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Topos Uranos

La retta reale: ordine, intervalli e valore assoluto

Riepilogo

Questa lezione studia i numeri reali come punti di una retta. Deduce da tre assiomi le regole per operare con le disuguaglianze, dimostra con la proprietà archimedea che i razionali sono densi nella retta, dimostra con la completezza che ogni reale non negativo ha una radice nn-esima, definisce gli intervalli e li caratterizza come gli insiemi senza lacune, e introduce il valore assoluto come misura della distanza, con il suo lemma fondamentale sulle disuguaglianze e la disuguaglianza triangolare. I problemi applicano questi strumenti a limitare prodotti, risolvere equazioni e disequazioni con valori assoluti, controllare l’errore di un’approssimazione e minimizzare una somma di distanze.

Obiettivi di apprendimento

  1. Dedurre dagli assiomi dell’ordine le regole per sommare, moltiplicare e invertire le disuguaglianze, e applicarle senza moltiplicare per numeri di segno sconosciuto.
  2. Applicare la proprietà archimedea e dimostrare con essa che tra due reali distinti c’è sempre un razionale.
  3. Descrivere insiemi di numeri reali mediante intervalli, operare con essi e riconoscere quando un insieme è un intervallo.
  4. Interpretare il valore assoluto come distanza, tradurre in intervalli condizioni con valori assoluti e applicare la disuguaglianza triangolare.

La retta reale

Su una retta si scelgono due punti: uno rappresenta lo 00 e un altro, situato alla sua destra, l’11. La lunghezza del segmento che li unisce fa da unità di misura, e a ogni numero reale xx corrisponde un punto: se xx è positivo, quello situato a destra dell’origine a distanza xx; se è negativo, quello situato a sinistra a distanza −x-x. I razionali occupano punti che si costruiscono con riga e compasso, e la loro rappresentazione decimale, studiata nella lezione sulla rappresentazione decimale dei numeri razionali, indica in quale suddivisione decimale dell’unità cade ciascuno di essi. Ora, nella lezione sugli insiemi numerici si è visto che i razionali lasciano lacune, come quella che occupa 2\sqrt{2}, e si è ammesso che i reali formano un campo ordinato completo, il cui assioma di completezza colma tali lacune. Per questo si ammette che la corrispondenza tra reali e punti è biunivoca: a ogni reale corrisponde un punto e a ogni punto un reale. Questa identificazione non si dimostra, perché la retta della geometria non è definita qui indipendentemente dai numeri; è la lettura geometrica della completezza, e si chiama retta reale.

Gli assiomi dell’ordine

La relazione «stare a sinistra di» si traduce nella relazione d’ordine tra reali, che si definisce a partire dall’insieme dei numeri positivi. Tra gli assiomi che la lezione sugli insiemi numerici ammette per i reali, insieme a quelli di campo e a quello di completezza, quelli d’ordine riguardano tale insieme, ed è opportuno ricordarli:

  1. Tricotomia: per ogni reale xx vale esattamente una delle tre affermazioni x>0x > 0, x=0x = 0 o −x>0-x > 0.
  2. La somma di due positivi è positiva.
  3. Il prodotto di due positivi è positivo.

Un reale xx è negativo se −x-x è positivo. Si scrive x<yx < y, o y>xy > x, quando la differenza y−xy - x è positiva, e x≤yx \leq y quando x<yx < y o x=yx = y. Applicata a y−xy - x, la tricotomia dice che per due reali qualsiasi vale esattamente una delle affermazioni x<yx < y, x=yx = y o y<xy < x: due punti distinti della retta stanno sempre uno a sinistra dell’altro. Inoltre, nel problema risolto 5 della stessa lezione si è dimostrato, solo con questi assiomi e la regola dei segni, che il quadrato di ogni reale non nullo è positivo; in particolare, 1=12>01 = 1^2 > 0. Le regole per operare con le disuguaglianze sono conseguenza di questi assiomi e di quelli di campo; la lezione sugli insiemi numerici le ha dedotte nel suo lemma sulle regole dell’ordine, e qui si raccolgono e si interpretano sulla retta.

TeoremaLe proprietà dell’ordine

Per tutti i reali xx, yy e zz: se x<yx < y e y<zy < z, allora x<zx < z; se x<yx < y, allora x+z<y+zx + z < y + z; se x<yx < y e z>0z > 0, allora xz<yzxz < yz; se x<yx < y e z<0z < 0, allora xz>yzxz > yz; se x>0x > 0, il suo inverso è positivo; e se 0<x<y0 < x < y, allora 0<1y<1x0 < \frac{1}{y} < \frac{1}{x}. Ogni affermazione si riduce a decidere il segno di una differenza, come nella lezione sui numeri interi, dove queste regole sono state dimostrate per gli interi; la dimostrazione, che ripete quella della lezione sugli insiemi numerici, si deduce solo dagli assiomi, e le regole valgono quindi per tutti i reali. La figura rappresenta ogni proprietà sulla retta: traslare conserva l’ordine di due punti, dilatare a partire dall’origine anche, e riflettere o invertire lo inverte.

Dimostrazione

  1. z−x=(z−y)+(y−x)>0z - x = \resaltar{(z - y) + (y - x)} > 0

    Transitività: se x<yx < y e y<zy < z, le differenze y−xy - x e z−yz - y sono positive, e per il secondo assioma lo è anche la loro somma, che è z−xz - x.

  2. (y+z)−(x+z)=y−x>0(y + z) - (x + z) = \resaltar{y - x} > 0

    Compatibilità con la somma: sommare lo stesso numero zz a entrambi i membri non altera la differenza.

  3. yz−xz=(y−x)z>0\dato{pos}{yz - xz = \resaltar{(y - x) z} > 0}

    Prodotto per un positivo: se z>0z > 0, la differenza yz−xzyz - xz è il prodotto di due positivi, ed è positiva per il terzo assioma.

  4. xz−yz=(y−x)(−z)>0\dato{neg}{xz - yz = (y - x)\resaltar{(-z)} > 0}

    Prodotto per un negativo: se z<0z < 0, il suo opposto −z-z è positivo, e il passo precedente, applicato a −z-z, dà una differenza positiva nell’ordine contrario.

  5. x>0→1x>0\dato{inv}{x > 0 \rightarrow \frac{1}{x} > 0}

    Segno dell’inverso: sia x>0x > 0. Se il suo inverso fosse negativo, moltiplicando 0<x0 < x per esso la disuguaglianza si invertirebbe, e risulterebbe 0>10 > 1, il che è falso; e l’inverso non è nullo, perché il suo prodotto per xx vale 11.

  6. 1x−1y=y−xxy>0\frac{1}{x} - \frac{1}{y} = \resaltar{\frac{y - x}{xy}} > 0

    Inversi: se 0<x<y0 < x < y, la differenza degli inversi è il prodotto di y−xy - x per l’inverso di xyxy, entrambi positivi. Passare agli inversi di due positivi ne inverte l’ordine.

Da queste regole seguono altre che si usano di continuo. Due disuguaglianze dello stesso verso si possono sommare: se a<ba < b e c<dc < d, allora a+c<b+c<b+da + c < b + c < b + d. Due disuguaglianze tra numeri non negativi si possono moltiplicare: se 0≤a≤b0 \leq a \leq b e 0≤c≤d0 \leq c \leq d, allora ac≤bc≤bdac \leq bc \leq bd. Invece non si possono sottrarre né dividere membro a membro, e non si possono moltiplicare se qualche membro è negativo, come mostra il problema risolto 1. Infine, tra numeri non negativi elevare al quadrato conserva l’ordine e lo riflette, come si è dimostrato nella lezione sugli insiemi numerici per le potenze:

0≤p∧0≤q→(p<q↔p2<q2)0 \leq p \wedge 0 \leq q \rightarrow \left(p < q \leftrightarrow p^2 < q^2\right)

La densità dei razionali nella retta

L’assioma di completezza, enunciato nella lezione sugli insiemi numerici, afferma che ogni insieme non vuoto di reali limitato superiormente ha un estremo superiore, cioè un minimo maggiorante. Nella lezione sulla rappresentazione decimale dei numeri razionali se ne è dedotta la proprietà archimedea: per ogni reale esiste un naturale maggiore di esso, così che i punti 1,2,3,…1, 2, 3, \ldots avanzano lungo la retta senza alcun limite. Ne segue una forma che si usa spesso: se h>0h > 0 e xx è un reale qualsiasi, esiste un naturale nn maggiore di xh\frac{x}{h}, e moltiplicando per hh, che è positivo, risulta nh>xnh > x. Geometricamente, un segmento, per quanto piccolo, ripetuto un numero sufficiente di volte, supera qualsiasi altro; così la usava Archimede, da cui prende il nome.

h>0→(∀x∈R)(∃n∈N)(nh>x)h > 0 \rightarrow (\forall x \in \mathbb{R})(\exists n \in \mathbb{N})(nh > x)

Nella lezione sui numeri razionali si è dimostrato che tra due razionali distinti ci sono infiniti razionali. Con la proprietà archimedea si può dimostrare qualcosa di più forte, il fatto che la lezione sugli insiemi numerici aveva lasciato ammesso: i razionali sono distribuiti su tutta la retta reale, senza che vi sia alcun intervallo, per quanto corto, che non ne contenga uno.

TeoremaDensità dei razionali nella retta reale

Tra due reali distinti c’è sempre un numero razionale: se x<yx < y, esiste un razionale qq tale che x<q<yx < q < y. L’idea è ampliare l’intervallo tra xx e yy finché la sua lunghezza superi 11, così che contenga un intero, e poi ridurlo. La figura mostra l’intervallo originale in alto e quello ampliato in basso.

Dimostrazione

  1. ny>nx+1\dato{n}{ny > nx + 1}

    Per la proprietà archimedea, applicata a h=y−x>0h = y - x > 0, esiste un naturale nn tale che n(y−x)>1n(y - x) > 1: ampliato nn volte, l’intervallo misura più dell’unità.

  2. m−1≤nx<m\dato{m}{m - 1 \leq nx < m}

    Sia mm il minimo intero maggiore di nxnx. Esiste: per la proprietà archimedea c’è un naturale kk con k>−nxk > -nx, così che nx+k>0nx + k > 0; l’insieme dei naturali maggiori di nx+knx + k non è vuoto, di nuovo per la proprietà archimedea, e per il principio del buon ordinamento ha un minimo elemento jj. L’intero m=j−km = j - k è maggiore di nxnx, e m−1m - 1 non lo è, perché j−1j - 1 è nullo oppure è un naturale che non supera nx+knx + k.

  3. nx<m≤nx+1<nynx < m \leq \resaltar{nx + 1} < ny

    Sommando 11 alla prima disuguaglianza e combinandola con quella del primo passo, l’intero mm risulta strettamente compreso tra nxnx e nyny.

  4. x<mn<yx < \resaltar{\frac{m}{n}} < y

    Dividendo per nn, che è positivo, le disuguaglianze si conservano: il quoziente di mm per nn, che è razionale, è compreso tra xx e yy.

Applicato di nuovo all’intervallo tra xx e il razionale ottenuto, il teorema dà un altro razionale, e così via: tra due reali distinti ci sono infiniti razionali. Lo stesso accade con gli irrazionali, come si chiede di dimostrare nel problema proposto 4. Razionali e irrazionali sono quindi mescolati su tutta la retta, benché le loro rappresentazioni decimali siano di natura così diversa.

L’esistenza delle radici

Nella lezione sugli insiemi numerici si è definita la radice nn-esima principale di un reale non negativo aa come l’unico reale non negativo la cui potenza nn-esima è aa; lì si è dimostrata l’unicità e si è lasciata ammessa l’esistenza, perché la sua prova richiede un argomento con gli estremi superiori. Con la completezza e le regole dell’ordine si può ora dare tale argomento. Si usa una maggiorazione della differenza di due potenze: se 0≤c≤b0 \leq c \leq b, svolgendo il prodotto seguente i termini intermedi si cancellano, come nella somma di una progressione geometrica, e ciascuno degli nn addendi del secondo fattore è al più bn−1b^{n - 1}.

bn−cn=(b−c)(bn−1+bn−2c+⋯+cn−1)≤(b−c)⋅nbn−1b^n - c^n = (b - c)\left(b^{n - 1} + b^{n - 2} c + \cdots + c^{n - 1}\right) \leq (b - c) \cdot n b^{n - 1}
TeoremaEsistenza della radice nn-esima

Sia n≥2n \geq 2 un naturale. Per ogni reale a≥0a \geq 0 esiste un reale s≥0s \geq 0 tale che sn=as^n = a. Se a=0a = 0, basta prendere s=0s = 0; in ciò che segue, a>0a > 0. La radice cercata si ottiene come l’estremo superiore dei numeri non negativi la cui potenza nn-esima non supera aa, e si escludono separatamente le due disuguaglianze strette. La figura disegna la curva y=xny = x^n e la retta di altezza aa: l’insieme SS è l’intervallo dell’asse sotto la parte della curva che non sale sopra la retta, e ogni supposizione falsa su ss si confuta con un punto che cade dal lato sbagliato.

Dimostrazione

  1. x>1+a→xn≥x>ax > 1 + a \rightarrow x^n \geq x > a

    L’insieme SS dei reali non negativi la cui potenza nn-esima non supera aa contiene lo 00. È limitato da 1+a1 + a: se x>1+ax > 1 + a, allora x>1x > 1, e la sua potenza è almeno xx, che già supera aa.

  2. x∈S→x≤s\dato{s}{x \in S \rightarrow x \leq s}

    Per la completezza, SS ha un estremo superiore ss, che è non negativo perché 00 appartiene a SS.

  3. h=a−sna+n(s+1)n−1\dato{h}{h = \frac{a - s^n}{a + n(s + 1)^{n - 1}}}

    Supponiamo che sn<as^n < a. Prendiamo un numero hh positivo e minore di 11, perché il suo numeratore è minore del suo denominatore.

  4. (s+h)n−sn≤h⋅n(s+1)n−1≤a−sn(s + h)^n - s^n \leq h \cdot n(s + 1)^{n - 1} \leq \resaltar{a - s^n}

    Per la maggiorazione della differenza di potenze, con b=s+h≤s+1b = s + h \leq s + 1 e c=sc = s, la potenza di s+hs + h non supera aa; quindi s+hs + h appartiene a SS ed è maggiore del suo estremo superiore, il che è impossibile.

  5. h=sn−ansn−1\dato{k}{h = \frac{s^n - a}{n s^{n - 1}}}

    Supponiamo che sn>as^n > a. Allora s>0s > 0, e prendiamo un altro numero hh, positivo e minore di ss, perché h⋅nsn−1=sn−a<sn≤nsnh \cdot n s^{n - 1} = s^n - a < s^n \leq n s^n.

  6. sn−(s−h)n≤h⋅nsn−1=sn−as^n - (s - h)^n \leq h \cdot n s^{n - 1} = \resaltar{s^n - a}

    Con b=sb = s e c=s−hc = s - h, la maggiorazione dà che la potenza di s−hs - h è almeno aa.

  7. x∈S→x≤s−h<sx \in S \rightarrow x \leq s - h < s

    Se un xx di SS fosse maggiore di s−hs - h, per la conservazione dell’ordine delle potenze si avrebbe xn>(s−h)n≥ax^n > (s - h)^n \geq a, contro la definizione di SS. Così s−hs - h sarebbe un maggiorante di SS minore di ss, il che è impossibile.

  8. sn=as^n = a

    Per la tricotomia resta solo l’uguaglianza: ss è la radice nn-esima principale di aa, unica per quanto dimostrato nella lezione sugli insiemi numerici.

Con questo teorema e la densità dei razionali si completa anche l’identificazione che la lezione sugli insiemi numerici aveva lasciato ammessa: l’estremo superiore dell’insieme AA dei razionali il cui quadrato è minore di 22 è 2\sqrt{2}. Infatti 2\sqrt{2} è un maggiorante di AA, perché se un razionale xx fosse maggiore di 2\sqrt{2}, sarebbe positivo e il suo quadrato supererebbe 22. E nessun maggiorante minore va bene: se u<2u < \sqrt{2}, la densità, applicata all’intervallo che va dal maggiore dei numeri uu e 00 fino a 2\sqrt{2}, dà un razionale qq con 0<q<20 < q < \sqrt{2} e u<qu < q; il suo quadrato è minore di 22, perché tra non negativi le potenze conservano l’ordine, così che qq appartiene ad AA e supera uu.