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Topos Uranos

Il linguaggio della logica proposizionale

Riepilogo

Questa lezione costruisce, da zero, il linguaggio in cui saranno scritte tutte le formule del corso. Introduce anzitutto l’indispensabile sugli insiemi (appartenenza, insiemi dati per elencazione e per comprensione, inclusione e unione) e lo applica alle stringhe di simboli: la loro lunghezza, la loro concatenazione e i loro prefissi, e il conteggio delle stringhe che si possono scrivere con due simboli. Sull’alfabeto di due simboli, il cerchio e il disco, definisce la lingua di base: infinite variabili, una sola regola di formazione e una clausola di chiusura, da cui si ricava un principio per dimostrare proprietà di tutte le formule. Mostra poi come decidere se una stringa è una formula, enuncia la leggibilità unica e, infine, costruisce sulla lingua di base il metalinguaggio con cui si lavorerà d’ora in poi: metavariabili, la negazione congiunta scritta con le parentesi e le abbreviazioni ufficiali degli altri connettivi, con la loro lettura in italiano.

Obiettivi di apprendimento

  1. Descrivere insiemi di stringhe per elencazione e per comprensione, e decidere relazioni di appartenenza, di inclusione e di unione tra di essi.
  2. Contare le stringhe di una lunghezza data e quelle di lunghezza limitata su un alfabeto di due simboli.
  3. Decidere se una stringa di cerchi e dischi è una formula e, quando lo è, ricostruire il modo in cui è stata formata.
  4. Dimostrare che tutte le formule hanno una proprietà mediante il principio di chiusura, e usare tali proprietà per scartare stringhe.
  5. Distinguere il linguaggio oggetto dal metalinguaggio, sviluppare un’abbreviazione fino alla stringa della lingua di base e leggere le formule in italiano.

Ciò che serve degli insiemi

Un linguaggio formale è, anzitutto, una collezione di stringhe di simboli: se le cose stanno così, per parlarne con precisione serve un vocabolario per le collezioni. Quel vocabolario è quello degli insiemi, dal quale questa lezione prende solo ciò che il corso userà. Un insieme è una collezione di oggetti, detti suoi elementi, che risulta determinata da essi: due insiemi con gli stessi elementi sono lo stesso insieme. Che un oggetto aa sia elemento dell’insieme AA si scrive a∈Aa \in A e si legge «aa appartiene ad AA»; che non lo sia si scrive a∉Aa \notin A.

Un insieme si può dare in due modi. Per elencazione, nominando uno per uno i suoi elementi tra parentesi graffe, senza che contino l’ordine né le ripetizioni; e per comprensione, enunciando la condizione che soddisfano i suoi elementi e soltanto essi, con due punti che si leggono «tali che». Così, i naturali minori di 55 formano l’insieme

{1,2,3,4}={n∈N:n<5}\{1, 2, 3, 4\} = \{ n \in \mathbb{N} : n < 5 \}

Una variante della comprensione, molto frequente in ciò che segue, descrive gli elementi mediante la forma che hanno: {2n:n∈N}\{ 2n : n \in \mathbb{N} \} è l’insieme dei numeri della forma 2n2n con nn naturale, cioè quello dei pari. Un insieme dato per elencazione è necessariamente finito; per comprensione si possono dare anche insiemi infiniti, come quello dei pari.

Si dice che AA è incluso in BB, e si scrive A⊆BA \subseteq B, quando ogni elemento di AA è elemento di BB. Ne segue che due insiemi sono uguali se e solo se ciascuno è incluso nell’altro, perché allora hanno gli stessi elementi; e questo è, in effetti, il modo abituale di dimostrare un’uguaglianza di insiemi: provare le due inclusioni. Infine, l’unione A∪BA \cup B è l’insieme degli oggetti che appartengono ad AA, a BB o a entrambi; donde ciascuno dei due insiemi è incluso nella loro unione.

EsempioAppartenenza, inclusione e unione

Siano A={1,2,3}A = \{1, 2, 3\}, B={2,4,6,8}B = \{2, 4, 6, 8\} e P={2n:n∈N}P = \{ 2n : n \in \mathbb{N} \}. Si ha 2∈A2 \in A e 4∉A4 \notin A; inoltre, B⊆PB \subseteq P, perché ogni elemento di BB è il doppio di un naturale, mentre AA non è incluso in PP, perché 1∈A1 \in A e 1∉P1 \notin P. L’unione di AA e BB è {1,2,3,4,6,8}\{1, 2, 3, 4, 6, 8\}: il 22, che sta in entrambi, compare una sola volta.