Riepilogo
Le leggi di De Morgan e le leggi distributive sono state enunciate finora per due termini; le forme normali, invece, riuniscono congiunzioni e disgiunzioni di un numero qualsiasi di termini, e le richiedono in questa generalità. Questa lezione definisce per ricorsione la congiunzione e la disgiunzione di una lista di formule , che si scrivono e , associando a sinistra, e dimostra per induzione sul numero dei termini il lemma del valore (una congiunzione è vera se e solo se lo sono tutti i suoi termini; una disgiunzione, se e solo se lo è qualcuno), l’associatività generalizzata, che autorizza a raggruppare diversamente, l’indipendenza dall’ordine e dalle ripetizioni, le leggi di De Morgan generalizzate e la distributività generalizzata nella forma che userà la lezione sulle forme normali: la congiunzione di due disgiunzioni, di e di termini, equivale alla disgiunzione delle congiunzioni di un termine di ciascuna, e dualmente. I problemi contano assegnazioni, individuano l’errore di una dimostrazione che fa passare un raggruppamento diverso per una definizione, misurano la crescita di una distribuzione e ne ricavano una tautologia di termini.
Obiettivi di apprendimento
- Scrivere congiunzioni e disgiunzioni di termini con la notazione e , svilupparle come stringhe associate a sinistra e calcolarne il valore di verità con il lemma del valore.
- Dimostrare per induzione sul numero dei termini l’associatività generalizzata, l’indipendenza dall’ordine e dalle ripetizioni e le leggi di De Morgan generalizzate, distinguendo a ogni passo l’identità di stringhe dall’equivalenza semantica.
- Dimostrare la distributività generalizzata e la sua duale organizzando l’induzione su due indici, e contare i termini che una distribuzione produce.
- Individuare l’errore di una dimostrazione per induzione il cui caso base è scritto male o il cui passo nasconde un raggruppamento diverso, e ripararla.
Leggi per un numero qualsiasi di termini
La lezione su conseguenza ed equivalenza semantica ha stabilito le leggi di equivalenza per due termini: tra esse, la commutatività e l’associatività di e di , le leggi di De Morgan e le due distributività. Ora, una formula in forma normale disgiuntiva è una disgiunzione di congiunzioni, ciascuna con tanti termini quanti ne servono, e trasformare una formula in quella forma richiede di negare, raggruppare diversamente e distribuire congiunzioni e disgiunzioni di lunghezza qualsiasi. Se è così, le leggi binarie non bastano così come sono: occorre estenderle a termini, e farlo una volta per tutte per tutti gli .
Per ogni fissato, la legge di De Morgan di termini potrebbe essere verificata con una tavola di verità di righe, scritta con variabili, e la sostituzione uniforme della lezione precedente, applicata alla doppia implicazione tra i due lati, la estenderebbe a formule qualsiasi. Ma i valori di sono infiniti, e nessuna quantità di tavole li esaurisce. Ne segue che l’affermazione «per ogni » non è un’equivalenza tra due formule, ma un enunciato su infinite equivalenze, formulato nel metalinguaggio; la sua dimostrazione è, come quelle della lezione sull’induzione sui numeri naturali e sulle formule, una dimostrazione esterna, e il suo strumento è l’induzione sul numero dei termini. Anche la notazione appartiene al metalinguaggio: non è un nuovo simbolo della lingua, ma un nome per una stringa di cerchi e dischi, così come lo è .
Conviene fissare fin d’ora tre relazioni che non vanno confuse. L’uguaglianza dice che e sono la stessa stringa; le definizioni, che si scrivono con , introducono nomi per stringhe, e ciò che si ottiene sviluppando una definizione è uguale, non soltanto equivalente. L’equivalenza semantica dice che per ogni assegnazione . L’equivalenza dimostrabile dell’unità sulla deduzione dice che ciascuna si deduce dall’altra. Questa lezione lavora con le prime due; la terza compare solo in un’osservazione.
Ciò che si usa
Dalla lezione sulla semantica della logica proposizionale si prendono le assegnazioni, funzioni dalle variabili in , e la loro estensione a tutte le formule, che si scrive con la stessa lettera ; il valore dei connettivi derivati, calcolato a partire dalle abbreviazioni ufficiali: , , sicché la congiunzione vale se e solo se valgono i suoi due componenti, e se e solo se o ; il lemma di coincidenza (se due assegnazioni coincidono sulle variabili di una formula, coincidono sulla formula); e le formule e , una tautologia e una contraddizione fissate. Dalla lezione su conseguenza ed equivalenza semantica si prendono il fatto che è riflessiva, simmetrica e transitiva, il teorema di sostituzione semantica e il catalogo delle leggi con i loro nomi: commutatività, e ; associatività, e la sua analoga per ; De Morgan, e ; distributività, e ; doppia negazione, ; idempotenza, ; identità, ; e terzo escluso, . Le leggi valgono per formule qualsiasi , , , che sono metavariabili.
A ogni passo delle dimostrazioni che seguono si sostituisce una parte di una formula con un’altra equivalente. Il teorema di sostituzione semantica lo autorizza per un’occorrenza alla volta; il lemma seguente, che ne è un caso particolare, lo dà in una volta sola per le parti di una negazione, di una congiunzione o di una disgiunzione. Va osservato che non è una banalità sintattica: è la stringa , in cui compare due volte, e contiene quindi otto occorrenze di e otto di .
Se e , allora , e .
Dimostrazione
Sia un’assegnazione qualsiasi. Per ipotesi, e hanno lo stesso valore, e così pure e .
Il valore di una negazione e quello di una congiunzione dipendono solo dai valori dei loro componenti.
Lo stesso accade con la disgiunzione: vale se e solo se qualche componente vale , e i componenti hanno gli stessi valori nei due lati.
Poiché era qualsiasi, le tre equivalenze valgono.
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