono tre. Prima: la forma dei capoversi la decide la classe, e un documento che separa i suoi capoversi con degli a capo non ne ha, per il motore, che uno solo; se poi si cambia classe, o si chiede più spazio tra i capoversi, i capoversi veri cambiano e quelli falsi no. Seconda: le regole che proteggono il capoverso, come quella che evita di lasciare una riga isolata in fondo alla pagina, non si applicano a ciò che non è un capoverso. Terza: gli a capo che servono a lasciare righe vuote producono avvisi di scatola con la massima misura di difetto, e un a capo all’inizio di un capoverso è un errore. L’a capo ha i suoi usi legittimi, quelli in cui l’unità è la riga: i versi, le righe di un indirizzo o quelle di un titolo composto a mano.