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Topos Uranos

Leggi generalizzate di De Morgan e distributive

Riepilogo

Le leggi di De Morgan e le leggi distributive sono state enunciate finora per due termini; le forme normali, invece, riuniscono congiunzioni e disgiunzioni di un numero qualsiasi di termini, e le richiedono in questa generalità. Questa lezione definisce per ricorsione la congiunzione e la disgiunzione di una lista di formule (φ1,…,φn)(\varphi_1, \ldots, \varphi_n), che si scrivono ⋀i=1nφi\bigwedge_{i=1}^{n} \varphi_i e ⋁i=1nφi\bigvee_{i=1}^{n} \varphi_i, associando a sinistra, e dimostra per induzione sul numero dei termini il lemma del valore (una congiunzione è vera se e solo se lo sono tutti i suoi termini; una disgiunzione, se e solo se lo è qualcuno), l’associatività generalizzata, che autorizza a raggruppare diversamente, l’indipendenza dall’ordine e dalle ripetizioni, le leggi di De Morgan generalizzate e la distributività generalizzata nella forma che userà la lezione sulle forme normali: la congiunzione di due disgiunzioni, di nn e di mm termini, equivale alla disgiunzione delle nmnm congiunzioni di un termine di ciascuna, e dualmente. I problemi contano assegnazioni, individuano l’errore di una dimostrazione che fa passare un raggruppamento diverso per una definizione, misurano la crescita di una distribuzione e ne ricavano una tautologia di 2n2^n termini.

Obiettivi di apprendimento

  1. Scrivere congiunzioni e disgiunzioni di nn termini con la notazione ⋀\bigwedge e ⋁\bigvee, svilupparle come stringhe associate a sinistra e calcolarne il valore di verità con il lemma del valore.
  2. Dimostrare per induzione sul numero dei termini l’associatività generalizzata, l’indipendenza dall’ordine e dalle ripetizioni e le leggi di De Morgan generalizzate, distinguendo a ogni passo l’identità di stringhe dall’equivalenza semantica.
  3. Dimostrare la distributività generalizzata e la sua duale organizzando l’induzione su due indici, e contare i termini che una distribuzione produce.
  4. Individuare l’errore di una dimostrazione per induzione il cui caso base è scritto male o il cui passo nasconde un raggruppamento diverso, e ripararla.

Leggi per un numero qualsiasi di termini

La lezione su conseguenza ed equivalenza semantica ha stabilito le leggi di equivalenza per due termini: tra esse, la commutatività e l’associatività di ∧\wedge e di ∨\vee, le leggi di De Morgan e le due distributività. Ora, una formula in forma normale disgiuntiva è una disgiunzione di congiunzioni, ciascuna con tanti termini quanti ne servono, e trasformare una formula in quella forma richiede di negare, raggruppare diversamente e distribuire congiunzioni e disgiunzioni di lunghezza qualsiasi. Se è così, le leggi binarie non bastano così come sono: occorre estenderle a nn termini, e farlo una volta per tutte per tutti gli nn.

Per ogni nn fissato, la legge di De Morgan di nn termini potrebbe essere verificata con una tavola di verità di 2n2^n righe, scritta con nn variabili, e la sostituzione uniforme della lezione precedente, applicata alla doppia implicazione tra i due lati, la estenderebbe a formule qualsiasi. Ma i valori di nn sono infiniti, e nessuna quantità di tavole li esaurisce. Ne segue che l’affermazione «per ogni nn» non è un’equivalenza tra due formule, ma un enunciato su infinite equivalenze, formulato nel metalinguaggio; la sua dimostrazione è, come quelle della lezione sull’induzione sui numeri naturali e sulle formule, una dimostrazione esterna, e il suo strumento è l’induzione sul numero dei termini. Anche la notazione ⋀i=1nφi\bigwedge_{i=1}^{n} \varphi_i appartiene al metalinguaggio: non è un nuovo simbolo della lingua, ma un nome per una stringa di cerchi e dischi, così come lo è (φ∧ψ)(\varphi \wedge \psi).

Conviene fissare fin d’ora tre relazioni che non vanno confuse. L’uguaglianza α=β\alpha = \beta dice che α\alpha e β\beta sono la stessa stringa; le definizioni, che si scrivono con :=:=, introducono nomi per stringhe, e ciò che si ottiene sviluppando una definizione è uguale, non soltanto equivalente. L’equivalenza semantica α≡β\alpha \eqsem \beta dice che v(α)=v(β)v(\alpha) = v(\beta) per ogni assegnazione vv. L’equivalenza dimostrabile α⊣⊢β\alpha \dashv\vdash \beta dell’unità sulla deduzione dice che ciascuna si deduce dall’altra. Questa lezione lavora con le prime due; la terza compare solo in un’osservazione.

Ciò che si usa

Dalla lezione sulla semantica della logica proposizionale si prendono le assegnazioni, funzioni dalle variabili v1,v2,…v_1, v_2, \ldots in {0,1}\{0, 1\}, e la loro estensione a tutte le formule, che si scrive con la stessa lettera vv; il valore dei connettivi derivati, calcolato a partire dalle abbreviazioni ufficiali: v(¬φ)=1−v(φ)v(\neg\varphi) = 1 - v(\varphi), v((φ∧ψ))=v(φ) v(ψ)v((\varphi \wedge \psi)) = v(\varphi)\,v(\psi), sicché la congiunzione vale 11 se e solo se valgono 11 i suoi due componenti, e v((φ∨ψ))=1v((\varphi \vee \psi)) = 1 se e solo se v(φ)=1v(\varphi) = 1 o v(ψ)=1v(\psi) = 1; il lemma di coincidenza (se due assegnazioni coincidono sulle variabili di una formula, coincidono sulla formula); e le formule ⊤\top e ⊥\bot, una tautologia e una contraddizione fissate. Dalla lezione su conseguenza ed equivalenza semantica si prendono il fatto che ≡\eqsem è riflessiva, simmetrica e transitiva, il teorema di sostituzione semantica e il catalogo delle leggi con i loro nomi: commutatività, (φ∧ψ)≡(ψ∧φ)(\varphi \wedge \psi) \eqsem (\psi \wedge \varphi) e (φ∨ψ)≡(ψ∨φ)(\varphi \vee \psi) \eqsem (\psi \vee \varphi); associatività, (φ∧(ψ∧χ))≡((φ∧ψ)∧χ)(\varphi \wedge (\psi \wedge \chi)) \eqsem ((\varphi \wedge \psi) \wedge \chi) e la sua analoga per ∨\vee; De Morgan, ¬(φ∧ψ)≡(¬φ∨¬ψ)\neg(\varphi \wedge \psi) \eqsem (\neg\varphi \vee \neg\psi) e ¬(φ∨ψ)≡(¬φ∧¬ψ)\neg(\varphi \vee \psi) \eqsem (\neg\varphi \wedge \neg\psi); distributività, (φ∧(ψ∨χ))≡((φ∧ψ)∨(φ∧χ))(\varphi \wedge (\psi \vee \chi)) \eqsem ((\varphi \wedge \psi) \vee (\varphi \wedge \chi)) e (φ∨(ψ∧χ))≡((φ∨ψ)∧(φ∨χ))(\varphi \vee (\psi \wedge \chi)) \eqsem ((\varphi \vee \psi) \wedge (\varphi \vee \chi)); doppia negazione, ¬¬φ≡φ\neg\neg\varphi \eqsem \varphi; idempotenza, (φ∨φ)≡φ(\varphi \vee \varphi) \eqsem \varphi; identità, (φ∧⊤)≡φ(\varphi \wedge \top) \eqsem \varphi; e terzo escluso, ⊨(φ∨¬φ)\models (\varphi \vee \neg\varphi). Le leggi valgono per formule qualsiasi φ\varphi, ψ\psi, χ\chi, che sono metavariabili.

A ogni passo delle dimostrazioni che seguono si sostituisce una parte di una formula con un’altra equivalente. Il teorema di sostituzione semantica lo autorizza per un’occorrenza alla volta; il lemma seguente, che ne è un caso particolare, lo dà in una volta sola per le parti di una negazione, di una congiunzione o di una disgiunzione. Va osservato che non è una banalità sintattica: ¬α\neg\alpha è la stringa (α↓α)(\alpha \downarrow \alpha), in cui α\alpha compare due volte, e (α∧β)(\alpha \wedge \beta) contiene quindi otto occorrenze di α\alpha e otto di β\beta.

LemmaCompatibilità dei connettivi con l’equivalenza

Se α≡α′\alpha \eqsem \alpha' e β≡β′\beta \eqsem \beta', allora ¬α≡¬α′\neg\alpha \eqsem \neg\alpha', (α∧β)≡(α′∧β′)(\alpha \wedge \beta) \eqsem (\alpha' \wedge \beta') e (α∨β)≡(α′∨β′)(\alpha \vee \beta) \eqsem (\alpha' \vee \beta').

Dimostrazione

  1. v(α)=v(α′),v(β)=v(β′)\dato{h}{v(\alpha) = v(\alpha'), \qquad v(\beta) = v(\beta')}

    Sia vv un’assegnazione qualsiasi. Per ipotesi, α\alpha e α′\alpha' hanno lo stesso valore, e così pure β\beta e β′\beta'.

  2. v(¬α)=1−v(α)=1−v(α′)=v(¬α′),v((α∧β))=v(α) v(β)=v(α′) v(β′)=v((α′∧β′))v(\neg\alpha) = 1 - \resaltar{v(\alpha)} = 1 - \resaltar{v(\alpha')} = v(\neg\alpha'), \qquad v((\alpha \wedge \beta)) = \resaltar{v(\alpha)\,v(\beta)} = \resaltar{v(\alpha')\,v(\beta')} = v((\alpha' \wedge \beta'))

    Il valore di una negazione e quello di una congiunzione dipendono solo dai valori dei loro componenti.

  3. v((α∨β))=1  ⇔  v(α)+v(β)≥1  ⇔  v(α′)+v(β′)≥1  ⇔  v((α′∨β′))=1v((\alpha \vee \beta)) = 1 \;\Leftrightarrow\; v(\alpha) + v(\beta) \geq 1 \;\Leftrightarrow\; v(\alpha') + v(\beta') \geq 1 \;\Leftrightarrow\; v((\alpha' \vee \beta')) = 1

    Lo stesso accade con la disgiunzione: vale 11 se e solo se qualche componente vale 11, e i componenti hanno gli stessi valori nei due lati.

  4. ¬α≡¬α′,(α∧β)≡(α′∧β′),(α∨β)≡(α′∨β′)\neg\alpha \eqsem \neg\alpha', \qquad (\alpha \wedge \beta) \eqsem (\alpha' \wedge \beta'), \qquad (\alpha \vee \beta) \eqsem (\alpha' \vee \beta')

    Poiché vv era qualsiasi, le tre equivalenze valgono.