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Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione deduce dalla definizione di limite le regole che permettono di calcolare limiti senza cercare ogni volta un δ\delta. Le dimostrazioni sono ordinate in modo che ciascuna sfrutti quelle che la precedono: tre lemmi, dimostrati con epsilon e delta, riducono ogni regola a una disuguaglianza, e con essi si ottengono i limiti della somma, del prodotto, del reciproco e del quoziente. Ne seguono quelli dei polinomi e delle funzioni razionali, che giustificano la sostituzione diretta; poi quelli delle radici e delle potenze a esponente razionale, e il teorema del limite di una composizione, che giustifica il cambio di variabile. La lezione si chiude con ciò che le regole non dicono: quando un quoziente non ha limite finito e perché le regole non valgono in senso inverso. I problemi risolvono forme 00\frac{0}{0} scomponendo, razionalizzando e cambiando variabile, e determinano costanti affinché un limite esista.

Obiettivi di apprendimento

  1. Dimostrare con epsilon e delta il criterio di maggiorazione e dedurne i limiti della somma, del prodotto, del reciproco e del quoziente.
  2. Dimostrare i limiti dei polinomi, delle funzioni razionali, delle radici e delle potenze a esponente razionale, e applicare la sostituzione diretta con le sue condizioni.
  3. Dimostrare il teorema del limite di una composizione, riconoscere la necessità delle sue ipotesi e applicarlo come cambio di variabile.
  4. Calcolare limiti della forma 00\frac{0}{0} scomponendo, razionalizzando o cambiando variabile, e dimostrare quando un quoziente non ha limite finito.

Il piano delle dimostrazioni

Nella lezione sul limite di funzioni di una variabile reale si è dimostrato con la definizione che lim⁡x→3x2=9\lim_{x \to 3} x^2 = 9, e il lavoro è consistito nel maggiorare ∣x2−9∣\abs{x^2 - 9} con un multiplo di ∣x−3∣\abs{x - 3}. Tutte le regole di questa lezione hanno questa stessa forma: per dimostrare che una funzione FF tende a KK, si maggiora la distanza ∣F(x)−K∣\abs{F(x) - K} con un multiplo di distanze di cui già si sa che diventano piccole. Se è così, conviene dimostrare una volta sola, con epsilon e delta, che una tale maggiorazione basta; dopo, ogni regola si riduce a trovare la disuguaglianza adeguata, e nessun ragionamento epsilon-delta si ripete.

In tutta la lezione, ff e gg sono funzioni reali definite in uno stesso insieme AA, il punto aa è di accumulazione per AA e, quando si dice che f(x)f(x) soddisfa qualcosa «vicino ad aa», si intende che esiste un r>0r > 0 tale che ogni xx di AA con 0<∣x−a∣<r0 < \abs{x - a} < r lo soddisfa. Della lezione che precede si usano la definizione, l’unicità del limite, i limiti della costante e dell’identità, il lemma secondo cui il limite dipende solo dai valori vicini al punto, e la limitatezza locale con la permanenza del segno.