Riepilogo
Questa lezione costruisce, da zero, il linguaggio in cui saranno scritte tutte le formule del corso. Introduce anzitutto l’indispensabile sugli insiemi (appartenenza, insiemi dati per elencazione e per comprensione, inclusione e unione) e lo applica alle stringhe di simboli: la loro lunghezza, la loro concatenazione e i loro prefissi, e il conteggio delle stringhe che si possono scrivere con due simboli. Sull’alfabeto di due simboli, il cerchio e il disco, definisce la lingua di base: infinite variabili, una sola regola di formazione e una clausola di chiusura, da cui si ricava un principio per dimostrare proprietà di tutte le formule. Mostra poi come decidere se una stringa è una formula, enuncia la leggibilità unica e, infine, costruisce sulla lingua di base il metalinguaggio con cui si lavorerà d’ora in poi: metavariabili, la negazione congiunta scritta con le parentesi e le abbreviazioni ufficiali degli altri connettivi, con la loro lettura in italiano.
Obiettivi di apprendimento
- Descrivere insiemi di stringhe per elencazione e per comprensione, e decidere relazioni di appartenenza, di inclusione e di unione tra di essi.
- Contare le stringhe di una lunghezza data e quelle di lunghezza limitata su un alfabeto di due simboli.
- Decidere se una stringa di cerchi e dischi è una formula e, quando lo è, ricostruire il modo in cui è stata formata.
- Dimostrare che tutte le formule hanno una proprietà mediante il principio di chiusura, e usare tali proprietà per scartare stringhe.
- Distinguere il linguaggio oggetto dal metalinguaggio, sviluppare un’abbreviazione fino alla stringa della lingua di base e leggere le formule in italiano.
Ciò che serve degli insiemi
Un linguaggio formale è, anzitutto, una collezione di stringhe di simboli: se le cose stanno così, per parlarne con precisione serve un vocabolario per le collezioni. Quel vocabolario è quello degli insiemi, dal quale questa lezione prende solo ciò che il corso userà. Un insieme è una collezione di oggetti, detti suoi elementi, che risulta determinata da essi: due insiemi con gli stessi elementi sono lo stesso insieme. Che un oggetto sia elemento dell’insieme si scrive e si legge « appartiene ad »; che non lo sia si scrive .
Un insieme si può dare in due modi. Per elencazione, nominando uno per uno i suoi elementi tra parentesi graffe, senza che contino l’ordine né le ripetizioni; e per comprensione, enunciando la condizione che soddisfano i suoi elementi e soltanto essi, con due punti che si leggono «tali che». Così, i naturali minori di formano l’insieme
Una variante della comprensione, molto frequente in ciò che segue, descrive gli elementi mediante la forma che hanno: è l’insieme dei numeri della forma con naturale, cioè quello dei pari. Un insieme dato per elencazione è necessariamente finito; per comprensione si possono dare anche insiemi infiniti, come quello dei pari.
Si dice che è incluso in , e si scrive , quando ogni elemento di è elemento di . Ne segue che due insiemi sono uguali se e solo se ciascuno è incluso nell’altro, perché allora hanno gli stessi elementi; e questo è, in effetti, il modo abituale di dimostrare un’uguaglianza di insiemi: provare le due inclusioni. Infine, l’unione è l’insieme degli oggetti che appartengono ad , a o a entrambi; donde ciascuno dei due insiemi è incluso nella loro unione.
Siano , e . Si ha e ; inoltre, , perché ogni elemento di è il doppio di un naturale, mentre non è incluso in , perché e . L’unione di e è : il , che sta in entrambi, compare una sola volta.
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