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Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione definisce il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo di due naturali e insegna a calcolarli in due modi: mediante la scomposizione in fattori primi e mediante l’algoritmo di Euclide, che non richiede di fattorizzare. Dall’algoritmo si deduce l’identità di Bézout, secondo cui il massimo comune divisore è una combinazione intera dei due numeri, e da essa la relazione tra i due concetti, il carattere dei numeri coprimi, la semplificazione e la somma di frazioni, e la risoluzione completa delle equazioni diofantee lineari, con le loro applicazioni a problemi di monete e di misurazione.

Obiettivi di apprendimento

  1. Calcolare il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo mediante la scomposizione in fattori primi, e giustificare la relazione tra i due.
  2. Applicare l’algoritmo di Euclide e la sua versione estesa per ottenere il massimo comune divisore e i coefficienti dell’identità di Bézout.
  3. Riconoscere i numeri coprimi e usare il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo per semplificare e sommare frazioni.
  4. Decidere se un’equazione diofantea lineare ha soluzioni, descriverne tutte le soluzioni e applicarla a problemi con vincoli naturali.

Il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo

Nella lezione su divisibilità e divisione con resto si è studiata la relazione d∣ad \mid a tra due naturali. Quando si considerano due numeri insieme, interessano i divisori che hanno in comune e i multipli che condividono. Ogni coppia di naturali aa e bb ha almeno un divisore comune, l’11, e al più un numero finito di essi, perché nessun divisore di aa supera aa; ha, inoltre, infiniti multipli comuni, tra cui il prodotto abab. Se è così, la definizione seguente ha senso.

Definizione (massimo comune divisore e minimo comune multiplo). Il massimo comune divisore di due naturali aa e bb, che si scrive MCD⁡(a,b)\operatorname{MCD}(a, b), è il più grande naturale che li divide entrambi. Il minimo comune multiplo, che si scrive mcm⁡(a,b)\operatorname{mcm}(a, b), è il più piccolo naturale che è multiplo di entrambi.

Il secondo è il minimo di un insieme non vuoto di naturali, che esiste per il principio del buon ordinamento. Il primo è il massimo dell’insieme dei divisori comuni, che non è vuoto ed è limitato da aa; che un insieme non vuoto di naturali limitato superiormente abbia massimo segue anch’esso dal buon ordinamento: l’insieme dei suoi maggioranti non è vuoto e ha un minimo MM, e MM appartiene all’insieme, perché altrimenti ogni elemento sarebbe minore di MM e, poiché non ci sono naturali tra M−1M - 1 e MM, non maggiore di M−1M - 1, che sarebbe un maggiorante minore di MM (se M=1M = 1, l’insieme è {1}\{1\} e contiene MM). Per esempio, i divisori comuni di 1212 e 1818 sono 11, 22, 33 e 66, e i loro multipli comuni sono 3636, 7272, 108108, e così via:

MCD⁡(12,18)=6,mcm⁡(12,18)=36\operatorname{MCD}(12, 18) = 6, \qquad \operatorname{mcm}(12, 18) = 36

Dalla definizione seguono immediatamente alcuni casi particolari: MCD⁡(a,1)=1\operatorname{MCD}(a, 1) = 1 e mcm⁡(a,1)=a\operatorname{mcm}(a, 1) = a; MCD⁡(a,a)=mcm⁡(a,a)=a\operatorname{MCD}(a, a) = \operatorname{mcm}(a, a) = a; e, se aa divide bb, allora MCD⁡(a,b)=a\operatorname{MCD}(a, b) = a e mcm⁡(a,b)=b\operatorname{mcm}(a, b) = b. Entrambe le operazioni sono, inoltre, simmetriche: l’ordine dei numeri non altera il risultato.

Calcolo mediante la scomposizione in fattori primi

Per il teorema fondamentale dell’aritmetica, ogni naturale maggiore di 11 si scompone in modo unico in fattori primi. Conviene scrivere aa e bb con gli stessi primi p1,…,pkp_1, \ldots, p_k, ammettendo esponenti nulli per i primi che compaiono solo in uno dei due:

a=p1α1p2α2⋯pkαk,b=p1β1p2β2⋯pkβka = p_1^{\alpha_1} p_2^{\alpha_2} \cdots p_k^{\alpha_k}, \qquad b = p_1^{\beta_1} p_2^{\beta_2} \cdots p_k^{\beta_k}

Un naturale dd divide aa esattamente quando nella sua scomposizione non compaiono primi diversi da quelli di aa, e ciascuno con esponente non maggiore di quello che ha in aa. Ne segue che dd divide sia aa sia bb quando l’esponente di ogni primo in dd non supera nessuno dei due esponenti; il massimo divisore comune si ottiene, quindi, prendendo per ogni primo il minore dei due esponenti. Allo stesso modo, mm è multiplo comune quando l’esponente di ogni primo in mm raggiunge entrambi, e il minimo multiplo comune prende per ogni primo il maggiore dei due esponenti. Per esempio:

360=23⋅32⋅51⋅70,84=22⋅31⋅50⋅71360 = 2^3 \cdot 3^2 \cdot 5^1 \cdot 7^0, \qquad 84 = 2^2 \cdot 3^1 \cdot 5^0 \cdot 7^1
MCD⁡(360,84)=22⋅31⋅50⋅70=12,mcm⁡(360,84)=23⋅32⋅51⋅71=2520\operatorname{MCD}(360, 84) = 2^2 \cdot 3^1 \cdot 5^0 \cdot 7^0 = 12, \qquad \operatorname{mcm}(360, 84) = 2^3 \cdot 3^2 \cdot 5^1 \cdot 7^1 = 2520

Il metodo è chiaro, ma dipende dal saper fattorizzare, e fattorizzare numeri grandi è molto costoso: non si conosce alcun procedimento rapido per farlo. L’algoritmo della sezione seguente calcola il massimo comune divisore senza fattorizzare, con sole divisioni.