Riepilogo
Questa lezione estende le potenze agli esponenti razionali mediante la radice principale, dimostra che la definizione non dipende dalla frazione con cui si scrive l’esponente e che le proprietà delle potenze a esponente intero continuano a valere. Stabilisce poi le proprietà dei radicali con le loro ipotesi sul segno, caratterizza l’errore di distribuire una radice su una somma e insegna le tecniche di calcolo con i radicali: il trasporto di fattori fuori dal segno di radice, la razionalizzazione dei denominatori con i coniugati e con la differenza di cubi, il confronto di numeri senza calcolatrice e la semplificazione dei radicali doppi.
Obiettivi di apprendimento
- Definire la potenza a esponente razionale di una base positiva, giustificare che non dipende dalla frazione scelta e applicarne le proprietà.
- Enunciare le proprietà dei radicali con le loro ipotesi sul segno, in particolare per indice pari, e riconoscere gli errori tipici.
- Semplificare radicali e razionalizzare denominatori monomi, binomi e con radici cubiche.
- Confrontare numeri con radicali elevandoli a potenze adeguate, e semplificare radicali doppi quando è possibile.
Potenze a esponente razionale
Nella lezione sugli insiemi numerici si sono definite le potenze a esponente intero e la radice principale: per un naturale e un reale , il numero è l’unico reale non negativo la cui potenza -esima è . Lì si sono dimostrate, per basi razionali, le proprietà delle potenze a esponente intero; le loro dimostrazioni usano solo le proprietà della somma e del prodotto, sicché valgono ugualmente per basi reali. Lì si è dimostrata anche l’unicità della radice principale, da cui dipende tutto ciò che segue, e se ne è ammessa l’esistenza, che è conseguenza della completezza dei reali e si è dimostrata nella lezione sulla retta reale.
Potenze e radici sono operazioni inverse, e conviene riunirle in un’unica notazione. Se la proprietà della potenza di una potenza deve valere anche per esponenti frazionari, il numero deve soddisfare ; cioè deve essere una radice -esima di , e la scelta naturale è quella principale. Allo stesso modo, deve essere la potenza -esima di , oppure la radice -esima di . Questa osservazione non dimostra nulla, perché presuppone le proprietà che si vogliono ottenere; suggerisce soltanto la definizione.
Definizione (potenza a esponente razionale). Siano un reale, un intero e un naturale. La potenza a esponente razionale è la radice -esima principale di . Per si intende che la radice di indice di un numero è il numero stesso, sicché la definizione coincide con quella della potenza a esponente intero.
La radice esiste perché è positivo, ed è positiva per la stessa ragione: se fosse nulla, lo sarebbe anche la sua potenza -esima. Per esempio, e . Nel primo esempio si ottiene lo stesso risultato estraendo prima la radice ed elevando poi, perché ; l’ordine delle due operazioni è indifferente.
Per ogni reale , ogni intero e ogni naturale , la radice -esima di è la potenza -esima della radice -esima di .
Si verifica che il secondo membro ha il segno e la potenza che caratterizzano il primo, e si applica l’unicità della radice principale. La figura accompagna il ragionamento con , e : la curva cresce sui positivi e taglia una sola volta ogni retta orizzontale di altezza positiva.
Dimostrazione
Se , entrambi i membri sono . Se , sia la radice -esima principale di : è positivo, perché se fosse nullo lo sarebbe anche , e la sua potenza -esima è .
Il numero è positivo, perché ogni potenza a esponente intero di un positivo lo è: se è naturale, per l’assioma del prodotto; se , vale ; e se è negativo, è l’inverso di un positivo.
Per la proprietà della potenza di una potenza a esponente intero, applicata nei due ordini, la potenza -esima di è .
Così è un numero positivo la cui potenza -esima è . Per l’unicità della radice principale, è la radice -esima di .
La definizione non dipende dalla frazione
Uno stesso razionale si scrive con molte frazioni: . La definizione precedente è formulata con una frazione concreta, e nulla garantisce in anticipo che due scritture dello stesso esponente diano lo stesso numero; per esempio, , mentre . Se dessero numeri diversi, il simbolo non avrebbe senso per un razionale , ma solo per ciascuna delle sue frazioni.
Sia . Se e sono interi, e sono naturali e , allora . L’idea è elevare i due numeri alla potenza , che elimina entrambe le radici, e applicare l’unicità della radice principale. La figura accompagna il ragionamento con , e : ogni potenza è una curva crescente, che taglia una sola volta ogni retta orizzontale.
Dimostrazione
Chiamiamo e i numeri dati dalle due scritture. Entrambi sono positivi e, per la definizione di radice, soddisfano le uguaglianze seguenti.
Eleviamo alla potenza con la proprietà della potenza di una potenza, e sostituiamo con il suo valore.
Allo stesso modo con , raggruppando prima l’esponente .
Le frazioni sono uguali, il che significa che i loro prodotti incrociati coincidono.
Ne segue che e hanno la stessa potenza di indice .
Se , questo dice che . Se , e sono due numeri positivi con la stessa potenza di esponente , e per l’unicità della radice principale sono uguali.
Pertanto, per ogni razionale il numero è ben definito: si scrive come frazione in un modo qualsiasi e il risultato è sempre lo stesso. In particolare, ogni esponente razionale può essere scritto con denominatore naturale, e due esponenti possono essere scritti con un denominatore comune, il che si usa nelle dimostrazioni seguenti.
L’ipotesi non è un capriccio. Con base negativa, la radice di indice dispari esiste, ma il risultato dipenderebbe dalla frazione: , mentre , benché . Per questo non si definiscono potenze a esponente razionale con base negativa, e per i numeri negativi si scrive la radice, come . Con base nulla si definisce per ogni razionale , e non si definiscono esponenti negativi né nulli.
Le proprietà degli esponenti razionali
Assicurata la definizione, si verifica che le proprietà delle potenze a esponente intero continuano a valere.
Per tutti i reali e e tutti i razionali e valgono , e . Di conseguenza, anche e . Si dimostrano le prime due proprietà; la terza segue dalla proprietà del prodotto di radicali, nella sezione successiva. La figura mostra i valori : ciascuno è il precedente moltiplicato per , e gli esponenti si sommano come i gradini di una scala.
Dimostrazione
Prodotto. Scriviamo e con un denominatore comune , il che è lecito per il teorema precedente, e chiamiamo la radice -esima di . Per il lemma della radice di una potenza, entrambe le potenze sono potenze intere di .
Per la proprietà del prodotto a esponente intero, gli esponenti si sommano; e di nuovo per il lemma, il risultato è , perché .
Potenza di una potenza. Ora e , e di nuovo con . Per la definizione, è la radice -esima di ; chiamiamo questo numero positivo.
Eleviamo alla potenza , raggruppando prima l’esponente , che annulla la radice, e poi l’esponente , con .
Per l’unicità della radice principale, è la radice di indice di , che è la potenza di esponente .
Dalla prima proprietà seguono le conseguenze: poiché , il numero è l’inverso di , e allora . Le proprietà permettono di calcolare con esponenti razionali come con quelli interi. Per esempio:
Potenze a esponente razionale e ordine
Nella lezione sugli insiemi numerici si è dimostrato, e nella lezione sulla retta reale si è applicato alle disuguaglianze, che le potenze a esponente naturale conservano l’ordine dei numeri non negativi: se , allora . Le potenze a esponente razionale ereditano questa proprietà rispetto alla base, e ne aggiungono un’altra rispetto all’esponente, il cui verso dipende dal fatto che la base sia maggiore o minore di .
Siano razionali. Se , allora ; se , allora . Inoltre, se e , allora . La figura mostra i grafici di , e per : a destra di l’esponente maggiore dà il valore maggiore, a sinistra accade il contrario, e in le tre curve si incrociano.
Dimostrazione
Sia . Scriviamo e con un denominatore comune , e sia . Allora : se fosse , per la monotonia delle potenze si avrebbe , contro .
Poiché è naturale, , e moltiplicare per il positivo conserva la disuguaglianza.
Se , il suo inverso è maggiore di , e per quanto precede . Poiché per le proprietà delle potenze, prendendo gli inversi di due positivi la disuguaglianza si inverte.
Se , tutte le sue potenze valgono , perché le radici e le potenze di sono . Per questo i tre grafici passano per il punto .
Per la monotonia rispetto alla base, sia con naturale. Da segue ; e se fosse , elevando alla risulterebbe , il che è falso.
I grafici delle funzioni potenza si studieranno in dettaglio nella lezione sulle funzioni algebriche; qui bastano le due monotonie, che si useranno per confrontare numeri.
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