Vai al contenuto
Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione estende le potenze agli esponenti razionali mediante la radice principale, dimostra che la definizione non dipende dalla frazione con cui si scrive l’esponente e che le proprietà delle potenze a esponente intero continuano a valere. Stabilisce poi le proprietà dei radicali con le loro ipotesi sul segno, caratterizza l’errore di distribuire una radice su una somma e insegna le tecniche di calcolo con i radicali: il trasporto di fattori fuori dal segno di radice, la razionalizzazione dei denominatori con i coniugati e con la differenza di cubi, il confronto di numeri senza calcolatrice e la semplificazione dei radicali doppi.

Obiettivi di apprendimento

  1. Definire la potenza a esponente razionale di una base positiva, giustificare che non dipende dalla frazione scelta e applicarne le proprietà.
  2. Enunciare le proprietà dei radicali con le loro ipotesi sul segno, in particolare ann=∣a∣\sqrt[n]{a^n} = \abs{a} per indice pari, e riconoscere gli errori tipici.
  3. Semplificare radicali e razionalizzare denominatori monomi, binomi e con radici cubiche.
  4. Confrontare numeri con radicali elevandoli a potenze adeguate, e semplificare radicali doppi quando è possibile.

Potenze a esponente razionale

Nella lezione sugli insiemi numerici si sono definite le potenze a esponente intero e la radice principale: per un naturale n≥2n \geq 2 e un reale b≥0b \geq 0, il numero bn\sqrt[n]{b} è l’unico reale non negativo la cui potenza nn-esima è bb. Lì si sono dimostrate, per basi razionali, le proprietà delle potenze a esponente intero; le loro dimostrazioni usano solo le proprietà della somma e del prodotto, sicché valgono ugualmente per basi reali. Lì si è dimostrata anche l’unicità della radice principale, da cui dipende tutto ciò che segue, e se ne è ammessa l’esistenza, che è conseguenza della completezza dei reali e si è dimostrata nella lezione sulla retta reale.

Potenze e radici sono operazioni inverse, e conviene riunirle in un’unica notazione. Se la proprietà della potenza di una potenza deve valere anche per esponenti frazionari, il numero a1qa^{\frac{1}{q}} deve soddisfare (a1q)q=a1=a\left(a^{\frac{1}{q}}\right)^q = a^1 = a; cioè deve essere una radice qq-esima di aa, e la scelta naturale è quella principale. Allo stesso modo, apqa^{\frac{p}{q}} deve essere la potenza pp-esima di a1qa^{\frac{1}{q}}, oppure la radice qq-esima di apa^p. Questa osservazione non dimostra nulla, perché presuppone le proprietà che si vogliono ottenere; suggerisce soltanto la definizione.

Definizione (potenza a esponente razionale). Siano a>0a > 0 un reale, pp un intero e qq un naturale. La potenza a esponente razionale apqa^{\frac{p}{q}} è la radice qq-esima principale di apa^p. Per q=1q = 1 si intende che la radice di indice 11 di un numero è il numero stesso, sicché la definizione coincide con quella della potenza a esponente intero.
apq=apqa^{\frac{p}{q}} = \sqrt[q]{a^p}

La radice esiste perché apa^p è positivo, ed è positiva per la stessa ragione: se fosse nulla, lo sarebbe anche la sua potenza qq-esima. Per esempio, 823=643=48^{\frac{2}{3}} = \sqrt[3]{64} = 4 e 27−13=1273=1327^{-\frac{1}{3}} = \sqrt[3]{\frac{1}{27}} = \frac{1}{3}. Nel primo esempio si ottiene lo stesso risultato estraendo prima la radice ed elevando poi, perché (83)2=22=4\left(\sqrt[3]{8}\right)^2 = 2^2 = 4; l’ordine delle due operazioni è indifferente.

LemmaRadice di una potenza

Per ogni reale a>0a > 0, ogni intero pp e ogni naturale qq, la radice qq-esima di apa^p è la potenza pp-esima della radice qq-esima di aa.

apq=(aq)p\sqrt[q]{a^p} = \left(\sqrt[q]{a}\right)^p

Si verifica che il secondo membro ha il segno e la potenza che caratterizzano il primo, e si applica l’unicità della radice principale. La figura accompagna il ragionamento con a=2a = 2, q=2q = 2 e p=3p = 3: la curva y=tqy = t^q cresce sui positivi e taglia una sola volta ogni retta orizzontale di altezza positiva.

Dimostrazione

  1. r=aq,r>0,rq=ar = \sqrt[q]{a}, \quad r > 0, \quad \dato{rq}{r^q = a}

    Se q=1q = 1, entrambi i membri sono apa^p. Se q≥2q \geq 2, sia rr la radice qq-esima principale di aa: è positivo, perché se fosse nullo lo sarebbe anche aa, e la sua potenza qq-esima è aa.

  2. rp>0\dato{pos}{r^p > 0}

    Il numero rpr^p è positivo, perché ogni potenza a esponente intero di un positivo lo è: se pp è naturale, per l’assioma del prodotto; se p=0p = 0, vale 11; e se pp è negativo, è l’inverso di un positivo.

  3. (rp)q=rpq=(rq)p=ap\left(r^p\right)^q = r^{pq} = \left(\resaltar{r^q}\right)^p = \dato{ap}{\resaltar{a^p}}

    Per la proprietà della potenza di una potenza a esponente intero, applicata nei due ordini, la potenza qq-esima di rpr^p è apa^p.

  4. apq=rp=(aq)p\sqrt[q]{a^p} = \resaltar{r^p} = \left(\sqrt[q]{a}\right)^p

    Così rpr^p è un numero positivo la cui potenza qq-esima è apa^p. Per l’unicità della radice principale, è la radice qq-esima di apa^p.

La definizione non dipende dalla frazione

Uno stesso razionale si scrive con molte frazioni: 12=24=36\frac{1}{2} = \frac{2}{4} = \frac{3}{6}. La definizione precedente è formulata con una frazione concreta, e nulla garantisce in anticipo che due scritture dello stesso esponente diano lo stesso numero; per esempio, 212=22^{\frac{1}{2}} = \sqrt{2}, mentre 224=442^{\frac{2}{4}} = \sqrt[4]{4}. Se dessero numeri diversi, il simbolo axa^x non avrebbe senso per un razionale xx, ma solo per ciascuna delle sue frazioni.

TeoremaIndipendenza dalla frazione

Sia a>0a > 0. Se pp e rr sono interi, qq e ss sono naturali e pq=rs\frac{p}{q} = \frac{r}{s}, allora apq=ars\sqrt[q]{a^p} = \sqrt[s]{a^r}. L’idea è elevare i due numeri alla potenza qsqs, che elimina entrambe le radici, e applicare l’unicità della radice principale. La figura accompagna il ragionamento con a=2a = 2, pq=12\frac{p}{q} = \frac{1}{2} e rs=24\frac{r}{s} = \frac{2}{4}: ogni potenza è una curva crescente, che taglia una sola volta ogni retta orizzontale.

Dimostrazione

  1. u=apq,v=ars,uq=ap,vs=aru = \sqrt[q]{a^p}, \quad v = \sqrt[s]{a^r}, \quad \dato{du}{u^q = a^p}, \quad \dato{dv}{v^s = a^r}

    Chiamiamo uu e vv i numeri dati dalle due scritture. Entrambi sono positivi e, per la definizione di radice, soddisfano le uguaglianze seguenti.

  2. uqs=(uq)s=(ap)s=apsu^{qs} = \left(\resaltar{u^q}\right)^s = \left(a^p\right)^s = \dato{pu}{\resaltar{a^{ps}}}

    Eleviamo uu alla potenza qsqs con la proprietà della potenza di una potenza, e sostituiamo uqu^q con il suo valore.

  3. vqs=(vs)q=(ar)q=arqv^{qs} = \left(\resaltar{v^s}\right)^q = \left(a^r\right)^q = \dato{pv}{\resaltar{a^{rq}}}

    Allo stesso modo con vv, raggruppando prima l’esponente ss.

  4. pq=rs↔ps=qr\frac{p}{q} = \frac{r}{s} \leftrightarrow \dato{cr}{\resaltar{ps = qr}}

    Le frazioni sono uguali, il che significa che i loro prodotti incrociati coincidono.

  5. uqs=aps=aqr=vqsu^{qs} = a^{\resaltar{ps}} = a^{\resaltar{qr}} = v^{qs}

    Ne segue che uu e vv hanno la stessa potenza di indice qsqs.

  6. apq=ars\sqrt[q]{a^p} = \sqrt[s]{a^r}

    Se qs=1qs = 1, questo dice che u=vu = v. Se qs≥2qs \geq 2, uu e vv sono due numeri positivi con la stessa potenza di esponente qsqs, e per l’unicità della radice principale sono uguali.

Pertanto, per ogni razionale xx il numero axa^x è ben definito: si scrive xx come frazione in un modo qualsiasi e il risultato è sempre lo stesso. In particolare, ogni esponente razionale può essere scritto con denominatore naturale, e due esponenti possono essere scritti con un denominatore comune, il che si usa nelle dimostrazioni seguenti.

L’ipotesi a>0a > 0 non è un capriccio. Con base negativa, la radice di indice dispari esiste, ma il risultato dipenderebbe dalla frazione: −83=−2\sqrt[3]{-8} = -2, mentre (−8)26=646=2\sqrt[6]{(-8)^2} = \sqrt[6]{64} = 2, benché 13=26\frac{1}{3} = \frac{2}{6}. Per questo non si definiscono potenze a esponente razionale con base negativa, e per i numeri negativi si scrive la radice, come −83\sqrt[3]{-8}. Con base nulla si definisce 0x=00^x = 0 per ogni razionale x>0x > 0, e non si definiscono esponenti negativi né nulli.

Le proprietà degli esponenti razionali

Assicurata la definizione, si verifica che le proprietà delle potenze a esponente intero continuano a valere.

TeoremaLe proprietà degli esponenti razionali

Per tutti i reali a>0a > 0 e b>0b > 0 e tutti i razionali xx e yy valgono ax⋅ay=ax+ya^x \cdot a^y = a^{x + y}, (ax)y=axy\left(a^x\right)^y = a^{xy} e (ab)x=ax⋅bx(ab)^x = a^x \cdot b^x. Di conseguenza, anche a−x=1axa^{-x} = \frac{1}{a^x} e axay=ax−y\frac{a^x}{a^y} = a^{x - y}. Si dimostrano le prime due proprietà; la terza segue dalla proprietà del prodotto di radicali, nella sezione successiva. La figura mostra i valori 2k62^{\frac{k}{6}}: ciascuno è il precedente moltiplicato per 26\sqrt[6]{2}, e gli esponenti si sommano come i gradini di una scala.

Dimostrazione

  1. x=pq,y=rq,u=aq,ax=up,ay=urx = \frac{p}{q}, \quad y = \frac{r}{q}, \quad u = \sqrt[q]{a}, \quad \dato{lx}{a^x = u^p}, \quad \dato{ly}{a^y = u^r}

    Prodotto. Scriviamo xx e yy con un denominatore comune qq, il che è lecito per il teorema precedente, e chiamiamo uu la radice qq-esima di aa. Per il lemma della radice di una potenza, entrambe le potenze sono potenze intere di uu.

  2. ax⋅ay=up⋅ur=up+r=ap+rq=ax+ya^x \cdot a^y = \resaltar{u^p \cdot u^r} = u^{p + r} = \resaltar{a^{\frac{p + r}{q}}} = a^{x + y}

    Per la proprietà del prodotto a esponente intero, gli esponenti si sommano; e di nuovo per il lemma, il risultato è ax+ya^{x + y}, perché x+y=p+rqx + y = \frac{p + r}{q}.

  3. (ax)y=(up)rs=uprs=w\left(a^x\right)^y = \sqrt[s]{\left(\resaltar{u^p}\right)^r} = \dato{w}{\resaltar{\sqrt[s]{u^{pr}}}} = w

    Potenza di una potenza. Ora x=pqx = \frac{p}{q} e y=rsy = \frac{r}{s}, e di nuovo ax=upa^x = u^p con u=aqu = \sqrt[q]{a}. Per la definizione, (ax)y\left(a^x\right)^y è la radice ss-esima di (up)r\left(u^p\right)^r; chiamiamo ww questo numero positivo.

  4. wqs=(ws)q=(upr)q=(uq)pr=aprw^{qs} = \left(\resaltar{w^s}\right)^q = \left(u^{pr}\right)^q = \left(\resaltar{u^q}\right)^{pr} = \dato{wp}{a^{pr}}

    Eleviamo ww alla potenza qsqs, raggruppando prima l’esponente ss, che annulla la radice, e poi l’esponente qq, con uq=au^q = a.

  5. (ax)y=w=aprqs=aprqs=axy\left(a^x\right)^y = w = \sqrt[qs]{\resaltar{a^{pr}}} = \resaltar{a^{\frac{pr}{qs}}} = a^{xy}

    Per l’unicità della radice principale, ww è la radice di indice qsqs di apra^{pr}, che è la potenza di esponente prqs=xy\frac{pr}{qs} = xy.

Dalla prima proprietà seguono le conseguenze: poiché ax⋅a−x=a0=1a^x \cdot a^{-x} = a^0 = 1, il numero a−xa^{-x} è l’inverso di axa^x, e allora axay=ax⋅a−y=ax−y\frac{a^x}{a^y} = a^x \cdot a^{-y} = a^{x - y}. Le proprietà permettono di calcolare con esponenti razionali come con quelli interi. Per esempio:

2⋅23=212⋅213=256=326,(2)23=212⋅23=23\sqrt{2} \cdot \sqrt[3]{2} = 2^{\frac{1}{2}} \cdot 2^{\frac{1}{3}} = 2^{\frac{5}{6}} = \sqrt[6]{32}, \qquad \left(\sqrt{2}\right)^{\frac{2}{3}} = 2^{\frac{1}{2} \cdot \frac{2}{3}} = \sqrt[3]{2}

Potenze a esponente razionale e ordine

Nella lezione sugli insiemi numerici si è dimostrato, e nella lezione sulla retta reale si è applicato alle disuguaglianze, che le potenze a esponente naturale conservano l’ordine dei numeri non negativi: se 0≤u<v0 \leq u < v, allora un<vnu^n < v^n. Le potenze a esponente razionale ereditano questa proprietà rispetto alla base, e ne aggiungono un’altra rispetto all’esponente, il cui verso dipende dal fatto che la base sia maggiore o minore di 11.

LemmaLa monotonia delle potenze razionali

Siano x<yx < y razionali. Se a>1a > 1, allora ax<aya^x < a^y; se 0<a<10 < a < 1, allora ax>aya^x > a^y. Inoltre, se x>0x > 0 e 0<s<t0 < s < t, allora sx<txs^x < t^x. La figura mostra i grafici di y=t13y = t^{\frac{1}{3}}, y=t12y = t^{\frac{1}{2}} e y=t32y = t^{\frac{3}{2}} per t>0t > 0: a destra di t=1t = 1 l’esponente maggiore dà il valore maggiore, a sinistra accade il contrario, e in t=1t = 1 le tre curve si incrociano.

Dimostrazione

  1. x=pq,y=rq,p<r,u>1x = \frac{p}{q}, \quad y = \frac{r}{q}, \quad p < r, \quad \dato{u1}{u > 1}

    Sia a>1a > 1. Scriviamo xx e yy con un denominatore comune qq, e sia u=aqu = \sqrt[q]{a}. Allora u>1u > 1: se fosse u≤1u \leq 1, per la monotonia delle potenze si avrebbe uq≤1u^q \leq 1, contro uq=a>1u^q = a > 1.

  2. ay=ur=up⋅ur−p>up=axa^y = u^r = \resaltar{u^p \cdot u^{r - p}} > \resaltar{u^p} = a^x

    Poiché r−pr - p è naturale, ur−p>1r−p=1u^{r - p} > 1^{r - p} = 1, e moltiplicare per il positivo upu^p conserva la disuguaglianza.

  3. 1ax<1ay→ax>ay\frac{1}{a^x} < \frac{1}{a^y} \rightarrow \resaltar{a^x > a^y}

    Se 0<a<10 < a < 1, il suo inverso è maggiore di 11, e per quanto precede (1a)x<(1a)y\left(\frac{1}{a}\right)^x < \left(\frac{1}{a}\right)^y. Poiché (1a)x=1ax\left(\frac{1}{a}\right)^x = \frac{1}{a^x} per le proprietà delle potenze, prendendo gli inversi di due positivi la disuguaglianza si inverte.

  4. 1x=11^x = 1

    Se a=1a = 1, tutte le sue potenze valgono 11, perché le radici e le potenze di 11 sono 11. Per questo i tre grafici passano per il punto (1,1)(1, 1).

  5. 0<s<t→sp<tp→spq<tpq0 < s < t \rightarrow \resaltar{s^p < t^p} \rightarrow \resaltar{\sqrt[q]{s^p} < \sqrt[q]{t^p}}

    Per la monotonia rispetto alla base, sia x=pqx = \frac{p}{q} con pp naturale. Da s<ts < t segue sp<tps^p < t^p; e se fosse spq≥tpq\sqrt[q]{s^p} \geq \sqrt[q]{t^p}, elevando alla qq risulterebbe sp≥tps^p \geq t^p, il che è falso.

I grafici delle funzioni potenza si studieranno in dettaglio nella lezione sulle funzioni algebriche; qui bastano le due monotonie, che si useranno per confrontare numeri.