Riepilogo
Questa lezione passa dal valore di verità di una formula alle relazioni tra formule. Definisce la conseguenza semantica da un insieme di premesse, finito o infinito, e precisa le letture del segno della conseguenza, compresa quella della sua negazione, che dice che qualcosa non è valido e non che sia contraddittorio. Usa i valori dei connettivi scritti come polinomi, il che trasforma la verifica di una legge in un calcolo, e dimostra le proprietà strutturali della conseguenza (riflessività, monotonia, taglio e transitività), il teorema di deduzione semantico e la riduzione della conseguenza all’insoddisfacibilità, su cui si appoggerà il metodo di risoluzione. Definisce poi l’equivalenza semantica, prova che è una relazione di equivalenza che coincide con la conseguenza reciproca e con la validità della doppia implicazione, e dimostra per induzione sulla complessità i due teoremi che permettono di lavorare con essa: la sostituzione di un’occorrenza di una sottoformula con un’altra equivalente e la sostituzione uniforme di variabili con formule. Con essi stabilisce il catalogo delle leggi con i loro nomi corretti e semplifica formule mediante catene di equivalenze, senza tavole di verità.
Obiettivi di apprendimento
- Decidere se una formula è conseguenza semantica di un insieme di formule, finito o infinito, esibendo un’assegnazione che la falsifichi o dimostrando che non esiste.
- Dimostrare e applicare le proprietà della conseguenza, il teorema di deduzione semantico e la riduzione della conseguenza all’insoddisfacibilità.
- Stabilire equivalenze semantiche mediante tavole di verità, mediante il calcolo con i valori e mediante catene di equivalenze, nominando correttamente ogni legge.
- Dimostrare per induzione sulla complessità il teorema di sostituzione semantica e quello di sostituzione uniforme, e distinguere quando si applica ciascuno.
Ciò che si usa della lezione precedente
La lezione sulla semantica della logica proposizionale ha dato significato alle formule, e questa lezione lo dà per acquisito. Un’assegnazione è una funzione , che attribuisce a ogni variabile un valore di verità, (vero) o (falso). Per il teorema di definizione per ricorsione sulle formule, della lezione sull’induzione, ogni assegnazione si estende in un unico modo a tutte le formule mediante la clausola della negazione congiunta, l’unica necessaria, perché la lingua ha un solo connettivo:
Per l’unicità dell’estensione, si scrive anche per il valore dell’estensione; la lettera senza indice designa sempre un’assegnazione (e , , , altre), mentre le variabili portano sempre il loro indice. Come nella lezione sulla formalizzazione, , , , e nominano le variabili da a , e è l’insieme delle variabili di . Si dice che soddisfa , e si scrive , quando , e che la falsifica, , quando . Una formula è valida (o tautologia), e si scrive , se ogni assegnazione la soddisfa; soddisfacibile, se qualche assegnazione la soddisfa; insoddisfacibile (o contraddizione), se nessuna la soddisfa; contingente, se è soddisfacibile senza essere valida. Un’assegnazione soddisfa un insieme di formule, , quando soddisfa ciascuna di esse, e è soddisfacibile se qualche assegnazione lo soddisfa e insoddisfacibile in caso contrario. Infine, e , di modo che e per ogni assegnazione.
Di quella lezione si usano inoltre due risultati. Il primo è il lemma di coincidenza: se due assegnazioni coincidono sulle variabili di , coincidono su ; per esso, il valore di una formula con variabili dipende solo da combinazioni, e la sua tavola di verità è finita. Il secondo è il teorema dei valori dei connettivi derivati, che calcola a partire dalle abbreviazioni ufficiali il valore di ogni connettivo come un polinomio nei valori dei componenti. Se e :
Le dimostrazioni di questa lezione consistono, quasi tutte, nel confrontare valori di verità, e questi polinomi permettono di farlo con un calcolo invece che con un esame dei casi. La loro unica regola aggiuntiva è che e sono gli unici numeri che coincidono con il proprio quadrato: se vale o , allora e . Conviene inoltre avere a portata di mano altre tre scritture degli stessi valori, che si ottengono svolgendo i prodotti:
La prima è la clausola della negazione congiunta (il prodotto di e vale esattamente quando ); la seconda dice che la disgiunzione vale solo se entrambi i componenti valgono ; la terza, che la doppia implicazione vale se (perché ) e se (perché allora e ).
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