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Topos Uranos

Riepilogo

Questa lezione insegna a rinviare da un punto del documento a un altro senza mai scrivere un numero a mano. Spiega che cosa registra un’etichetta, il numero dell’ultimo elemento numerato che la precede, e ne deduce dove va collocata in una sezione, in una figura, in un’equazione e in una voce di elenco, e perché un’etichetta scritta prima della didascalia di una figura rinvia alla sezione; propone una convenzione per dare nome alle etichette; mostra perché i riferimenti richiedono due passate e che cosa accade nella prima dopo una modifica; presenta hyperref, che trasforma i riferimenti in collegamenti e le sezioni in segnalibri del PDF, con le sue opzioni e i metadati del documento; presenta cleveref, che scrive da sé il nome dell’elemento richiamato, con la sua forma italiana e il modo di adattarla; presenta brevemente nameref; e si chiude con ciò che conviene evitare.

Obiettivi di apprendimento

  1. Spiegare quale numero registra un’etichetta e, a partire da ciò, collocarla correttamente in sezioni, figure, equazioni ed elenchi, prevedendo che cosa stampa un riferimento collocato male.
  2. Dare nome alle etichette secondo una convenzione che dica a chi scrive che cosa designa ciascuna.
  3. Spiegare perché i riferimenti richiedono due passate, interpretarne gli avvisi e prevedere che cosa mostra un riferimento dopo una sola compilazione.
  4. Caricare hyperref e cleveref nell’ordine dovuto, scegliere l’aspetto dei collegamenti e fissare i metadati del PDF.
  5. Rinviare con \cref, \Cref, \pageref e \nameref in modo che il testo concordi con l’elemento richiamato, articolo ed elisione compresi.

Il problema dei numeri scritti a mano

Un testo accademico rinvia di continuo a sé stesso: «come si è mostrato nella sezione 2», «i dati della figura 3», «l’equazione (4)», «si veda pagina 12». Se quei numeri si scrivono a mano, ogni modifica del documento li mette in pericolo: una sezione nuova all’inizio sposta la numerazione di tutte le successive, una figura soppressa rinumera le altre, una pagina che si allunga sposta il resto. L’autore deve allora cercare ogni rinvio e correggerlo, e basta che ne dimentichi uno perché il testo rinvii a un punto sbagliato senza che nulla lo segnali.

La numerazione automatica di LaTeX, che già numera le sezioni, le note e gli elenchi, risolve anche questo problema. Si marca il punto a cui si vuole rinviare con un’etichetta, un nome scelto dall’autore, e in ogni rinvio si scrive quel nome al posto del numero. Il motore si incarica di scoprire il numero e di scriverlo; se il numero cambia, cambia dappertutto nello stesso momento.