Riepilogo
Questa lezione definisce il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo di due naturali e insegna a calcolarli in due modi: mediante la scomposizione in fattori primi e mediante l’algoritmo di Euclide, che non richiede di fattorizzare. Dall’algoritmo si deduce l’identità di Bézout, secondo cui il massimo comune divisore è una combinazione intera dei due numeri, e da essa la relazione tra i due concetti, il carattere dei numeri coprimi, la semplificazione e la somma di frazioni, e la risoluzione completa delle equazioni diofantee lineari, con le loro applicazioni a problemi di monete e di misurazione.
Obiettivi di apprendimento
- Calcolare il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo mediante la scomposizione in fattori primi, e giustificare la relazione tra i due.
- Applicare l’algoritmo di Euclide e la sua versione estesa per ottenere il massimo comune divisore e i coefficienti dell’identità di Bézout.
- Riconoscere i numeri coprimi e usare il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo per semplificare e sommare frazioni.
- Decidere se un’equazione diofantea lineare ha soluzioni, descriverne tutte le soluzioni e applicarla a problemi con vincoli naturali.
Il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo
Nella lezione su divisibilità e divisione con resto si è studiata la relazione tra due naturali. Quando si considerano due numeri insieme, interessano i divisori che hanno in comune e i multipli che condividono. Ogni coppia di naturali e ha almeno un divisore comune, l’, e al più un numero finito di essi, perché nessun divisore di supera ; ha, inoltre, infiniti multipli comuni, tra cui il prodotto . Se è così, la definizione seguente ha senso.
Definizione (massimo comune divisore e minimo comune multiplo). Il massimo comune divisore di due naturali e , che si scrive , è il più grande naturale che li divide entrambi. Il minimo comune multiplo, che si scrive , è il più piccolo naturale che è multiplo di entrambi.
Il secondo è il minimo di un insieme non vuoto di naturali, che esiste per il principio del buon ordinamento. Il primo è il massimo dell’insieme dei divisori comuni, che non è vuoto ed è limitato da ; che un insieme non vuoto di naturali limitato superiormente abbia massimo segue anch’esso dal buon ordinamento: l’insieme dei suoi maggioranti non è vuoto e ha un minimo , e appartiene all’insieme, perché altrimenti ogni elemento sarebbe minore di e, poiché non ci sono naturali tra e , non maggiore di , che sarebbe un maggiorante minore di (se , l’insieme è e contiene ). Per esempio, i divisori comuni di e sono , , e , e i loro multipli comuni sono , , , e così via:
Dalla definizione seguono immediatamente alcuni casi particolari: e ; ; e, se divide , allora e . Entrambe le operazioni sono, inoltre, simmetriche: l’ordine dei numeri non altera il risultato.
Calcolo mediante la scomposizione in fattori primi
Per il teorema fondamentale dell’aritmetica, ogni naturale maggiore di si scompone in modo unico in fattori primi. Conviene scrivere e con gli stessi primi , ammettendo esponenti nulli per i primi che compaiono solo in uno dei due:
Un naturale divide esattamente quando nella sua scomposizione non compaiono primi diversi da quelli di , e ciascuno con esponente non maggiore di quello che ha in . Ne segue che divide sia sia quando l’esponente di ogni primo in non supera nessuno dei due esponenti; il massimo divisore comune si ottiene, quindi, prendendo per ogni primo il minore dei due esponenti. Allo stesso modo, è multiplo comune quando l’esponente di ogni primo in raggiunge entrambi, e il minimo multiplo comune prende per ogni primo il maggiore dei due esponenti. Per esempio:
Il metodo è chiaro, ma dipende dal saper fattorizzare, e fattorizzare numeri grandi è molto costoso: non si conosce alcun procedimento rapido per farlo. L’algoritmo della sezione seguente calcola il massimo comune divisore senza fattorizzare, con sole divisioni.
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